Cathleen Schine.
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MISS S.
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Titolo originale: The Dead and the Naked.
Traduzione di: Stefano Bortolussi.
2011. Arnoldo Mondadori Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Gene (G.G.) Gill era morto: G.G., il caustico flagello di scrittori, artisti e musicisti diventato adulatore di celebrit diventato personalit televisiva diventato cadavere gonfio ed elegantemente vestito. Era stato ripescato con un paio di pantaloni di lino bianco e un maglione di cashmere a righe bianche e blu. Gli era rimasta una sola scarpa sportiva di Ferragamo; l'altra, a quanto pareva, era andata perduta.
Miss Skattergoods, che non aveva mai trovato un morto se non fra le pagine dei suoi gialli, era di ottimo umore.
Su una piccola isola sperduta al largo del Maine, c' una splendida dimora ottocentesca trasformata in residenza per artisti dall'ultimo discendente della famiglia Treekape, Dick.  qui che, dopo una lunga e ansiosa attesa da parte del padrone di casa e dei suoi sette ospiti, il potentissimo, odiosissimo, temutissimo critico letterario e conduttore televisivo Gene Gill, detto G.G., fa finalmente la sua comparsa in una nebbiosa alba di settembre. Ma non come tutti si aspettano, bens cadavere, avvolto dalle alghe e lambito dalle onde dell'oceano.
E non si tratta di una morte accidentale: G.G.  stato assassinato. Ma da chi? E perch? Certo, l'uomo non godeva di grande simpatia da parte dei presenti, ma da l a ucciderlo... Subito
il giovane detective Oakwood giunge sul posto, e aiutato in modo decisamente singolare dall'ospite pi eccentrica e anziana del gruppo, la famosa scrittrice di gialli Violet Shawn Dunston, all'anagrafe Miss Skattergoods, cerca di risolvere il mistero.
Originariamente pubblicato a puntate sul "New York Times", Miss S.  un piccolo romanzo pieno di humour in cui per la prima volta Cathleen Schine si cimenta nel giallo classico con il suo tocco personale e inconfondibile, acuto e sofisticato al tempo stesso, giocando con vizi, vezzi e rivalit del mondo dell'arte.
In questo divertissement alla Agatha Christie l'autrice tratteggia brillantemente una variegata galleria di personaggi - l'attempato mecenate dal passato misterioso, la pittrice maliarda, il compositore in crisi creativa, il goffo studioso, l'ombrosa scrittrice, la florida ceramista, l'ingenua fotografa - in cui trionfa l'irriverente e irresistibile figura di Miss Skattergoods, ben nota ai lettori de La lettera d'amore.
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L'AUTRICE.
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Nata nel 1953 a Westport, Connecticut, vive e lavora a Los Angeles. Dopo gli studi di storia medievale compiuti all'Universit di Chicago, ha esordito nella narrativa nel 1983 con Il letto di Alice, su una giovane donna costretta a rimanere sdraiata un anno intero a causa di una misterioso dolore agli arti inferiori.
Dopo altri due romanzi, L'ossessione di Brenda nel '90 e Le disavventure di Margaret nel '93, ha raggiunto notoriet internazionale due anni dopo con la commedia romantica La lettera d'amore trasposta in pellicola cinematografica nel 1999.
Autrice, al 2020, di 12 romanzi tutti tradotti in italiano, suoi articoli son apparsi in Vogue, Village Voice e The New Yorker.
L'ex marito, con cui  stata sposata dal 1981 al 2000 e con cui ha avuto due figli, Max e Thomas,  il critico cinematografico David Denby.
Oggi la Schine vive a Venice, in California, con la moglie Janet Meyers.
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MISS S.
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CAPITOLO 1.
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Forse se n' dimenticato.
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Su una remota isola al largo del Maine, appena all'interno
del confine internazionale fra Stati Uniti e Canada,
si erge una grande, bizzarra casa. La facciata 
interamente di granito grigio perla e l'ingresso, fiancheggiato
da alte colonne, si trova in cima al genere
di ampia scalinata di pietra che di solito si associa
agli edifici pubblici ottocenteschi. Anche se, al posto
di aquile o leoni di granito, ci sono statue di enormi,
compiaciuti e maestosi gatti, il palazzo potrebbe essere
un ufficio postale, una biblioteca, un tribunale o addirittura
un carcere. Treekape, com' chiamata la villa,
risale effettivamente al Diciannovesimo secolo, ma
non  mai stata un edificio pubblico. Originariamente
era l'abitazione della famiglia Treekape, e negli ultimi
dieci anni  stata la sede della Treekape Artists Colony.
Agli inizi, Treekape non era una residenza per artisti
particolarmente ambita. Se  vero che o mangi questa
minestra o salti dalla finestra,  anche vero che Treekape
veniva considerata una struttura di second'ordine. Era
stata creata da poco, si trovava a molti chilometri di
distanza da tutto ed era difficilissima da raggiungere
qualunque fosse il punto di partenza, richiedendo disagevoli
cambi di aeroplani sempre pi piccoli e, cosa
ancora peggiore, una traversata di quarantacinque minuti
a bordo di un traghetto malconcio e puzzolente di
gasolio. Alcuni fra i residenti preferivano affrontare le
quattordici ore di viaggio in macchina da New York o
le dieci da Boston, altri noleggiavano un'auto all'aeroporto
pi vicino, a quattro ore di distanza. Quelli che
portavano l'auto sull'isola imbarcandola sul traghetto
scoprivano presto che c'erano ben poche strade da percorrere,
e che non portavano da nessuna parte. L'isola
era pi acqua che terra, strisce di terreno roccioso
che si attorcigliavano attorno a centinaia di stagni,
calette e insenature.
Gli alloggi, come le strade, non erano niente di trascendentale,
a meno che si abbia un'idea molto riduttiva
della trascendenza: semplici, spartani cottage con
bagni in comune in una capanna di legno separata. La
casa sarebbe stata certamente in grado di ospitare la
quota fissa di sette ospiti della struttura, visto che era
grande come un albergo e aveva lo stesso numero di
stanze. Ma, per motivi tutti suoi, il proprietario e direttore
aveva deciso di accoglierli in due modesti cottage,
semplici e graziosi da fuori ma soltanto semplici
all'interno.
Il cibo, invece, era eccellente. Era abbondante. Era
gratuito. Era stata questa attrattiva, oltre alla bellezza
dell'isola, ad aggiungere gradualmente lustro all'uggiosa
fama della residenza. Nel corso dell'ultimo anno,
comunque, si era creato un altro motivo di distinzione.
La reputazione della Treekape Artists Colony aveva
goduto di riflesso della gloria letteraria di Dick Treekape,
il proprietario, fondatore e direttore e ora, all'et
di settantadue anni, autore di un romanzo.
Dick aveva lasciato l'isola da giovane e trascorso
un'esistenza di esilio volontario all'estero, evitando
la grande casa nel Maine e qualsiasi cosa o persona
vi avessero a che fare fino alla morte del padre, avvenuta
dieci anni prima. Se ci fosse stato ancora qualche
membro della famiglia, sarebbe stato sorpreso dal ritorno
di Dick a Treekape, ma non c'era pi nessuno.
Dick era l'ultimo discendente in vita, e cos era tornato
a casa senza che nessuno, al di l della ridottissima
popolazione locale, potesse fare commenti. Gli isolani,
pi o meno duecento anime, lo avevano accolto prima
con curiosit e poi con entusiasmo, dato che il nuovo
arrivato aveva coinvolto quasi tutti nella sua accurata
e prolungata ristrutturazione della propriet.
"Freddino, ma un brav'uomo" era il commento pi
comune nei riguardi dell'anziano gentiluomo.
Era un giudizio condiviso anche dagli artisti. Dick
aveva creato la residenza quasi subito dopo aver rimesso
piede in America. Suo padre Arthur aveva trascurato
la propriet, ma Dick era tornato per amarla, e si
era fatto conoscere e rispettare come un generoso patrono
delle arti. Due anni prima uno scrittore era scomparso
in mare in un tragico incidente, ma era giovane
e non aveva ancora pubblicato nulla, e la macchia sulla
reputazione della residenza era evaporata con sorprendente
rapidit.
Nel corso dell'ultimo anno, tuttavia, i risultati su
Google relativi a Dick non riguardavano pi soltanto
la sua "pensione", come la chiamava lui, o i brandelli
di informazioni genealogiche su un antenato con
lo stesso nome. A cambiare tutto era stato il suo libro
L'attimo del giorno. Non era un roman  clef, come avevano
temuto molti ex ospiti della residenza, bens un
romanzo di formazione meravigliosamente inventivo,
giovane, fresco, letterario e molto, molto eccitante.
"Soltanto un uomo dalla lunga e vasta esperienza
pu aver scritto qualcosa che  al tempo stesso risolutamente
reale, autenticamente tenero e innocente e
illuminato dall'energia di una candida purezza come
L'attimo del giorno di Dick Treekape" aveva dichiarato
un critico. Il libro era diventato un imprevisto bestseller,
nonch un finalista del National Book Award.
E cos la Treekape Artists Colony, per quanto ancora
sperduta, era assurta alla fama, e i suoi cottage imbiancati
a calce e consumati dalle intemperie erano apparsi,
candidi e luminosi, alle spalle di Dick Treekape nel
ritratto di Annie Leibovitz pubblicato sul numero di
dicembre di "Vanity Fair".
E ora, in quel bellissimo pomeriggio settembrino,
con il vento che soffiava vivace e i raggi del sole che
splendevano riflettendosi sulle onde, stava per avere
inizio una nuova sessione. Come aveva gi fatto molte
volte in passato, Dick avrebbe accolto calorosamente
tutti i visitatori - i suoi ospiti, come lui li chiamava -,
avrebbe preso i loro bagagli, avrebbe raccontato una
breve, affascinante storia dell'isola e li avrebbe condotti
ai loro piccoli, lindi alloggi.
Su quel traghetto ce n'erano cinque. In attesa sul pontile,
Dick controll l'ora, fece qualche passo avanti e indietro
e consult di nuovo l'orologio. Ma il suo nervosismo
non aveva nulla a che fare con la venuta di un
nuovo carico di artisti. Era il pensiero di Gene Gill che
gli faceva percorrere le tavole consumate del pontile
come un novello padre ansioso in un vecchio film in
bianco e nero. Gene Gill, noto ai suoi lettori e spettatori
come G.G., sarebbe dovuto arrivare quel giorno anche
se, com'era suo solito - perch G.G. era notoriamente
indaffarato e notoriamente maleducato -, non aveva
chiamato Dick per dirgli quale traghetto avrebbe preso.
Ma G.G. era G.G., e aveva in programma di realizzare
un intero servizio televisivo sulla residenza e sul suo
fondatore. Prima la foto di Dick Treekape su "Vanity
Fair", e adesso un'intervista con il terribile critico letterario
trasformatosi in adulatore e biografo di celebrit
e conduttore radiotelevisivo! Dick calpestava le ampie
tavole del pontile, il bel volto aristocratico rabbuiato
dalla cupidigia. "Cogli l'attimo." Era quello che diceva
la gente, giusto? E lui l'aveva ascoltata. "Cogli L'attimo
del giorno aveva fatto anche quello.
Alison Left si ferm sul ponte del traghetto, talmente
piccolo da accogliere soltanto due automobili, e inspir
l'aria pungente mentre la prua si avvicinava a
un gruppetto di isolotti rocciosi. "E fu un tempo stremante"
recit fra s. "Riarsa avevamo la gola, e gli
occhi vitrei." Era il suo modo di dire che aveva sete
ed era insofferente. Alison aveva fatto la tesi su Coleridge.
Erano passati pi di trent'anni, ma lei non era
il tipo di persona che dimenticava, o tantomeno perdonava.
Osserv cupa un cormorano che spiegava le
ali. "Sinistro" pens "come il conte Dracula con il suo
mantello." I gabbiani stridevano nel cielo azzurro. "Si
cibano di rifiuti come luridi ratti." Vide passare un piccolo,
pittoresco peschereccio. "Nel giro di trent'anni in
mare non ci saranno pi pesci e tu, piccolo peschereccio,
sarai obsoleto. E io sar morta. L'isola l davanti,
con il suo pontile, le sue ordinate casette bianche, i
suoi pini striminziti in riva al mare, tutto questo verr
sommerso nella prossima catastrofe globale" riflett,
e l'enormit romantica della sua visione la port
quasi alle lacrime.
Dick guard sbarcare i passeggeri. Riconobbe Alison
Left: se possibile, sembrava ancora pi pallida e torva
che nella foto, con quegli occhi enormi e vacui. Una
romanziera minore di discreto talento. Voleva scrivere
I Buddenbrook dell'era moderna. Be', perch no? "Ogni
famiglia si disintegra a suo modo" si disse Dick. "Parafrasando
Tolstoj" precis fra s per correttezza.
Poi adocchi un'altra componente del suo gregge.
Era la stella letteraria di quella sessione, inconfondibile,
e si faceva indecorosamente largo per scendere dal
traghetto: la vecchia, rugosa giallista.
Eccola qui la salut Dick, tendendo la mano abbronzata
dalle lunghe dita. La celebre Violet Shawn
Dunston.
"Ed eccoti qui anche tu" pens l'anziana signora.
"Dick Treekape. Altro che celebre." Gli prese la mano,
che trov effeminata in modo indescrivibile, e la strinse
vigorosamente, come a esorcizzarla.
Dickie disse. Piacere!
Dick ritrasse la mano e fece un sorriso tirato.
Ah, lasciamo stare continu lei avremo tempo
dopo. E malgrado lui le avesse educatamente chiesto
per cosa avrebbero avuto tempo dopo, lei aveva gi
spostato la sua attenzione su Alison, una donna moderatamente
attraente con un paio di jeans e una maglia
scollata nera.
" giusto che le donne di mezz'et indossino la salopette?"
si domand la giallista malgrado lei, che la
mezz'et se l'era lasciata alle spalle gi da tempo, portasse
proprio una salopette e quella che amava chiamare
una "canotta". Osserv Alison rivolgere la sua espressione
solenne e trasognata verso Dick. Non era una del
posto, a giudicare dall'aspetto cittadino, e con quel
muso lungo non poteva essere in vacanza. Ahim, doveva
far parte del suo stesso gruppo.
Piacere ripet quando venne presentata, ma stava
gi guardando un'altra persona che scendeva dal traghetto,
una graziosa ragazza con i capelli rosso scuro.
Possibile? S! Efelidi. Innocenti, piccole efelidi!
Dio benedica le lentiggini disse a nessuno in particolare.
Se soltanto la ragazza si fosse chiamata Becky...
Sarebbe stato meraviglioso. Ramment di aver letto
nell'elenco dei partecipanti che nel gruppo c'era una
Bonnie. Di sicuro, quella graziosa rossa era Bonnie.
"Fa' che sia cos, o Signore di Tutto Ci che  Buono
e Giusto."
E quella spettrale creatura bionda che si stava avvicinando
nel suo increscioso abito bianco vintage? Sarebbe
stato terribile se fosse stata lei a chiamarsi Bonnie
Myrtle. "Be'" si disse la vecchia scrittrice facendo
schioccare leggermente i denti (maledette dentiere) "lo
scoprir presto. Presto scoprir tutto."
Si piazz davanti alla ragazza carina con le efelidi,
bloccandole la strada. E tu, cara, devi essere Bonnie
Myrtle, la giovane promessa della fotografia.
La ragazza, che era effettivamente Bonnie Myrtle,
la fiss a bocca aperta.
L'anziana donna allung la mano, le prese il mento
fra le dita e con un gesto gentile ma deciso le chiuse
la bocca.
Ecco fatto disse. Molto meglio.
La bocca della ragazza torn ad aprirsi per la sorpresa.
E sei davvero graziosa, cara aggiunse Violet Shawn
Dunston.
Ma lei chi ?
Sono soltanto un'altra parassita delle arti. O quantomeno
dell'artigianato. Esit, visibilmente colpita
dalla propria modestia. Scrivo piccoli libri su piccoli
omicidi.
Dick caric sul pulmino le macchine fotografiche e il
trolley di Bonnie, ma esit prima di prendere i bagagli
della giallista. Quella donna mostrava una sicurezza
quasi allarmante. D'altra parte, sembrava cos fragile
da accasciarsi e morire da un momento all'altro.
Ecco qui disse lei prima che lui riuscisse a decidersi,
sbarazzandosi dei due grossi zaini che portava
davanti al petto e sulla schiena. La giovane donna
bionda, alta e un po' goffa, si stava avvicinando con
tre cappelliere d'epoca che sbattevano l'una contro l'altra
e contro le sue gambe. Avanzava a fatica verso il
pulmino dove Alison, che in qualche modo riusciva a
sembrare al tempo stesso altezzosa e non all'altezza,
si era gi accomodata nell'ultima fila di sedili e guardava
con aria funerea fuori dal finestrino.
Le altre tre donne si trattennero educatamente insieme,
inspirando l'aria del mare e ammirando i piccoli
pescherecci ormeggiati nel porticciolo, nell'attesa
che sbarcasse anche l'ultimo ospite, uno studioso canadese
dalle guance rosee e gonfie per l'affanno, con
un paio di bermuda scozzesi rossi e scarpe inglesi.
Ma Dick non si mosse.
Gene Gill spieg ripetutamente ai componenti del
gruppo, alcuni dei quali cominciavano a mostrare interesse
per l'ubicazione di un bagno.
Un servizio di G.G.! osservarono tutti. Magnifico!
Ma il traghetto si stacc cigolando dal pontile senza
che sbarcasse alcun G.G.
Forse se n' dimenticato disse l'anziana giallista.
Sospir. Succede molto spesso.
Quel giorno Dick torn tre volte al pontile, sempre pi
impaziente. Al terzo viaggio accolse altri due ospiti e
attese che sbarcasse l'ultimo dei passeggeri. Raccont
la storia dell'intervista con G.G. Ricevette le loro congratulazioni.
Porse le sue scuse.
G.G., l'uomo che amiamo detestare disse cercando
di riderci sopra.
"O che detestiamo e basta" soggiunse fra s.
Fece ritorno alla residenza senza G.G.
Dopo aver fatto scendere i passeggeri, parcheggi il
pulmino nella vecchia scuderia, accanto alle canoe abbandonate,
alle racchette da neve, ai tagliaerba, alle biciclette,
ai bauli e alle casse. Era praticamente un museo,
si disse. La odiava: era cos disordinatamente piena di
lugubri, mortiferi ricordi, ricordi che non erano nemmeno
i suoi. Avrebbe dovuto parlarne con Osborne e
Putnam, i vecchi gemelli che erano i giardinieri e i tuttofare
della propriet. L'avrebbe fatta sgombrare, una
volta per tutte. And in riva al mare e si ferm alla
luce del sole estivo, sperando che nessuno degli ospiti
lo vedesse. Il cane sbuc dal nulla e insieme cominciarono
a percorrere la spiaggia di sassi.
Ti sono mancato? chiese Dick, ma sapeva che non
era cos. I cani non avevano la percezione del tempo.
Prendevano ogni momento come veniva. "Come ho
cercato di fare anch'io" si disse. Ci nonostante, il mancato
arrivo di G.G. era stato una delusione. Gene Gill,
personalit televisiva! Dick odiava quell'uso assurdo
del termine "personalit". Doveva ancora arrivare l'ultimo
traghetto. Sarebbe dovuto andare al pontile, ad
aspettare finch tutti i passeggeri non si fossero allontanati?
Avrebbe dovuto telefonargli di nuovo? Dal pontile,
come aveva fatto gi quattro volte nel corso della
giornata? Era una sorta di piccola danza. Una piccola
danza con un compagno assente. G.G. gli aveva promesso
un'ora intera di trasmissione, e ora gli sembrava
quasi di aver sognato. Era il coronamento di tutto
quello per cui Dick aveva lavorato tanto, era ci che
aveva atteso cos a lungo.
Non c' onore fra i critici disse al cane, che si trascinava
un ammasso di lunghe alghe attorcigliate a
una zampa nera.
Si volt di nuovo verso il grande edificio di granito
che era casa sua. Guard il proprio regno. Intervista o
no, era notevole. G.G. o no, era suo. Raccolse un sasso
e lo lanci in mare. Il cane si butt al suo inseguimento,
ma Dick lo richiam.
"G.G." pens.
Lanci un altro sasso.
"Niente G.G."
Il cane torn a tuffarsi rumorosamente in acqua. Con
una breve risata sprezzante, Dick segu la sua inutile ricerca
di un sasso finito gi da un pezzo in fondo al mare.
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CAPITOLO 2.
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Un piccolo mondo di omicidi e di inganni.
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Spenser de los Angeles era lieto di partecipare al programma
della Treekape Artists Colony, ma quando scese
dal traghetto ebbe un piccolo shock. Per prima cosa,
la tranquilla signora sulla quarantina che sembrava la
fedele segretaria di qualcuno si rivel un'ospite della
residenza. Cosa significava questo per la componente
sociale della sua permanenza? Spenser si definiva un
compositore di second'ordine e scarsi fondi, ed era arrivato
a vedere queste scampagnate nelle residenze per
artisti come vacanze spesate. E poi c'era quell'altezzoso
vecchio direttore, come si chiamava? Il Norman Bates
delle arti. Era un uomo alto e dal portamento regale che
non sarebbe mai diventato calvo. Spenser, che aveva almeno
vent'anni meno di lui, era gi discretamente pelato,
abbastanza da radersi la testa secondo i dettami
della moda. Vedeva con sospetto la chioma argentea di
Dick. E poi, quei vezzi. Quei vezzi di chi vi  avvezzo.
Voi dovete essere Mrs Kelly e Mr De los Angeles
disse Dick quando scesero dal traghetto. E lei viene
proprio da Los Angeles, giusto? aggiunse, usando la
pronuncia spagnola.
A Spenser, che molti anni prima aveva assunto quel
cognome abbandonando quello vero, Drudger, sfugg
una piccola smorfia.
E lei, Mrs Kelly? Il nostro grande Midwest...
Anche Heather fece una smorfia. Quanto sembrava
noioso quel "Mrs"...
Dick volle attendere che il traghetto facesse sbarcare
gli ultimi passeggeri, un uomo anziano e suo figlio.
Si chiama plancia, quella? domand Heather Kelly
per nascondere la sorpresa provata vedendo che il padre
prendeva la mano del figlio e rendendosi poi conto
che i due non erano padre e figlio, ma una coppia.
Mi sembra proprio di s!
Spenser osserv la sua pelle liscia, di porcellana, le
guance bianche chiazzate da una punta di rosea eccitazione,
o forse di trucco. Erano anni che non vedeva una
donna in sandali e collant. La parola "collant" gli provoc
un vago fremito erotico. "Mrs Kelly" si disse. "Sei una
creatura esotica. Una rosa esotica di plastica. Mrs Kelly,
rosa calzata." Le sorrise, provando un altro brivido.
Ma a quel punto giunse la parte pi inquietante del
benvenuto: l'annuncio da parte del loro anfitrione che
l'odioso Gene Gill, un uomo che a parere di Spenser
andava evitato a tutti i costi, era atteso alla residenza.
Speravo di trovarlo sul vostro traghetto disse Dick
Treekape.
Oh! G.G.? esclam Heather. Davvero eccitante.
Una celebrit! Sta scrivendo un libro?  un tipo molto
caparbio, non  vero?
Dick tossicchi con modestia. Viene a intervistarmi
spieg distogliendo lo sguardo con noncuranza.
Per! disse Heather.
Per un accidenti le fece eco Spenser.
Dick scosse la testa. Ma comincio a preoccuparmi.
G.G. fa questo effetto comment Spenser.
Dick compose un numero sul cellulare e lasci un
messaggio a G.G.
Scusatemi disse facendo salire gli ospiti sul pulmino.
 solo molto... strano.
Quando Heather e Spenser arrivarono alla residenza,
i loro colleghi avevano terminato un eccellente pranzo
a base di panini all'aragosta e stavano sonnecchiando,
leggendo o, nel caso di Carol Grey, la bionda con
le cappelliere, mettendo in mostra le lunghe gambe su
una sdraio. Il primo ad accogliere i nuovi arrivati fu un
terrier saltellante come uno yo-yo, che balzava in aria
e ricadeva a terra a ripetizione finch Heather, ancora
in preda a una punta di mal di mare, ebbe un giramento
di testa e dovette reggersi al braccio di Spenser.
Spenser, abituato a contatti simili, le cinse la vita con
il braccio muscoloso.
Tutto bene? domand.
"Frittellona mia" pens. Amava le donne. Tutte le
donne. E quella tipica hausfrau del Midwest (ma cosa
diavolo ci faceva l?) all'improvviso gli tocc il cuore.
Ah, s rispose Heather staccandosi e lisciandosi
la gonna. Il cane...
 innocuo disse Treekape. Vi stava solo salutando.
Il cane, che sembrava aver concluso i convenevoli,
si distese sulla schiena e allarg le zampe in modo
sconveniente.
Heather si gir dall'altra parte. Non era paura
disse drizzando la schiena nel tentativo di esprimere
forza, dignit e soprattutto neutralit nei riguardi dei
cani e delle loro parti intime.
Attraversarono un ampio prato, oltrepassando l'enorme
casa di pietra e inoltrandosi in un boschetto di pini.
Riemersero in un giardino all'italiana vecchio stile. Alla
loro sinistra c'era un gruppo di cottage bianchi, sulla
destra il prato digradava fino alla spiaggia di sassi.
Quanto  pittoresco! esclam Heather. Allogger
qui anche G.G.?
G.G. borbott Dick. Mi chiedo dove sia.
E dove non ? replic Spenser. Dove trova il tempo
per attaccare tutta quella gente? Quell'uomo  un
gangster. Un gangster culturale.
E un giudizio meschino disse Heather. Stava immaginando
il momento in cui avrebbe preso da parte
G.G. e gli avrebbe mostrato una delle sue piastrelle, che
teneva sempre in borsa per poter spiegare la natura del
suo progetto, una cabina doccia con piastrelle di ispirazione
autobiografica. "Io sono nata a Akron" avrebbe
detto "in ospedale!" Suo marito era il proprietario di
una fiorente ditta che importava piastrelle di ceramica
e, mentre stavano rifacendo il bagno di casa, Heather
aveva udito il canto delle sirene della ceramica. Sta
dando del gangster a G.G. prosegu rivolta a Spenser
soltanto perch lui non  mai andato all'universit.
Nemmeno io ci sono andato ribatt Spenser. O
quantomeno non l'ho finita. Ma non vado in giro a
stroncare i lavori altrui.
Tranne quello di G.G.! esclam Heather in tono
trionfante.
Spenser sorrise. Mrs Kelly disse, scoccandole un'occhiata
di apprezzamento che la costrinse a voltarsi e lisciarsi
la gonna.
Questo  il suo cottage le disse Dick, indicando la
prima costruzione bianca. E il suo  quello soggiunse
rivolto a Spenser.
I kayak! esclam Heather indicando un piccolo
pontile in un punto riparato della spiaggia.
In ogni caso riprese Dick, aprendo la zanzariera
per farla entrare e porgendole i bagagli col passare
degli anni Gill  cambiato, non trovate? Da quando 
in televisione.
Spenser sbuff. Gratta gratta, sotto un adulatore
c' sempre uno stroncatore.
All'ora dell'aperitivo, i sette nuovi arrivati raggiunsero
la grande terrazza sul retro che percorreva la
casa principale in tutta la sua lunghezza e dominava
il litorale roccioso e il mare aperto. "La sera della
prima" pens Dick. Accolse tutti con la sua solita
impacciata cortesia, la sua stretta di mano, il suo
ammaliante sorriso. La sgradevole vecchia giallista,
Violet Shawn Dunston, la graziosa giovane fotografa
di nome Bonnie, e quella tetra donna di mezz'et,
Alison Left, romanziera da mezza classifica. Gli sembrava
di ricordare che suo marito si fosse suicidato
qualche anno prima. Non c'era da stupirsi che avesse
quell'aria traumatizzata. Heather Kelly, dal canto
suo, sembrava il melone vincente a una fiera di contea,
tonda e sicura di s. E il compositore, Spenser de
los Angeles, che se la mangiava con gli occhi. Be', de
gustibus eccetera eccetera, pens Dick. La spettrale ma
talentuosa pittrice, Carol Grey, si stava avvicinando
sul prato, affondando con i tacchi alti e barcollando a
ogni passo. Ma il professore dov'era? Ah, eccolo che
correva verso di loro.
Il professor P.E. McPherson, battezzato Phillip Edmund
ma noto ad amici e nemici come Phear, era un
uomo dinoccolato e panciuto con le braccia corte e i lunghi
capelli bianchi ondulati che svolazzavano al vento
come le orecchie di un coniglio. A differenza del Bianconiglio,
tuttavia, non era in ritardo. Phear McPherson
era sempre puntuale, e ne andava fiero. A volte dimenticava
il soprabito, a volte le calze, in un'occasione, si
narrava, addirittura i pantaloni, ma l'ora non la scordava
mai. Ora si affrettava muovendo le corte braccia
su e gi, i pantaloni presenti all'appello, entrambe
le calze al loro posto e dello stesso colore, il giubbotto
tutto storto ma fedelmente partecipe. Non era in ritardo
a un appuntamento importante, ma come molti
altri conigli veri e fittizi era rincorso a grandi balzi
ballettistici da un piccolo terrier.
Lo scarmigliato professore e il cane determinato e
chiassoso superarono Carol, intenta ad attraversare il
prato a passi lenti e affettati che ne sottolineavano le
dimensioni dei piedi, effetto non certo sminuito dalle
vistose scarpe di seta rossa.
E dai guanti dello stesso colore.
Sfrecciandole accanto, il professore ripens per un
attimo a sua madre con il vestito della domenica. Ma
sua madre quanti anni avrebbe avuto, se fosse stata
ancora viva? Pi di novanta. Questa giovane donna,
decisamente viva, non poteva averne pi di trentacinque.
E poi, quel rosso sgargiante...
Carol Grey, dal canto suo, guard passare il professore
con un sospiro stanco. Troppo vecchio. E vestito
in modo cos eccentrico: scarpe da ginnastica scamosciate
marrone rossiccio, pantaloni gessati blu scuro,
un vecchio giubbotto verde di nylon. Ma cosa ci faceva
con un cane? Era espressamente vietato. Animali
domestici e coniugi. Carol disprezzava tutti gli animali
domestici e nutriva sentimenti negativi nei riguardi
di un buon cinquanta per cento dei coniugi, quello femminile. La met maschile, anche quando era
gi stata ghermita da una di quelle detestabili spose
femmine, poteva essere liberata dalla sua abile, amorosa
mano guantata di rosso. Il fatto che sperasse di
affrancare gli uomini soltanto per poterli a sua volta
schiavizzare, che ne disprezzasse le mogli e al tempo
stesso sperasse di diventare una di loro, non le sembrava
affatto ironico. Carol Grey aveva cose pi importanti
a cui pensare.
Gene Gill, per esempio. Il famoso G.G. sarebbe arrivato
per scrivere qualcosa sul vecchio Dick Treekape.
Un tempismo troppo perfetto. Serendipit, ecco cos'era.
Destino? Karma? Comunque lo si volesse chiamare,
G.G. stava per arrivare, e Carol Grey si controll il trucco
nello specchietto del portacipria Art Dco, lo chiuse
con uno scatto e serr la mascella.
Sulla terrazza, la giovane e fresca Bonnie si ritrov
accanto a Violet Shawn Dunston, la vecchia ossuta che
scriveva gialli.
Come faceva a sapere come mi chiamo? le chiese.
Prima, al traghetto?
Le tre borse fotografiche, cara. Con il tuo nome
scritto sopra.
Elementare, mia cara Violet disse Dick ridacchiando,
ma poi si accorse che nessun altro lo faceva.
Violet ripet Violet Shawn Dunston in tono sdegnoso.
Il mio stupido nome d'arte. Siamo fra amici,-
vero? Chiamatemi pure col mio vero nome, Miss Skattergoods.
Si era rivolta a Dick, e sembrava aspettarsi una risposta.
E sia, Miss Skattergoods disse lui, producendosi
in uno dei suoi rigidi inchini.
Per quanto cortese, la risposta non sembrava quella
che la vecchia dama avrebbe desiderato.
Hmfff fece.
Ma Dick si era gi voltato e stava rivolgendo un cenno
alla studentessa universitaria che d'estate lavorava
l come cameriera, e nell'udire la parola "cocktail"
Miss Skattergoods si rischiar in volto. Due gimlet
ordin indicando Bonnie e se stessa.
E fa' attenzione al telefono, Tara, per piacere disse
Dick. Sto aspettando una chiamata importante. Qui
in terrazza si sente cos poco aggiunse rivolgendosi a
nessuno in particolare, poi si sfil il cellulare di tasca,
lo apr con un gesto nervoso e lo richiuse.
Bonnie pens che probabilmente Tara fosse pi brava
a mescolare alcol di grano e Hawaiian Punch, che
fra l'altro come drink non era affatto male, ma si adegu
all'ordinazione dei gimlet. Era affascinata dalla
vecchia. Con i bermuda cargo, una T-shirt grigia e le
scarpe di tela blu, sembrava un bambino di otto anni
con una malattia degenerativa.
G.G.  un po' repellente, non trovate? chiese Bonnie,
pensando all'uomo con i pugnetti serrati e mollicci
che aveva visto in tiv.
Carol Grey era appena salita in terrazza. G.G.? disse
con una voce improbabile che riusciva a essere sia
aspra sia sdolcinata. Si guard intorno cercando il faccione
bianco da patata reso celebre dalla trasmissione
televisiva, le ciocche di untuosi capelli castano chiaro
riportate dietro le orecchie, gli occhietti rabbiosi che
fiammeggiavano dai pallidi bign delle guance. Ma
dov'era? Di certo non le interessava parlare con quella
cafona di una vecchia lesbica o con la goffa ragazza
lentigginosa che sembrava appena fuggita dal forno
della strega malvagia e pareva chiedersi se forse non
avrebbe fatto meglio a rientrarci.
G.G. non c' rispose Dick consultando ansiosamente
l'orologio.
Siamo in ritardo? chiese Miss Skattergoods guardando
il suo. Non mi pare proprio.
Un vodka martini molto secco ordin Carol all'universitaria.
Winston Churchill ha detto che il barista
dovrebbe limitarsi a guardare la bottiglia di vermouth,
lo sapevate?
Miss Skattergoods sbadigli. Citazioni sui martini?
Buon Dio, era vissuta abbastanza da assistere al ritorno
delle battute sui martini. Bevve un sorso del suo
gimlet, che era dolce e tremendo, fece una smorfia e disse:
Se fossi in lei, starei su qualcosa di pi semplice.
Carol le scocc un'occhiata rabbiosa. "Se fossi in
me?" pens. "Che idea agghiacciante." Ma guardando
meglio la cosiddetta cameriera con la sua felpa del
Colby College, riconsider la propria scelta. Pinot grigio? disse.
Dick vide il professor McPherson che si avvicinava,
con una manica del giubbotto fra le zanne del cane
e l'altra infilata su un braccio. Stavano danzando sul
prato come due novelli sposi ebrei ortodossi con il
loro fazzoletto.
Osservando il professore e il cane ringhiante, Carol
Grey ridacchi coprendosi la bocca con una mano guantata.
Era come se stesse sputando un grumo di cibo su
un tovagliolo di carta, pens Dick con ribrezzo.
Tipsy! chiam in tono severo.
Neanche per sogno! ribatt il professore.
NOTA: Tipsy in inglese significa "alticcio", "brillo". FINE NOTA.
Tipsy! chiam di nuovo Dick, e il cagnolino lasci il professore e corse dal padrone, guardandolo adorante e scodinzolando. Chiedo scusa soggiunse Dick mentre McPherson saliva a fatica i gradini della terrazza.
Phear non era sicuro se le scuse fossero rivolte a lui o al cane.
Povero Phear bisbigli Miss Skattergoods a Carol.
Lui, la sua storia sociale dei cani e... Vedendo l'espressione vacua di Carol, aggiunse: PE. McPherson.  stato al "Daily Show". Pensava che la notizia avrebbe significato qualcosa per una giovane donna, anche per una giovane donna in guanti e scarpe di raso rosso.
Perennemente al lavoro sulla sua storia sociale dei cani. Volumi e volumi. E li detesta!
I volumi?
No, cara disse con gentilezza, come se si stesse rivolgendo
a una bambina molto piccola. I cani, cara.
Carol, che affettava un accento simil-britannico, ascolt
il tono ricercato e condiscendente della vecchia strega
dai bermuda troppo larghi con un competitivo miscuglio
di rabbia e ammirazione. Quanto avrebbe voluto
che G.G. fosse l. Quando fosse arrivato, gliel'avrebbe
fatta vedere a tutti quanti.
Dick stava componendo un numero sul cellulare.
G.G... ancora Treekape disse al telefono. Sono sempre
disposto a venirla a prendere in barca. Mi faccia
sapere. A sua disposizione. Richiuse l'apparecchio e
si sedette sul muretto di pietra, facendo ballonzolare
nervosamente una gamba.
Ha una barca? chiese Alison. Suppongo che sia
necessaria, su un'isola.
Dick indic un motoscafo rosso ormeggiato a un piccolo
molo poco lontano. Sul prato c'erano anche una
catasta di kayak e una vecchia, pittoresca barca a remi.
Il mio unico lusso rispose.
Ma dov' finito Mr Gill? disse Carol. Non vedo
l'ora di... vederlo. Stava quasi per dire "rivederlo",
ma si era corretta appena in tempo.
Lo sto aspettando rispose Dick. Scosse la testa,
palesemente turbato. Ma non risponde nemmeno al
cellulare.
Che maleducati questi bifolchi della tiv decret
severamente Miss Skattergoods.
Alison Left era stata l'ultima ad arrivare in terrazza,
e ora stava fronteggiando il mare con un bicchiere
di vino bianco in mano. Le onde esord. Come
un'emicrania.
Dick parve ferito. Luna piena disse.
Ah fece Alison. Parve ritornare in s da qualche
luogo lontano, si volt verso Dick e disse in tono interessato:
La famiglia del New England  di grande rilevanza
per le mie ricerche.
Dick sembr sorpreso. Magnifico osserv con l'entusiasmo
dell'anfitrione esperto.
Ora, la sua famiglia...
S, la tua famiglia si un Miss Skattergoods.
Mi dovete scusare tagli corto Dick. Non mi
piace parlare della mia famiglia. Non mi piace parlare
del passato.
Peccato disse secca Miss Skattergoods. Alla nostra
et, di passato ne abbiamo talmente tanto! Tu in
particolare. Tutti quegli anni in Oriente. O in Brasile?
L'ho letto su una rivista. No, no, era la Thailandia. O il
Nepal?  tutto cos lontano dal mio piccolo mondo...
Il suo piccolo mondo di omicidi e di inganni?
chiese ridendo Spenser.
Lei lo guard con un misto di piet e leggera sorpresa,
come spesso i vecchi guardano i giovani. Ma vede,
giovanotto rispose gentilmente l'omicidio e l'inganno
fanno parte di qualsiasi mondo.
...
.
...
CAPITOLO 3.
...
.
...
L'arrivo di G.G.
...
.
...
Gene Gill, sprezzante critico culturale e ossequioso conduttore
televisivo, era atteso con ansia alla residenza,
ma all'ora di cena non era ancora apparso.
Ma lo spettacolo deve continuare disse Dick. O
forse, in quanto scrittore, dovrei dire che bisogna voltare
pagina?
I sette ospiti fecero una doverosa risatina. Quell'uomo
era proprio pomposo, pensarono, ma aveva cos talento...
Il suo romanzo era notevole. "Un giorno o l'altro
dovr proprio leggerlo" concluse fra s ciascuno
di loro.
Dick picchiett il bicchiere con un cucchiaio. Era un
uomo alto e diritto di poco pi di settantanni, con il
viso segnato, il naso lungo e distinto, una bocca piccola
e labbra rosee e sottili. Aveva soffici capelli grigi,
con la riga da una parte, e un ciuffo sbarazzino gli ricadeva
sulla fronte. E, come i suoi ospiti non poterono
mancare di notare, portava un fazzoletto da collo.
 sempre stato mio costume accogliere gli artisti a
casa mia come ospiti d'onore. Tossicchi leggermente.
Ora  un onore darvi il benvenuto anche come
colleghi. Fece una pausa a effetto, passando in rassegna
i volti davanti a s. Colleghi ripet.  da poco
che, in quanto scrittore, posso dirlo. Si scost il ciuffo
ribelle dalla fronte. Leviamo i calici, amici miei?
Quel WASP sentimentale e compiaciuto con il fazzoletto
al collo sembrava improbabile come autore di
roventi e provocanti scene di sesso, riflett Miss Skattergoods.
Ma era spesso cos. Bastava pensare a Philip
Larkin. Be', in realt la sua era una situazione diversa.
Di sicuro Larkin non era sentimentale. O compiaciuto.
N scriveva roventi e provocanti scene di
sesso. Gli piacevano semplicemente le riviste per chi
amava farsi sculacciare, giusto? Ci malgrado, concluse
la vecchia giallista, pensare a Philip Larkin non
faceva mai male.
Il loro anfitrione e collega chiese che ciascuno parlasse
del proprio lavoro.
Phear fissava tetro il suo piatto. Detestava i discorsi,
e di certo non avrebbe rivelato ci che aveva davvero
intenzione di fare su quell'isola. Sent un profumo
delizioso, con una componente burrosa. Una zuppa di
vongole? Quando sarebbe cominciata la cena? Cani
borbott quando giunse il suo turno.
Bonnie Myrtle, la graziosa ragazza con i capelli rossi
che creava e fotografava qualcosa di molto simile alle
case di bambola, cerc di illustrare i motivi per cui in
realt non si trattasse di case di bambola. Carol Grey
cominci a spiegare che nelle sue opere lei rivelava l'essenza
riduzionista della natura cooptando frammenti
del mondo naturale, incollandoli sulle tele e poi dipingendoli
con brillanti colori acrilici.
Non vedo come la natura possa essere riduzionista
bisbigli Spenser a Heather.
Non lo vedeva nemmeno Heather, ma non rispose al
commento. Spenser stava scrivendo un'opera su Monica
Lewinsky e Linda Tripp, e avrebbe dovuto mostrarsi
pi sensibile nei riguardi del potenziale offensivo
delle osservazioni sprezzanti.
Sto lavorando a un'autobiografia di ceramica disse
quando tocc a lei. Sono nata...
E lei, Alison? si affrett a chiedere Dick.
Risentita per l'interruzione, Heather chiese scusa e
disse di doversi recare nella "toilette delle signore".
Famiglia disse Alison nel suo tono distante e malinconico.
Un romanzo sulla famiglia... Sollev il bicchiere
di vino e vi osserv guizzare la fiammella della
candela. Sono qui per svolgere le mie ricerche sui
Treekape.
Dick parve sorpreso. Sulla mia famiglia?
Voglio scrivere una sorta di Buddenbrook americano...
Nella sua candidatura non ha fatto cenno alla mia
famiglia disse Dick in tono freddo.
L'ascesa di una vecchia famiglia americana e la
sua... Alison si interruppe.
Caduta? intervenne Miss Skattergoods. Ah! Non
 un gran complimento nei riguardi di chi la ospita,
cara. "Il declino di una famiglia": non  questo il sottotitolo?
Santo cielo... D'altra parte forse ci somigli, a un
personaggio di Thomas Mann aggiunse rivolta a Dick.
Felix Krull? chiese eccitato McPherson. Felix
Krull, truffatore.
Non Gustav von Aschenbach, spero disse Dick con
un sorrisetto teso. O all'arrivo dello scirocco dovremo
andarcene tutti.
Mentre gli altri ridevano figurandosi Venezia e Dirk
Bogarde con il trucco bianco che colava, Miss Skattergoods
not con interesse il disagio di Dick, il modo in
cui i suoi occhi azzurri guizzavano da un ospite all'altro
e il sangue aveva abbandonato il suo volto affilato
e scolpito. Era qualcosa di pi del fastidio, dell'imbarazzo
o addirittura della rabbia. Assomigliava molto
alla paura.
Skat! esclam all'improvviso.
NOTA: Gioco di parole con "scat", "sci", interiezione usata per allontanare i cani. FINE NOTA.
Phear sobbalz, cercando il cane con lo sguardo.
Gli altri la guardarono.
 il mio soprannome riprese Miss Skattergoods.
Tese il braccio attraverso il tavolo e picchiett ritmicamente
con il dito indice sulla spalla di Dick. Il mio...
soprannome... di quand'ero bambina disse scandendo
con cura ogni parola. Poi gli diede un altro colpetto.
Skat.
Spenser alz gli occhi al cielo rivolto a Heather, che
strinse le labbra e distolse lo sguardo.
"Regressione infantile" pens Carol Grey alzandosi
e incamminandosi verso riva nella speranza di farsi
seguire da Spenser, che non la segu.
Nella pausa prima del dolce si alzarono anche alcuni
degli altri. Gironzolarono per le sale tirate a lucido della
magione, sbirciando curiosi dietro gli angoli e su per
le scale. Scesero in spiaggia nell'aria capricciosa della
sera per guardare il riflesso screziato della luna sull'acqua.
"La toilette delle signore" pens Miss Skattergoods
mentre tornava dal bagno, riflettendo sull'espressione
di Heather con malizioso compiacimento. Si rimise a
sedere e alz gli occhi sulle stelle e sui lembi di nuvole
visibili al chiaro di luna. Ud il sonoro frinire di un
grillo solitario. " tutto cos interessante" riflett fumando
una sigaretta. "Questo bellissimo luogo, i suoi
ospiti imbarazzati, il suo affettato, nervoso padrone di
casa." Che cosa si era aspettata? Non ne era sicura. Ma
di certo non quello.
Intendevo il figlio dei Buddenbrook disse a Dick
dopo qualche minuto, ancora incuriosita dal suo precedente
disagio. Forse non aveva mai letto Thomas
Mann. Sarebbe stato imbarazzante per un romanziere
cos illustre.
Hanno Buddenbrook? rispose Dick con la massima
calma. Ma certo, il figlio sensibile, l'artista della
ricca famiglia borghese...
Il pallido, malaticcio, piccolo Hanno! intervenne
Alison con un sospiro soddisfatto, comparendo all'improvviso
dalla casa. Oh! esclam nel vedere Tara, la
cameriera, con un vassoio. Il dolce!
La luna, enorme e di un giallo rosato, brillava in tutto
il suo splendore all'orizzonte. I commensali si trattenevano
a tavola, carezzandosi le pance e rabboccando
i bicchieri, pigri, satolli, brilli, respirando la purezza
dei fiori selvatici e degli spruzzi salati. Dick li aveva
accolti come se fossero di famiglia. E, come i membri
di una famiglia, loro si occhieggiavano con sospetto.
"Ne ha presa fin troppa" pens Bonnie guardando
Spenser che si serviva l'ultima fetta di torta, anticipandola.
Non era un bene per il colesterolo, o qualunque
fosse la sostanza che gli uomini di mezz'et avevano
in eccesso. Ma lui era attraente. Le sue mani erano
squadrate e forti, le unghie avevano una lieve sfumatura
violacea. "Blu come i mirtilli della mia torta" si disse
Bonnie con tristezza. "La torta che lui mi ha rubato."
Bonnie aveva solo ventotto anni. Alison Left, che
aveva da poco superato i cinquanta, la guard risentita.
Cosa poteva sapere della vita una donna cos giovane?
O della morte? In poche parole, dell'arte? D'altra
parte, la vecchiaia era peggio. Bastava guardare a
quell'eccentrica giallista dai molti nomi. La morte era
preferibile alla vecchiaia? Morte. Vecchiaia. Alison fece
scorrere la forchetta pulita del dolce sulla tovaglia bianca,
tracciandovi piccoli solchi serpeggianti. Linee della
vita. Linee della morte. Guard sdegnata la chiazza
violacea sul piatto del dolce. Coagulata. Come sangue.
Mirtilli cotti disse con palese disgusto.
Magari in cucina ce n' ancora disse Bonnie in tono speranzoso.
Dick prese posto sulla sedia vuota accanto a Alison.
Era di una bellezza quasi allarmante con quei suoi modi
distaccati e tesi, come un magnifico orologio. Tic tac.
Alison amava i begli orologi d'epoca. Abbass gli occhi
sul suo Hamilton. Era quello di Leo. "Tempo  il
suo nome..." recit "ed egli, ahim,  cieco."
Dick si schiar la gola imbarazzato e Alison, d'un
tratto a disagio, si sforz di uscire da quella che segretamente
chiamava la Caverna, l'antro buio e silenzioso
dei suoi pensieri. Coleridge spieg.
Coleridge non mi interessa disse Dick, come se
il poeta fosse allo stesso livello dei mirtilli cotti. Alison
non seppe come rispondere. Bene! continu lui.
Deve assolutamente dirmi di pi riguardo a... me! Il
suo tono era freddo anche quando cercava di fare una
battuta. Voglio dire, sta scrivendo un libro su di me...
"Che uomo incredibilmente vanitoso." Be', vediamo
rispose Alison. Vive in un magnifico posto
lontano dalle tensioni. E aiuta scrittori in difficolt come
me. Ma ho in programma di fare ricerche sulla sua famiglia,
non su di lei, capisce?
Al lato opposto del tavolo Spenser rideva indicando
il professore canadese che, in preda a quella che
sembrava una forte agitazione, camminava avanti e
indietro sul prato fra la casa principale e il boschetto
di pini che riparava i cottage.
Si sta cronometrando spieg Bonnie. Per via del
cuore, dopo ogni pasto. Lo chiama "allenamento a intervalli".
Negli intervalli disse Alison in tono cupo non
ci si allena.
Credo che farebbe meglio a fare una bella camminata
osserv Heather.
"E a buttarsi dal molo" pens Carol senza alcun astio
nei riguardi di McPherson. Doveva pur fare qualcosa
per divertirsi, vista la totale assenza di brio della compagnia.
Per tutta la sera aveva cercato di attirare l'attenzione
di Spenser, servendosi dell'abito scollato di
raso che aveva acquistato nel posto in cui tutte le star
rivendevano i loro capi firmati. Forse era un po' troppo
elegante per quel luogo dimenticato da Dio, ma c'era
ancora la possibilit che arrivasse G.G., che certe cose
le capiva e a cui Carol aveva pensato tutto il pomeriggio.
Aveva deciso che, se avesse voluto mantenere un
briciolo di autostima in quanto donna, artista ed essere
umano, avrebbe dovuto incantarlo e distruggerlo. L'abito
le era parso risplendere nella grande sala da pranzo,
ed era un peccato che avessero cenato in terrazza.
"Un tempo s che la gente sapeva come vivere" pens,
riferendosi all'epoca in cui la sala da pranzo era stata
usata per la prima volta. Non era certa di quale fosse lo
stile architettonico e di conseguenza la data, ma di sicuro
apparteneva a un lontano passato, quando le donne
si vestivano da donne e gli uomini le seducevano.
E oggigiorno? G.G. non mostrava nemmeno la decenza
di presentarsi per farsi distruggere, e Spenser
era sembrato semplicemente sorpreso nel vedere il
suo vestito color papavero, ma per il resto aveva timidamente
mantenuto le distanze. Con la coda dell'occhio,
Carol lo vide chiacchierare con quella sciattona di
Peoria, o qualunque fosse il luogo da cui provenivano
quelle come lei, ed evit ostentatamente di guardarlo.
Domattina la far io, una lunga camminata stava
dicendo Miss Skattergoods, la tremenda vecchiaccia
che era rispuntata da chiss dove. Si sedette sul bordo
del tavolo. Alla ricerca di un buon punto da cui
veder sorgere il sole.
Sembra proprio una bella idea osserv educatamente Bonnie.
Bene, gente! esclam Miss Skattergoods rivolgendosi
al gruppo intero, e prima che qualcuno riuscisse a
capire in cosa consistesse il suo invito part decisa verso
i cottage, facendo ondeggiare gioiosamente la brace
della sigaretta nel buio. Sveglia alle cinque e trenta!
Gli ospiti ancora seduti al tavolo rimasero in silenzio.
"Le cinque e mezza?" pens Spenser. "Con Li'l Abner
Skattergoods? Quella salopette..."
Un tordo beffeggiatore si fece udire nel buio.
Insomma! lo apostrof severamente Miss Skattergoods.
Adesso basta.
Nel suo cottage, Phear apr la valigia. Prese una busta
marroncina e ne sfil una fotografia. Vedrai, adorata
mogliettina disse in tono solenne. Sistemer le
cose, te lo prometto.
Nella sua camera Heather, distesa a letto, cerc di udire
il respiro di Spenser dall'altro lato della parete, ma
poi si rese conto che lui si trovava in un altro cottage.
Davanti allo schermo luminoso del suo portatile,
Miss Skattergoods imprec a bassa voce dopo aver
perso una mano di poker online pur avendo due regine,
poi scrisse una mail a Lilian, la donna con cui viveva da molti anni.
Spenser giaceva nel suo letto, cercando di non far
udire il proprio respiro a Carol attraverso la parete.
Carol si strappava le sopracciglia, perch non si poteva mai sapere.
Bonnie osservava le stelle che ruotavano in modo
sconcertante dentro la cornice della finestra, rimpiangendo di aver bevuto troppo.
Alison baci la foto del marito defunto, spense la
luce e rimase seduta al buio senza chiudere occhio,
un'ombra accasciata su una sedia di legno.
Nella grande casa Dick Treekape emerse dalla cantina
con qualcosa sottobraccio e apr la porta. Vieni!
disse, e il tintinnio delle medagliette del cane echeggi spettrale nel lungo corridoio.
Passarono le ore, e le onde cominciarono a frangersi a
riva con forza sempre maggiore. Accovacciata dietro
un cespuglio di rose in giardino, lei attese, quasi inebriata
dal profumo, dalla novit, dall'audacia di ci che
stava per fare. L, fra gli enormi fiori bianchi, la notte
era intima e cieca, dolce di oscurit.
Uno spesso strato di nubi copriva ormai la luna e lo
scintillio delle stelle. "Scintillio" pens lui. "Che parola
infantile per una sfera di fuoco divorante." Era scalzo.
In quel modo si sarebbe mosso pi silenziosamente,
anche se il mare si era ingrossato e faceva abbastanza
rumore da coprire i passi pi pesanti. Avanz lento e
circospetto fino al termine del sentiero lastricato e si
ferm nella notte ancora pi scura creata dalle ombre
degli alberi, sotto i pini profumati che nascondevano
i cottage dalla vista della grande casa. Ud un rumore
e si arrest. Un pipistrello gli sfrecci accanto. Rimase
fermo un istante, nervoso, poi si costrinse ad avanzare
nella notte umida e profumata.
Lei ud dei passi attutiti, un lieve suono strascicato nella
densa aria scura. Si rialz, barcollando leggermente.
"So quello che faccio" si disse. "So benissimo quello che faccio."
Seduto sul bordo del letto, intento a slacciarsi le stringhe
delle scarpe da vela, Dick rifletteva. Sembrava tutto
cos semplice. Quel posto, il libro: finalmente aveva
trovato una vita sua. Quanti anni sprecati. Quanto vagare.
E poi la fortuna gli si era avvicinata saltellando
allegra come una vecchia amica, come se lui e lei fossero
intimi. Ebbene, la fortuna aveva dimostrato di essere
inaffidabile come qualsiasi altro amico, ora lo sapeva.
Ma fortuna o no, quello era suo, tutto suo. L'aveva fatto suo, e l'avrebbe protetto.
Giusto?
Il cane salt sul letto in un turbine di zampe bagnate e infangate.
E G.G. non era ancora arrivato a Treekape.
L'agitazione di Bonnie dur tutta la notte. Aveva bevuto
troppo. E i rumori... Porte che si aprivano e si chiudevano,
tintinnii di chiavi, tuoni. E il rintocco costante,
rude e ritmato, delle onde. Nel grigio spento che precedeva
l'alba, Bonnie era in piedi ancora prima che
Miss Skattergoods si presentasse alla sua porta in tuta
da jogging di pile color lavanda.
Dopo che nessuno degli altri rispose ai vigorosi colpi
della vecchia signora (alla porta di Heather era stata prudentemente
affissa la scritta "Non disturbare" ricamata
a mano), Bonnie la segu in un boschetto muscoso gi
per un dislivello che portava a un'insenatura di sabbia
bagnata ma non sommersa. Sul lato opposto della spiaggia
il sentiero riprendeva a salire fino a un'enorme roccia.
Bonnie arrancava dietro Miss Skattergoods con docile
incredulit. L'anziana donna, che aveva appena finito
di descrivere le proprie ginocchia recentemente operate,
si arrampicava sul sentiero come una capra smunta.
Giunta finalmente in cima, Bonnie si era ormai rassegnata
all'impossibilit di guardare l'alba, visto che
ovunque aleggiava ancora una nebbia sottile. Ma, anche
nella nebbia, da quel punto era possibile vedere
che a tenere asciutta l'insenatura era una diga naturale
di rocce. Sull'altro lato degli scogli la marea stava
salendo. Due aquile volavano basse sopra di loro,
le sagome grandi e scure. Il livello dell'acqua cresceva
dietro la barriera degli scogli. Bonnie e Miss Skattergoods
rimasero ferme, in silenzio, in quel mondo di
roccia grigia, mare e nebbia. Poi, all'improvviso e inevitabilmente,
l'acqua super la barriera inghiottendola
e si rivers nell'insenatura con un rombo pietroso.
Una, due foche cavalcarono le onde come surfisti argentei,
quindi con l'aggiunta di un piccolo maculato
e della madre diventarono quattro, poi cinque, poi...
Bonnie cerc di sovrastare l'ululato dell'acqua gridando,
ma non emise alcun suono. Prov ad aggrapparsi a
Miss Skattergoods, ma la giallista stava gi scendendo
a grandi passi verso il mare. Bonnie tent di muoversi
ma rimase stranamente impietrita, osservando l'ossuta
vecchietta che trascinava un corpo esanime a riva.
Avvolto nelle alghe verde acceso ma ancora riconoscibile,
Gene Gill era finalmente arrivato a Treekape.
...
.
...
CAPITOLO 4.
...
.
...
Chi ha parlato di delitto?
...
.
...
La brilla Natalie inciampa e muore disse Miss Skattergoods
in tono cantilenante.
 una filastrocca? domand Bonnie. Era nel suo
cottage, e stava sorseggiando un gimlet ricostituente
preparato e offerto da Miss Skattergoods.
Un titolo del "New York Post", cara. Di prima che
tu nascessi.
Gene (G.G.) Gill era morto: G.G., il caustico flagello di scrittori, artisti e musicisti diventato adulatore di
celebrit diventato personalit televisiva diventato cadavere
gonfio ed elegantemente vestito. Era stato ripescato
con un paio di pantaloni di lino bianco e un
maglione di cashmere a righe bianche e blu... E dopo
il Labor Day, oltretutto aveva esclamato tristemente
Miss Skattergoods, in tenuta militare. Gli era rimasta
una sola scarpa sportiva di Ferragamo; l'altra, a quanto
pareva, era andata perduta.
Bonnie, che non aveva mai visto un morto, tremava
e aveva il viso rigato di lacrime. Miss Skattergoods,
che non aveva mai trovato un morto se non fra le pagine
dei suoi gialli, era di ottimo umore. Una grande
eccitazione generale era seguita alla comparsa tardiva
di G.G. L'anziana giallista l'aveva recuperato dal mare
mentre Bonnie osservava impietrita da uno scoglio.
Poi, quand'era tornata in s, si era precipitata alla residenza
per artisti a chiamare il direttore Dick Treekape.
Ma Dick non era stato l'unico a seguirla nell'insenatura
dove il corpo di G.G. era stato sospinto dalle acque.
Erano accorsi anche gli altri cinque residenti, cos
come il cuoco, le due cameriere e, in seguito, i gemelli
giardinieri. Dick si era messo al telefono con la polizia
mentre marciavano in massa verso il corpo, ciarlieri
e intrepidi come un corteo.
L'eccitazione dei residenti era solo l'inizio. La polizia
sarebbe arrivata dalla terraferma per assistere
le simboliche forze dell'ordine isolane, che in realt
ammontavano a due soli uomini: gli stessi gemelli che fungevano anche da giardinieri per Dick. E,
poco dopo l'arrivo della polizia, sull'isola cal anche
la stampa.
Gene Gill era stato un capo duro ma equo, amante
degli scherzi, dichiar la sua assistente in un'intervista
da New York: Forse aveva intenzione di far loro
una sorpresa o qualcosa del genere.
E una sorpresa  stata comment un giornalista
televisivo dall'isola Treekape, riparandosi dalla nebbia
umida con l'ombrello.
Ma quando la nebbia divent pioggia, e quando si
scopr che sull'isola non c'erano alberghi e soltanto un
ristorante (pizzeria), tutti i media convennero sul fatto
che un annegamento accidentale non fosse un evento
di immenso interesse, anche se la vittima era G.G.
Gill. Gli inviati se ne andarono con l'ultimo traghetto
insieme allo stesso G.G., accuratamente imballato
e scortato da una squadra di agenti della polizia dello Stato del Maine.
Uno solo di loro si trattenne: il responsabile delle indagini,
il detective Lyndon Oakwood. A colpire maggiormente
gli ospiti della residenza non fu tanto l'ordine
di non allontanarsi dall'isola quanto il fatto che,
malgrado le frequenti illazioni sul primo, vietatissimo
piano della casa di Treekape, il detective Oakwood
l'avesse non solo visitato, ma vi occupasse addirittura
una stanza.
Non sono sicura che sia professionale bisbigli
Carol a Heather mentre attendevano in sala da pranzo
su richiesta del detective.
Oh, sono certa che un detective non farebbe mai
nulla di sconveniente sussurr Heather.
A Carol non piaceva essere d'accordo con Heather.
Heather le ricordava le donne la cui perfetta gestione
domestica intimidiva quell'eterna pasticciona di sua
madre. Inoltre, il modo in cui a volte Spenser guardava
la ceramista la faceva precipitare in un cattivo umore
che reputava imperativo non mostrare, e di cui dava
la colpa a Heather. Ma per quanto riguardava il detective
aveva ragione lei: non aveva l'aspetto di uno che
potesse fare alcunch di sconveniente. I suoi abiti eleganti
provenivano dagli outlet di Freeport: polo Ralph
Lauren, pantaloni cachi di Brooks Brothers, mocassini
L.L. Bean. Con i suoi lucenti capelli castani, il sorriso
sghembo, i begli occhi azzurri e l'abbigliamento di
marca da preppty aveva l'aspetto di uno che non avrebbe
fatto proprio un bel niente.
Ci nonostante, Oakwood veniva visto con comprensibile
ostilit dagli scrittori, dalle artiste e dal musicista:
girava voce che le camere da letto della casa principale
avessero l'aria condizionata.
In biblioteca, intanto, il detective Oakwood stava interrogando
Tara, la giovane cameriera.
Ed  stato allora che ho detto: "Guarda guarda"
spieg sollecita Tara. Il detective non era molto vecchio,
not. Ed era cos irrequieto. Come uno scoiattolo.
Gli sorrise. Le erano sempre piaciuti, gli scoiattoli.
Lo scoiattolo si era gi sbarazzato dell'altra cameriera,
un'isolana che non sapeva niente degli "artistoidi",
come chiamava gli ospiti, non sapeva niente
di nessun uomo e men che meno di uno della televisione.
Il cuoco italiano era stato ancora meno utile:
apparentemente convinto che Oakwood fosse un
agente dell'immigrazione, con un sospiro rassegnato
e una sommessa invocazione alla Madonna aveva
teso le braccia per farsi ammanettare. I gemelli giardinieri
erano rimasti a letto fino al momento in cui erano
stati convocati per montare di guardia al corpo nel
loro ruolo di poliziotti part-time, fatto confermato dalla
nipote che viveva con loro. Restava Tara, che la notte
prima aveva visto Dick "sgattaiolare" fuori di casa
con una bottiglia di vino, fatto che aveva provocato il
commento: "Guarda guarda".
Per questo il cane si chiama Tipsy confid in un
sussurro. Fece scorrere le mani attorno alla sagoma
di un bicchiere immaginario e se lo port alle labbra.
Oakwood non sapeva se Dick bevesse, ma era sicuro
che Gene Gill lo facesse. Attraverso il computer, aveva
scoperto due fermi per guida in stato di ebbrezza, entrambi
messi a tacere dai suoi pierre e uno dei quali risaliva
soltanto al mese precedente. Con ogni probabilit
era sbronzo quand'era annegato: di solito andava
cos. L'autopsia gli avrebbe detto almeno quello, anche
se non avesse rivelato molto altro.
Grazie disse, poich Tara aveva ripetuto il gesto
del bicchiere immaginario e sembrava aspettarsi una
risposta.
Nel frattempo, in sala da pranzo, Phear stava dichiarando
agli altri ospiti e al loro anfitrione in un solenne
e confidenziale mezzo sussurro: G.G. era in barca.
Sul traghetto? chiese Alison. Ma pensavo...
No, no, aveva preso una barca rispose Phear.
La barca di qualcun altro. Sul continente, alla darsena
accanto al pontile del traghetto. Oggi un certo
Kenneth Burr ha scoperto che gli avevano rubato il V
Boston Whaler. C'era un biglietto. Ho sentito il detective
mentre parlava al telefono. Voglio dire, non ho
potuto fare a meno di udirlo. Passavo di l, e le finestre
erano aperte...
In quel momento fu la porta ad aprirsi, ed entr il detective
Oakwood. Sulla sala da pranzo cal un silenzio
improvviso. Poi, altrettanto subitaneamente, Miss Skattergoods
recit melodiosamente la sua nuova versione
del titolo-filastrocca: Il brillo G.G. inciampa e muore.
Cosa le fa pensare che fosse ubriaco? domand il
detective inarcando un sopracciglio.
Be', di solito lo sono, giusto?
Oakwood si chiese a chi si riferisse. Gli annegati? I
critici? Fece scorrere lo sguardo sul gruppo e poi chiese
a Bonnie di seguirlo in biblioteca. Lei abbass gli occhi
e lasci la sala come se stesse entrando nell'ufficio
del preside per una ramanzina.
Quindi si  suicidato? disse Spenser quando i due se
ne furono andati. Il mostro possedeva una coscienza,
dopo tutto?
Insomma... Dick scocc un'occhiata ansiosa nella
direzione di Alison. Ma lei aveva sfilato una grande
rosa gialla da un vaso e se l'era avvicinata al volto
con aria sognante.
In realt non era esattamente il messaggio di un
suicida riprese Phear. Il biglietto diceva che aveva
preso la barca perch era di fretta.
Stronzo arrogante comment Spenser.
Chi ha tempo non aspetti tempo recit Miss Skattergoods.
Relitti galleggianti e G.G. Gill riprese Spenser.
Gradevole immagine.
Non  una bella cosa per Treekape disse Dick.
Non lo  per niente.
O per la famiglia Treekape, immagino aggiunse
Miss Skattergoods. Lo osserv con attenzione. Una cos
antica famiglia. Dev'essere un gruppo nutrito e molto
esteso, giusto? Una quantit di cugini...
Dick si stava mordendo il labbro roseo e sottile.
Come? No. Non lo so. Poi fece un respiro profondo.
Siete voi, gli artisti e gli scrittori e i musicisti della residenza...
Siete voi la mia famiglia concluse riguadagnando
la sua compostezza, di nuovo con un'espressione
tranquilla, drizzandosi in tutta la sua altezzosa
altezza e tornando ad assumere il consueto tono rasserenante
e cauto, anche se non abbastanza cauto da
riuscire a nascondere la condiscendenza.
Ma davvero? mormor Miss Skattergoods. Si avvicin
alla finestra, accese una sigaretta e soffi gli anellidi fumo attraverso la zanzariera.
Phear si era seduto il pi lontano possibile dal cane
sonnecchiante, il portatile acceso appoggiato sulle gambe.
Era bello che quel posto fosse pieno di statue di gatti,
e di decorazioni feline di granito sulla facciata. Aveva
ormai esaminato tutto il perimetro della grande casa.
La sala da pranzo e il salotto erano percorsi dalle portefinestre
che davano sull'ampia terrazza affacciata sul
mare. C'erano portefinestre anche in biblioteca, ma si
aprivano sul lato della casa che guardava verso gli alloggi
degli artisti. La cucina era sul versante opposto,
separata da un'enorme atrio. Oh, s, aveva controllato
tutto. Un fenomenale spreco di spazio.
Cominci ad abbozzare una mail per sua moglie. "Il
tempo  bello" e questo era vero. "Una meraviglia."
Vero anche questo. "Sono deciso a terminare l'ultimo
capitolo del terzo volume della mia povera, negletta
storia sociale dei cani." Un po' tirato per i capelli, ma
non riusciva a trovare altro da scriverle. Non poteva
certo dirle il vero motivo per cui si trovava l, o anche
soltanto dove fosse realmente. A un tratto gli venne in
mente una frase di una vecchia recensione del libro di
un collega. "Una pozza di erudizione cos sottile che
perfino una formica potrebbe guadarla" aveva scritto
G.G. "senza inumidirsi una sola delle sue zampette."
Phear smise di scrivere al computer e prese a rigirarsi
una penna fra le dita rosee e grassocce con tutta
l'indignazione di cui era capace. La soddisfazione
infantile dell'insulto, la prosa compiaciuta e appariscente.
Aveva mai prodotto alcunch di erudito, G.G.? Anche
la cosa pi superficiale? No che non l'aveva fatto.
Quell'uomo era un odioso ammasso di presuntuosa
scortesia. Un ammasso morto, per giunta.
Che noia disse Carol Grey. Si avvicin furtivamente
a Spenser, che furtivamente si allontan. Una gran
noia ripet lei in tono pi sommesso.
Alison fissava la rosa gialla nel suo vaso a calice
d'argento a centrotavola. Un germoglio. Lei, Alison,
era stata un germoglio. E adesso cos'era? In fiore? In
tardo, pieno, magnifico fiore? Sull'orlo di una morbida
decomposizione? "Be', se non altro dimostro meno
dei miei anni" si rassicur. Non che avesse importanza,
non che esistesse qualcosa che aveva la minima importanza.
Poi si chiese: "Li dimostro? Dimostro i miei
anni?". Era un'alternativa che prendeva in considerazione
di rado; era talmente dolorosa e, si disse ora con
fermezza, cos improbabile. Sembrava forse una versione
meno modaiola delle spaventose apparizioni che
si vedevano a Los Angeles, con il panorama posteriore
di lunghi capelli biondi e aderenti indumenti di pelle
e scarpe da tortura che sussurrava una cosa e la vista
anteriore di guance tese e fissate alle orecchie, bizzarre
labbra gonfie, mani vecchie e smunte che artigliavano
magnifiche borsette di Versace a fornire un racconto
completamente diverso? Le aveva viste, e l'avevano
spaventata. Erano un memento aegi... Era quella la parola
giusta per "et"? Il suo latino era lontano quanto
la sua giovinezza. Forse "aegi" significava "aquila". O
quelle aste su cui infilano le bandiere. Scudi? Qualcosa
che aveva a che fare con la malattia, le venne in mente
all'improvviso... Leo, il suo meraviglioso, straordinario,
talentuoso, disperato e perduto marito, il suo
compagno scomparso e quotidianamente rimpianto,
lui l'avrebbe saputo. Leo aveva riempito le caselle
vuote della sua vita. E ora? Ora non c'erano altro che
caselle vuote. "Un dolore senza spasimo, vuoto, oscuro
e tetro..." Ode sullo sconforto. Una delle sue preferite.
Ma perch non si era messo il giubbotto salvagente?
disse all'improvviso Heather. Voglio dire, se l'era
messo?  un vero suicidio uscire con questo mare senza
giubbotto salvagente.
Ma perch prendere una barca per farla finita?
chiese Phear, alzando gli occhi dal computer. I suoi
eredi dovranno pagare i danni. Picchiett pensoso un
dito grassoccio sul tavolo. O ci pensa l'assicurazione?
Spero che fosse assicurato replic Heather. Dovremmo
averla tutti, un'assicurazione. Il mio Bradley
dice...
S, ma perch non si  semplicemente tuffato? Una
scelta molto stravagante.
Magari non sapeva nuotare osserv Bonnie.
Magari non gli importava pi niente dei soldi intervenne
Alison in tono sommesso. Voleva suicidarsi,
dopo tutto.
Pessima pubblicit stava borbottando Dick. Un
suicidio? Davvero pessima.
Nessun messaggio intervenne Miss Skattergoods in
tono forte e chiaro, come se i suoi colleghi fossero duri
d'orecchi. Niente messaggio, niente suicidio. Insomma,
gente, ho forse scritto al vento in tutti questi anni?
In quel momento, il detective Oakwood apr la porta.
Che cosa aveva da gridare la vecchia signora? Doveva
essere sorda come una campana. Strano personaggio.
Era cos magra che sembrava appena uscita dalla fossa.
I pantaloncini da basket di nylon le svolazzavano
attorno alle gambe secche come stecchini. Dei Celtics,
not soddisfatto Oakwood. Reggeva un taccuino e una
matita e si era infilata un'altra matita e una sigaretta
dietro l'orecchio. Era stata lei a trovare il corpo, e il detective
le chiese di seguirlo in biblioteca.
Bene disse lei consultando il taccuino prima ancora
che lui aprisse bocca. Un bell'annegamento, suppongo:
acqua di mare nei polmoni?
Quindi ha gi condotto la sua indagine? ribatt
Oakwood sorridendo all'eccentrica vecchietta con le
sue matite.
Certo che no.  il suo lavoro, giusto, detective?
Voglio dire, a un certo punto bisogner pure tracciare
una linea di demarcazione. Mi rendo conto che i fondi
a sua disposizione non sono quelli che dovrebbero
essere, ma non pu davvero aspettarsi che un'anziana
signora come me risolva il...
Delitto? E chi ha parlato di delitto?
L'ha appena fatto lei.
Il detective Oakwood guard Miss Skattergoods.
Poi la guard meglio.
Mi perdoni l'indiscrezione disse quindi. Lei  per
caso Miss Violet Shawn Dunston, la scrittrice?
Naturale che lo sono rispose lei. Che domande.
 uguale alle sue foto.
Be', chi altri dovrebbe esserlo?
"I testimoni non sono mai quello che vorresti che
fossero. Curiosi, vaghi, invadenti, ostinati, confusi...
ma Violet Shawn Dunston! Ecco una testimone su cui
puoi affondare i denti" si disse Oakwood. Poi guard
la figura ossuta davanti a s e si corresse: "Con cui
puoi collaborare".
Sfoggi il suo sorriso leggermente sghembo. Si freg
le mani in un gesto che Tara, se l'avesse visto, avrebbe
definito da scoiattolo. Ma dato che Miss Skattergoods
stava annotando qualcosa sul suo taccuino e con loro
non c'erano altre persone, nessuno lo vide e nessuno
seppe quanto fosse eccitato.
Da bambino, Lyndon Oakwood aveva letto centinaia
di gialli. Erano gli unici libri in casa dei suoi genitori,
ma ce n'era un rifornimento costante: dalla biblioteca,
dall'emporio, dalla cassa dei libri usati del banchetto
di beneficenza, dalla libreria gi in centro. Li leggeva
sua madre, un giallo dopo l'altro, un giorno dopo l'altro,
per riempire le gelide ore degli inverni del Maine.
E ogni libro che Mrs Oakwood posava veniva raccolto
dal figlio. Gli intrecci, gli stratagemmi, le menzogne,
gli alibi, i veleni, i fili tesi delle trappole, i corpi contundenti
e le camicie da notte insanguinate erano una
componente della sua coscienza allo stesso modo in
cui la Bibbia lo era stata per gli uomini istruiti di cento
o duecento anni prima. E una delle lezioni pi memorabili
che aveva imparato da quel prolungato catechismo
era di non sottovalutare mai i pettegolezzi e le
chiacchiere apparentemente inconcludenti delle sagaci
vecchiette. In realt, prima di allora Oakwood non
aveva mai conosciuto una sagace vecchietta: sembravano
sempre isteriche, o in stato semiconfusionale, o
curiose di sapere se fosse single nella speranza di presentargli
le loro nipoti. Ma questa, questa era la vecchietta
che cercava da una vita.
...
.
...
CAPITOLO 5.
...
.
...
Una punta di disagio.
...
.
...
Dopo aver interrogato Miss Skattergoods, il detective
Oakwood usc dalla biblioteca ripetendo sottovoce
in tono ammirato il nome d'arte della giallista:
Violet Shawn Dunston!. Bonnie Myrtle, giovane,
dislessica e seguace della videoarte, non aveva mai
sentito parlare di Violet Shawn Dunston. Not tuttavia
che il detective dedicava alla vecchia dama un'attenzione
reverenziale che nei suoi confronti non aveva
manifestato.
Che cosa gli aveva detto Miss Skattergoods? Le loro
versioni combaciavano? Si mosse a disagio sulla sedia,
in preda a una vampata di caldo. "Perch ti metti subito
sulla difensiva?" si disse, infuriata con se stessa. " un
poliziotto. Sta semplicemente indagando su una morte
accidentale." Non erano sospettate di alcun delitto,
giusto? Che male c'era se le loro versioni non combaciavano?
Ma combaciavano? Cerc freneticamente di
rammentare cos'aveva dichiarato.
"L'acqua si  riversata nell'insenatura" aveva spiegato
al detective, sporgendosi in avanti e posando le mani
sulle ginocchia. "E c'erano delle foche. Stavo contando
le foche. Tre foche, quattro, poi un piccolo, e poi..." Si
era fermata. Aveva cominciato a mordicchiarsi un'unghia.
"E poi Mr Gill."
"Sapeva che si trattava di Gene Gill?"
"Be', no, ero su uno scoglio, e Miss Skattergoods si
 precipitata a recuperarlo. Era... voglio dire, lui era
solo un corpo, un..." Aveva esitato di nuovo. "Un cadavere"
aveva ripreso. "Lo si capiva subito. Ma poi
sono corsa gi e ho visto la faccia. La sua faccia, intendo.
Era lui. Era solo... pallido. E gonfio. Voglio dire, in
tiv era sempre stato un po' pallido e gonfio, ma adesso
era..." Si era fermata di nuovo, fissando Oakwood
a bocca aperta.
"Diverso?" le aveva suggerito lui.
"Non saprei" aveva risposto. "Non l'avevo mai visto
in carne e ossa." L'espressione le aveva causato
una smorfia. "Intendo dire vivo. Ma era decisamente
morto. Proprio morto. Miss Skattergoods l'ha trascinato
a riva."
Oakwood aveva annuito. "Avete per caso toccato il
corpo, cercando carte, documenti o cose simili?"
Bonnie aveva scosso la testa con un brivido. "No.
Voglio dire, era proprio lui. Sono corsa ad avvertire
Dick, il direttore della residenza, e lui si  precipitato
a vedere il... il..."
"Corpo?"
Aveva annuito. "Era coperto di alghe. Alghe verdi.
G.G., intendo, non Dick." Sembrava verdognola anche
lei.
"Mi dispiace, Miss Myrtle" aveva detto lui con gentilezza.
"Grazie" aveva replicato Bonnie in tono pensoso.
"Ma non vedo perch dovrebbe dispiacerle. Non era
simpatico a nessuno. Anzi, penso che lo odiassero un
po' tutti, non trova? E perch poi non ha preso il traghetto
come chiunque altro?" A un tratto quel dettaglio
le era sembrato importante. "Ma forse l'ha preso,
ha preso un traghetto diverso, e Dick non era ad aspettarlo
all'arrivo." Aveva guardato Oakwood negli occhi,
desiderosa di essergli d'aiuto. "E poi magari ha
fatto una passeggiata e si  addormentato sulla spiaggia.
A me  successo all'universit, durante le vacanze
primaverili."
"Davvero?" aveva risposto il detective con palese disinteresse.
"Le fanno in molti le vacanze primaverili" si era difesa
Bonnie. "Insomma, non ho certo fatto video porno
o roba simile."
Oakwood era seduto alla scrivania di Dick Treekape,
Bonnie su una poltrona di pelle. Lui sembrava anziano
e professorale, malgrado avesse soltanto una decina
d'anni pi di lei. Si era alzato, poi si era seduto sul bordo
della scrivania.
"Mi parli di ieri sera."
"Ma l'abbiamo trovato stamattina. Perch ieri sera?"
Si era stretto nelle spalle. "Perch no?"
"Be', in realt non c' granch da dire. Abbiamo cenato.
Cozze. Linguine con le cozze. Non avevo mai
mangiato le cozze in vita mia. Dick era in ansia per
G.G. e continuava a controllare il suo cellulare, e a un
certo punto Spenser  pi o meno fuggito. Penso che
stesse cercando di evitare Carol Grey" aveva aggiunto
in un sussurro confidenziale. "Poi Phear, il professor
McPherson, ha cominciato a camminare avanti e
indietro.  la sua ginnastica del dopocena. E del
dopo colazione. E del dopo pranzo. Si cronometra. Noi lo
stavamo guardando, e a un certo punto Alison ha detto
che avrebbe fatto meglio a fare una camminata normale,
e Miss Skattergoods ha annunciato che ne avrebbe
fatta una al sorgere del sole, e io mi sono lasciata coinvolgere.
Anche gli altri, in realt... Non  che ci abbia
dato la possibilit di rifiutare."
"Ma gli altri alla fine non sono venuti?"
"No. Era presto e c'era una gran nebbia. Ma io ero
gi sveglia. Non ero riuscita a chiudere occhio..."
"Per qualche ragione in particolare?"
"Non lo so. Magari le cozze? E le onde, il fragore continuo.
Era come un mal di testa. E si era alzato anche
qualcun altro. Intorno alle tre. Forse per andare in bagno.
Ho sentito una porta che si apriva e si chiudeva.
Un paio di volte, a dire la verit. Aspetti, vediamo... si
 aperta una porta. Si  chiusa una porta. Stessa porta,
penso. Voglio dire,  ovvio. Logico. Poi, subito dopo,
una zanzariera. Che sbatte. E un'ora dopo, di nuovo
la zanzariera, poi una porta che si apre e si chiude. Al
momento non ci ho fatto particolarmente caso, ma penso
sia andata pi o meno cos."
Oakwood aveva preso appunti su un taccuino. "Ricorda
altro?"
"Be', ho sentito una specie di tintinnio, come di
chiavi. O magari le medagliette di un cane? Ma non
ho sentito abbaiare o cose simili. Ero in una specie di
dormiveglia, mi chiedevo cosa potesse essere, e poi ho
sentito dei tuoni."
"E perch gli altri non sono venuti con voi, secondo
lei?"
"Non si sono neanche svegliati quando abbiamo
bussato. Be', alla porta di Carol non abbiamo davvero
bussato, visto che  cos, insomma, poco divertente.
Heather aveva messo il cartello 'Non disturbare',
un bellissimo ricamo, quindi immagino che dormisse.
Spenser ci ha detto di andarcene. Gli altri non hanno
risposto. Ma continuo a non capire perch voglia
sapere queste..." Bonnie non aveva terminato la frase.
"Sono solo domande di routine."
"Ma  stato un incidente" aveva insistito lei. "Un
naufragio" aveva aggiunto, come se G.G. fosse annegato
in un altro secolo.
Bonnie non avrebbe dovuto preoccuparsi delle contraddizioni
nelle testimonianze. Quando Oakwood interrog
gli altri, non venne fuori nulla che potesse smentire
la sua versione, e men che meno la sua affermazione.
Un naufragio. L'autopsia, che nei casi di annegamento
come questo era obbligatoria, avrebbe probabilmente
mostrato che la vittima era ubriaca. Per quale altro
motivo uno dovrebbe uscire in barca con il mare mosso
quando aspettando solo qualche ora potrebbe prendere
il traghetto? Oakwood chiam in centrale per vedere
cosa avevano scoperto. Gi che ci sei, controllami
questi artisti disse a Robbie, uno dei suoi uomini. E
Dick Treekape. Cos, per divertimento.
Nessun divertimento con quello ribatt Robbie.
Non sai chi ? Chi conosce? Arriva fino al governatore.
Fallo e basta, Robbie.
Credevo fosse stato un incidente.
Non sono mai stato in una residenza per artisti
disse Oakwood. Mi sa che mi piace. Tranne che per
gli artisti, ovviamente.
Riagganci e si diresse verso le portefinestre della
biblioteca. L'ultima che aveva interrogato era stata
Heather Kelly. Era educata e rispettosa, e non gli
era piaciuta. Mentiva, ma d'altra parte l'avevano fatto
quasi tutti. Heather Kelly. La melliflua, rispettabile
Heather. Che cosa nascondeva? Aveva un che... un che
di sciatto, certo, ma anche un che di opulento e soddisfatto
che l'aveva riportato alla sua infanzia, al ragazzino
che si aggirava furtivo e annoiato fra i divani
imbottiti e finto-eleganti. Pensiero curioso. Oakwood
faceva spesso associazioni fuori contesto. Sperava sempre
che lo conducessero a qualche intuizione, ma non
accadeva mai. Ci nonostante, erano un discreto passatempo.
"Sono un'artista" aveva dichiarato Heather
entrando in biblioteca con la sua andatura lievemente
ansiosa, come se fosse quello il soggetto dell'interrogatorio.
Un'artista, aveva annunciato. Ma cosa significava?
Che bello, affibbiarti un titolo ed essere soddisfatta
del recipiente terreno in cui ti sei intrappolata da
sola. "Da questo momento in poi dovr essere chiamata...
artista!" Era come se lei fosse la sua stessa divinit.
Una persona del genere, pens Oakwood, era capace
di tutto.
Ansiosa di allontanarsi il pi possibile dal detective,
Heather era praticamente fuggita dalla grande casa di
pietra, attraversando l'ampio prato. Come aveva osato
interrogarla? Erano in una residenza per artisti, non in
una colonia penale. E lei era un'artista. Heather aveva
gi partecipato a diversi seminari, ma non era mai
stata accettata in una residenza, ed era orgogliosa di
essere l. Era una donna tranquilla e dall'aria soddisfatta,
e dopo aver ricevuto la lettera di Treekape aveva
messo allegramente in valigia le sue gonne e le sue
piastrelle e aveva lasciato a casa il marito con un bacio
affettuoso e un freezer pieno di cibo. Che faccia tosta,
quel detective. Come se la sua condotta, la sua condotta
da artista, lo riguardasse. Ficcare il naso in faccende
non sue. Lei non gli aveva detto un bel niente. Perch
avrebbe dovuto?
Controll di non essersi macchiata d'erba le scarpe
beige, poi si ripet che si trovava in quel posto per
"ceramicare", come lo chiamava lei, che avrebbe ceramicato
e che nessuno - n il detective Lyndon Oakwood
n di sicuro Gene Gill - le avrebbe messo i bastoni fra
le ruote.
Spenser era seduto a guardare il mare, ascoltando una
delle proprie composizioni con l'iPod in un sognante
stato di disperazione. Il detective era stato abbastanza
gentile, anche se le domande sulla notte precedente
erano state una sorpresa spiacevole. In che pasticcio si
era cacciato... Rabbrivid. Era dal suo arrivo sull'isola
che aveva freddo. Alz lo sguardo e vide Heather che
attraversava il giardino, quello strano, coloratissimo
giardino vecchio stile con i suoi sentieri lastricati che
brillavano in uno sprazzo di sole, delimitato da antiquate
rose rosa, ortensie azzurre, zinnie e dalie. Nel
suo fine completo beige, Heather sembrava un fungo
deliziosamente carnoso. Spenser le lanci un'occhiata
nervosa, poi un passo del concerto per piano reclam
la sua attenzione attraverso gli auricolari e la
mediocrit del brano torn a trascinarlo irresistibilmente
nel suo umore di ignominia creativa.
Quella sera si recarono tutti a cena in fila indiana,
meditabondi, torvi e risentiti. Solo Miss Skattergoods
sembrava di buon umore.
Se avessi scritto io questa storia, l'assassina sarebbe
la moglie disse allegra. Era sposato, G.G.?
Era vedovo disse Carol.
A-ha! esclam Miss Skattergoods. Una moglie
morta!
La morte di G.G.  stata un incidente precis Dick,
irritatissimo.
S, ma che  successo alla moglie? chiese la vecchia
dama in tono trionfale. Dimmelo tu, Dick Treekape.
Dick scosse la testa e stapp una bottiglia di vino.
Assurdit borbott.
 morta di cancro al seno disse Carol.
 molto informata su Gene Gill osserv Heather.
Carol le scocc un'occhiataccia. L'ho letto su una
rivista. Non arrivano i giornali, gi alla fattoria?
Parliamo d'altro propose Bonnie. Questa faccenda
 cos sconvolgente.
Parliamo di me! disse Miss Skattergoods.
Vi fu un silenzio imbarazzato.
O magari di Dickie continu lei. O di entrambi,
eh, Dickie?
"Dickie?" ripet fra s Phear alzando gli occhi e guardando
incuriosito il direttore.
"Dickie?  stato il suo amante?" si chiese Carol. Rabbrivid.
Come avrebbe potuto?
Il tono quasi provocatorio con cui la giallista aveva
pronunciato il diminutivo di quel vecchio signore affettato
era inquietante, pens Alison. Cosa c'era sotto?
Era qualcosa che avrebbe dovuto sapere? Qualcosa
che avrebbe potuto usare?
Spenser era estasiato. Cosa nascondevano la vecchia
lesbica e il vecchio schizzinoso?
Vi conoscete? domand Bonnie.
S, ci conosciamo? ripet Dick freddamente.
Oakwood sembrava studiare il dentice sul proprio
piatto, ma con la coda dell'occhio non perdeva nulla,
compresa l'espressione soddisfatta di Miss Skattergoods.
Cosa stava combinando la sua vecchietta?
Davvero non ricordi, Dickie? stava domandando
lei. Non ti ricordi di Skat?
Dick assunse un'espressione quasi disperata. Cosa
vorrebbe che ricordassi, Miss Skattergoods?
Come tua cugina di terzo grado, devo pregarti di
chiamarmi Skat.
Ah! Oakwood alz la testa e guard deliziato Miss
Skattergoods.
Dickie, dal canto suo, fissava la fragile vecchietta in
fondo al tavolo socchiudendo gli occhi come se stesse
studiando un volatile esotico su un ramo. Un volatile
portatore di una letale influenza da una terra lontana.
Piacere! disse Miss Skattergoods. E attacc un'allegra,
stonatissima versione di Auld Lang Syne.
Dick riusc finalmente a sorridere. Trov perfino la
forza di proporre un brindisi: Alle sorprese! Alle famiglie
allargate!. Ma quella notte, seduto sul bordo
del letto nella sua camera con l'aria condizionata, intravide
problemi in arrivo. Quella sua lontana cugina
era un'irriverente ficcanaso. Perch mai l'aveva invitata?
Perch era una vecchia, amatissima scrittrice con
una trentina di libri alle spalle, ecco perch. Ma lei e i
suoi gialli avrebbero fatto meglio a restare nella cittadina
del Connecticut da cui provenivano. Una vecchia
matta era gi abbastanza fastidiosa. Ma una cugina, anche
se cos alla lontana, avrebbe dato per scontati certi
diritti e privilegi. Avrebbe manifestato un'insaziabile
curiosit riguardo alla famiglia. Dick aveva gestito
l'incidente di G.G. come meglio aveva potuto. Come
avrebbe affrontato quella tremenda vecchiaccia?
Nel suo letto, Miss Skattergoods stava scrivendo
una mail. "Cara Lilian, mi rendo conto che non riceverai
questa mia. In Amazzonia, addirittura. Non la invier
nemmeno. Con amore, Skat." Chiuse il computer
e spense la luce.
"C' qualcosa che non va" pens. "In questo posto
c' qualcosa che non va. S,  morto un uomo. E a trovare
il corpo sei stata tu. Questo spiega sicuramente la
sensazione che provi. Vedere un cadavere bianco ornato
di festoni d'alghe verdi? Non c' bisogno di aggiungere
altro. La povera Bonnie  rimasta assolutamente sconvolta:
hai diritto quantomeno a una punta di disagio."
Eppure l'anziana donna sapeva che non erano il
cadavere di G.G., il suo peso, gli agghiaccianti capelli fluttuanti a tormentarla. Al contrario, erano dettagli
di cui lei aveva preso nota, e che le sarebbero tornati
utili per il suo prossimo libro. Sempre che fosse
riuscita a imporsi di scriverlo. Al momento le piaceva
molto di pi mangiare, passeggiare e cogliere fiori di
campo. Dopo cena ne aveva raccolti due mazzolini e
ne aveva dato uno alla povera, tremante Bonnie. L'altro
era sul suo comodino. No, si disse. Non era il corpo
a inquietarla. C'era qualcos'altro che non andava.
Si mise in ascolto delle onde e dell'incorreggibile tordo
beffeggiatore e si addorment.
Phear non era andato subito a letto, anche se le tre serie
di allenamento a intervalli della giornata e il vino
bevuto a cena l'avevano stancato. Era troppo agitato
per l'interrogatorio sulla morte di quel terribile conduttore
televisivo americano. Al nervoso poliziotto aveva
detto di essere andato con gli altri. Avevano atteso
l'arrivo degli unici due assonnati poliziotti presenti
sull'isola, incaricati di proteggere il corpo fino all'arrivo
della vera polizia dalla terraferma. Proteggere da
cosa? Da Tipsy il terrier? Phear si concesse un sorriso
compiaciuto. G.G. era annegato come un ratto, e un
ratto era stato. Ma come annegano i ratti?
Phear avanzava lentamente, senza fare rumore, battendo
le palpebre a mano a mano che i suoi occhi si
adattavano alla mancanza di luce. Era nella grande
casa, appiattito contro la parete del corridoio immerso
nel buio. Procedeva il pi silenziosamente possibile
verso la biblioteca finalmente vuota. "Vedremo" si
disse. "Vedremo come affrontare la faccenda." Ripens
al corpo avvolto nel suo sudario di alghe. Il ratto
era stato abbandonato dalla nave in procinto di affondare.
"Ah! Bella battuta, Phear."
"Insomma" si rimprover subito. "L'annegamento 
un terribile incidente. E i terribili incidenti succedono."
Il suo volto roseo e liscio s'indur. "I terribili incidenti
succedono" si ripet. "E poi le cose scompaiono,
giusto? E ricompaiono."
"Il che" concluse tetramente "non  affatto accidentale."
Il padre di Dick, Arthur Treekape, lo guardava da
una grande fotografia in bianco e nero racchiusa in una
cornice decorata. "Cosa guardi?" pens Phear con fare
bellicoso, ma avanzando si appiatt ancora di pi contro
la parete. Cerc di farsi coraggio pensando a sua
moglie, poi ne sent improvvisamente la mancanza con
uno spasimo che gli diede quasi la nausea. Come aveva
fatto a immaginare di potercela fare senza di lei?
...
.
...
CAPITOLO 6.
...
.
...
La Cava Nuda.
...
.
...
Gene Gill era arrivato sull'isola Treekape marted 7 settembre,
quattro ore prima del primo traghetto. Arrogante,
presuntuoso e forse ubriaco, non lo aveva atteso.
Si era impossessato di un motoscafo ed era uscito
in mare. All'alba era arrivato a destinazione, ma senza
barca. Trasportato dalla marea, G.G. era morto.
Lo scenario era stato ricostruito grazie al ritrovamento
di un Boston Whaler naufragato sugli scogli e di un
Post-it giallo presso il suo ormeggio vuoto:
9/7
Non ho tempo di aspettare
il prezzo della libert!
G.G.
Era mattina presto, pochi giorni dopo il ritrovamento
del corpo di G.G., e Miss Skattergoods stava esaminando
una fotocopia del biglietto. Accanto a lei sulla
panchina di granito affacciata sull'oceano c'era il detective
Lyndon Oakwood. Qual era il prezzo della libert?
chiese lei. Ah, s, l'eterna vigilanza.
Andrew Jackson disse Oakwood. Da piccolo, invece
delle figurine del baseball collezionava quelle dei
presidenti. La guard fiero, speranzoso, come uno scolaro
con una mela lucida. Non ottenendo risposta, aggrott
la fronte, poi domand: Allora, che cosa pensa
del biglietto? Sospettoso, non trova?.
Lei  sospettoso rispose lei. Il biglietto  sospetto.
Non vi insegnano pi nulla? Lasciamo stare soggiunse,
avendo forse notato la sua espressione.  stato
bravo a riconoscere Andrew Jackson. Ora, ha letto
il libro di Dick, L'attimo del giorno?
Oakwood ebbe un momento di disperazione. Aveva
entusiasticamente confidato in Miss Skattergoods. Era
una giallista. Aveva trovato il corpo. Non solo, per,
lo faceva sentire come uno scolaretto e comportarsi di
conseguenza: aveva anche la sventurata tendenza a
divagare. Si era sbagliato sul suo conto? Tradiva forse
una punta di demenza senile? Si ramment che le
vecchiette dei gialli sembravano spesso disorientate e
fra le nuvole, mentre in realt stavano risolvendo intuitivamente
il delitto.
No disse alla sua vecchietta. Non l'ho letto. Non
ancora.
Io l'ho appena cominciato. Fresco e assolutamente
non pretenzioso. Miss Skattergoods scosse la testa.
Non come il suo autore, e non come questo G.G.
e le sue affettazioni! esclam nel suo inglese forbito
del New England. Insomma! Il sette scritto col trattino
all'europea! Si smette di usare il trattino sul sette
ancora prima della laurea!
G.G. non  andato all'universit disse Oakwood,
pensando divertito che la dizione di Miss Skattergoods
fosse molto pi affettata del sette col trattino di G.G.
Ah fece lei. Be', questo spiega tutto.
E lo piant l seduto al sole.
Poco pi tardi, Carol Grey si avvi per fare una camminata
sotto il sole glorioso del mattino, con il cielo
screziato di nubi bianche e l'aria umida e fresca proveniente
dal mare. Era agitata, pensierosa, per una volta
dimentica di essere una signora, e in quei momenti
camminava con l'abbandono di una cavalla dalle zampe
lunghe e dalle ginocchia nodose. Era sua abitudine
camminare al mattino, dedicando il resto della giornata
al lavoro. La luce per lei non aveva importanza: pomeriggio,
mattina, sera, i suoi dipinti venivano sempre
creati con l'illuminazione artificiale. Era costante,
l'illuminazione artificiale. E soprattutto era artificiale.
Carol aveva convinzioni profonde riguardo al rapporto
fra arte e artificio.
La donna camminava e camminava notando il mare
molto pi tranquillo, di un azzurro laccato, notando le
piante stentate che conducevano a riva, notando Dick
Treekape al largo sul suo insolito motoscafo "cigarette"
(che sosteneva fosse appartenuto a George Bush padre,
aggiungendo: "A parte tutto, lui s che era un gentiluomo").
Ma pi che altro Carol not che, fra tutte
quelle bellezze, stava camminando da sola. Non aveva
ancora avuto la possibilit di passare davvero un
po' di tempo a tu per tu con Spenser. Dopo la cena della
sera prima l'aveva trovato nello studio dei musicisti,
intento a strimpellare sconsolato il pianoforte, e gli
aveva accarezzato la pelata e passato le dita sul colletto
della polo. Lui le aveva baciato la mano, gesto incoraggiante,
ma poi le aveva chiesto scusa e l'aveva allontanata,
dicendo che doveva lavorare. Certo, era un
compositore devoto. Ma era una magra consolazione,
pens Carol. Ormai fuori dalla portata di qualsiasi osservatore
e completamente sola, acceler l'andatura,
cominciando a sudare e muovendo le braccia su e gi.
"Sola" si disse in tono deciso e didattico "significa
libera." Ma Carol non si sentiva libera. Si sentiva tormentata,
tormentata dai ricordi, dalle circostanze, dal
suo stesso straziante isolamento in tutta quella bellezza.
Si allontan dalla grande casa di pietra grigia, dagli
ordinati cottage bianchi, cercando di arrivare da qualche
parte, si disse, da qualche altra parte, finch vide
un sentiero che curvava allontanandosi dalla spiaggia.
Lo segu nella boscaglia, nella pineta scura e incolta, risal
una piccola collinetta fangosa, poi un pendio roccioso,
scese in una conca circondata da delicate betulle
e fu allora che, in un bacino di granito dalle pareti
scoscese, vide un piccolo stagno protetto da una cerchia
di giovani alberelli bianchi.
A differenza delle isole vicine, tempestate di ville
frequentate dai vacanzieri fin dal Diciannovesimo secolo,
Treekape era sempre stata abitata dalle classi lavoratrici.
Ci era dovuto a una particolarit geologica:
era fatta interamente di granito. Le colonne di granito
di Treekape, provenienti dalle cave di propriet del
trisavolo di Dick, decoravano chiese e tribunali lungo
tutta la costa orientale. Ma col tempo i sistemi di costruzione
erano cambiati, e gli edifici civici e religiosi
avevano finito per abbandonare quel puntino al largo
della costa settentrionale del Maine. Quando la domanda
di granito si era esaurita, l'isola era tornata a adagiarsi
nelle sue nebbie marine, dimenticata dal resto
del mondo. Certo, le cave esistevano ancora, ma erano
abbandonate, e anno dopo anno avevano accolto
l'acqua piovana fino a riempirsene, trasformandosi in
profondi e freschi laghetti.
In alcune delle vecchie cave gli abitanti del luogo, discendenti
dei minatori di un tempo, avevano intagliato
gradini nelle ripide pareti e applicato ringhiere di metallo
per potervi nuotare nelle calde giornate estive. Ma
ce n'era una che, isolata e bellissima, non riceveva visite
da molti anni. Pi di cinquantanni prima vi era annegato
un bambino, e da allora il luogo veniva associato
a presunte stregonerie. La memoria collettiva dell'isola,
per quanto vaga, era potente, e i membri della ristretta
comunit si tenevano alla larga da quella che chiamavano
la Cava Nuda, un laghetto di acqua gelida nascosto
in mezzo a un bosco nella propriet dei Treekape.
Sulle sue rive, se le ripide pareti rocciose potevano
essere definite rive, la terra che si era accumulata aveva
fatto crescere betulle, rose rampicanti, un giovane
salice piangente e una distesa di fiori selvatici. Fu qui
che Carol si ritrov all'ombra cangiante delle betulle,
circondata dalle api che ronzavano stordite di rosa in
rosa mentre il salice ciondolava aggraziato verso l'acqua.
L'acqua, riflett la donna, nella sua indisturbata
profondit era di un nero perfetto e senza fine.
Il tepore del sole le carezzava delicatamente la pelle,
l'acqua, le rocce, il mondo, pens sospirando. Rest
immobile per qualche minuto, confusa.
Poi, finalmente, se ne rese conto. "Sono sola e felice!
In questo istante, in questo posto, da sola, io sono
felice" pens sbalordita Carol Grey. "Felice."
Si era detta di essere sola e felice cos tante volte, aveva
cercato di convincersene cos tante, tante volte che
ora, nel momento in cui aveva imparato la lezione, in
cui quelle parole sembravano vere, in cui erano reali e
immediate e profonde, le vennero le lacrime agli occhi
e allarg le braccia in un gesto di pura gioia.
Mio Dio! esclam ad alta voce. Mio Dio!
Ha ragione rispose una voce sommessa dal bacino
sotto di lei. In un posto come questo ci si pu davvero
credere.
Carol abbass le braccia lungo i fianchi. Lanci uno
sguardo truce in direzione della voce. Nell'acqua, all'ombra
di una roccia e del salice, galleggiava una testa; due
occhi verdi brillavano, colpiti da un raggio di sole, e un
volto magro e rugoso la guardava. I corti capelli grigi
erano spettinati e arruffati come se sulla testa ci fosse
un vecchio gatto annegato, pens Carol sentendosi
bruciare di vergogna e di rabbia per quella che defin
fra s "l'intrusione".
Guard la bagnante con espressione irrazionalmente
indignata. "Come ha fatto a trovarmi qui, questa vecchia
megera? Nel mio posto?"
Con orrore di Carol, la testa bagnata con il gatto morto
sopra si rivel attaccata a un corpo nudo e grondante
che usc dall'acqua con totale noncuranza e sorprendente
agilit, arrampicandosi su una roccia riscaldata
dal sole ed ergendovisi in tutta la sua gloria.
Mi scusi disse Carol voltandosi di scatto. L'ho disturbata,
Miss Skattergoods.
Neanche per sogno, mia cara.
Miss Skattergoods si mise in testa un enorme cappello
di paglia, apr una sdraio fino a un istante prima
invisibile e vi si sistem.
Bellissimo, vero? disse stendendosi e mettendosi
comoda. Mi sento cos a mio agio in questo posto...
quanti ricordi! L'innocenza, la libert dell'infanzia. Ci
sono capitata per caso. Caso e destino... personalmente
non sono mai riuscita a capire la differenza.
Carol si sedette su una roccia, cercando di non guardare
la persona nuda con il gatto morto in testa sdraiata
accanto a lei. Prov a immaginare Miss Skattergoods
bambina. Impossibile, anche se il pensiero le evoc
l'immagine di un gattino fradicio che si dimenava in
un sacco di iuta.
L'orribile Miss Skattergoods in quel posto! Nel suo
posto! Era un oltraggio. Perch quello era il suo posto,
Carol l'aveva deciso all'istante. Quell'unico luogo sul
pianeta, con quel cielo sereno e luminoso, con quelle
oscure, pure profondit, con quella luce cos intensa che
le feriva il cuore. Trasparenza, un'irresistibile, insopprimibile,
definita trasparenza. Dopo colazione vi sarebbe
tornata con i suoi colori. Era vero che non le era mai
piaciuto dipingere all'aria aperta. Mai. Ma l... l sarebbe
stato come dipingere nella libert della sua stessa testa.
Si faccia una nuotata disse Miss Skattergoods.
Siamo solo noi galline.
"Hai detto bene" pens disgustata Carol mentre
Miss Skattergoods, che in quel momento somigliava
in modo allarmante a un pollo spennato, si toglieva il
cappello e tornava a immergersi in acqua.
Coraggio! grid la vecchia in tono allegro. Vede,
la chiamano la Cava Nuda.
Carol vedeva e disapprovava. Nell'aria pura del mattino,
vedeva un'intrusa che si comportava come se quel
luogo fosse suo, una megera avvizzita che non voleva
farsi gli affari suoi, qualunque affare potesse avere
una persona simile. Nessuno aveva parlato delle case
di riposo a quella vetusta sanguisuga del sistema sanitario?
Si diceva che ormai ci fossero delle sistemazioni
deliziose.
Un braccio ossuto si protese dall'acqua e la incit a
tuffarsi nelle sue fresche e scure profondit.
Carol si apr nel suo sorriso pi superiore, cortese,
cosmopolita e devastante.
Mi spiace, ma non posso disse in un tono strascicato
che fra s e s aveva sempre definito "sdegnoso".
Visto che non so nuotare.
Dopo un sonno agitato dovuto ai troppi bicchieri di
vino, allo spettro di Gene Gill e peggio ancora a una
vivida consapevolezza della propria mediocrit, Spenser
si ferm sulla soglia del suo cottage e guard la bellezza
che si stendeva davanti a lui in ogni direzione.
"Questo  il momento in cui gli uomini di talento dovrebbero
essere ispirati" si disse. Fece un sospiro, poi
vide Carol emergere dalla pineta, ne osserv l'andatura
inconfondibile, goffa, studiatamente leziosa, il malva
acceso della sua canottiera da negozio dell'usato,
i pantaloncini cortissimi e le espadrillas con la zeppa
allacciate troppo strette attorno alle caviglie, e arretr
nella penombra. Era troppo presto. Non poteva reggere
le sue domande, le sue insinuazioni, la sua semplice,
incombente vicinanza fisica. Era stato un terribile
sbaglio dovuto all'alcol, anni prima, in un'altra era, in
un'altra residenza per artisti. Stavolta aveva cercato di
fare l'amico e soltanto l'amico. Ma con Carol non esisteva
amicizia. Esisteva soltanto un grottesco ammiccante
e civettuolo che una bottiglia di vino, preceduta
da una di Jack Daniel's, riuscivano quasi a mitigare.
O ci erano quasi riuscite anni prima. Ma quell'evento
lontano lo legava a lei per sempre?
Se necessario avrebbe saltato tutti i pasti, ma non la
poteva affrontare. Avrebbe rinunciato a una deliziosa
zuppa di aragosta, al pescato del giorno, alle verdure
dell'orto, alla torta fatta con i frutti di bosco dell'isola,
ai pancake con i mirtilli. Alle ostriche, s, perfino alle
ostriche: avrebbe rinunciato a qualsiasi cosa. Avrebbe
atteso che gli altri iniziassero a consumare il loro pasto
succulento (il solo pensiero gli faceva venire una
gran fame) e si sarebbe chiuso nello studio.
In quel preciso istante, la zanzariera si spalanc con
uno zampettio agitato. Spenser rimase impietrito mentre
un enorme tafano lo colpiva in pieno volto, il cane
latrante lo rincorreva e cercava di arrampicarglisi sulla
gamba e Carol, che stava passando davanti al cottage,
li coglieva sul fatto.
Spenser scacci il tafano, che tentenn a mezz'aria,
cambi direzione e ronz fuori dalla porta, seguito dal
cane impettito su due zampe.
Ciao, Spenser, tesoro disse Carol fermandosi languida
sulla soglia. Com' che non sei fuori all'aria
fresca del Maine?
Poteva scacciarla con una manata come aveva fatto
con il gigantesco tafano? si chiese Spenser. Stavo andando
allo studio rispose invece in tono quasi umile.
Oh, che meraviglia! Vuoi che venga a ispirarti?
Lui sporse le labbra come se stesse riflettendo. Mmh...
non oggi... ho bisogno di stare solo...
Lei non disse nulla. Spenser vide che il labbro inferiore
le tremava. "Dio, dammi la forza" pens. "E la pazienza.
E gambe veloci e polmoni forti" aggiunse, immaginando
di fuggire da Carol Grey attraverso il prato.
Be'... mormor lei.
Spenser non stacc gli occhi dal pavimento di vernice
bianca, ma nemmeno cedette.
Ci vediamo a colazione concluse finalmente Carol,
salutandolo con un cenno della mano esageratamente
indolente.
Spenser cerc di sorridere. "Maledetto cagnaccio"
pens. Poi si lasci alle spalle Carol, che era ancora
ferma sulla soglia di casa sua e, proprio come aveva
fatto il maledetto cagnaccio, si mise a correre, a correre
sul serio, sul prato verde e soleggiato.
Miss Skattergoods galleggiava sulla schiena nelle acque
fresche e scure della cava. Era dispiaciuta per Carol.
Una ragazza ridicola, ma palesemente infelice. Era bello che avesse scoperto anche lei quel luogo delizioso,
quel nascosto, paradisiaco lago di tranquillit. "Qui"
si disse "posso pensare in pace. Qui posso ricordare."
Oppure no.
Rivide il corpo annegato di Gill trasportato dalle
onde. Era stata una fortuna che lei fosse sul posto. Perch
era l? Ci era andata come per istinto. Doveva esserci
gi stata. Era stata in una tale quantit di posti,
nella sua lunga vita. Ripens alla sua infanzia, alle mattine
come questa, passate a galleggiare sulla schiena,
il cielo azzurro e luminoso sopra di lei. Avvert il sole
sulla parte anteriore del suo corpo magro e bianco, il
freddo dell'acqua su quella posteriore. Era come essere
in due posti allo stesso tempo. Il passato e il presente,
l'acqua fredda e il sole caldo, il ricordo e l'oblio,
un ciclo continuo...
Dick Treekape non era quello che si era aspettata.
La Treekape Artists Colony era proprio quello che
si era aspettata.
Non si era aspettata una morte.
Un soffio d'aria fredda sfior leggero la superficie
dell'acqua, poi la sua pelle. Miss Skattergoods usc dal
laghetto e si sistem sulla sdraio, la pelle coriacea a
diretto contatto con la tela. Il Post-it che le aveva mostrato
Oakwood, il motoscafo preso "in prestito": tutto
faceva pensare alla morte accidentale di un uomo stupido
e arrogante. Eppure il detective Oakwood non se
ne andava. Perch? Aveva forse una sensazione, un'indefinita,
echeggiante sensazione di dubbio? La stessa
che provava lei?
Miss Skattergoods torn in acqua e riesamin il tutto.
Dick non era come se l'era aspettato, la residenza lo
era, non si era aspettata una morte, nessuno si aspetta
la morte...
Si lasci galleggiare sull'acqua.
"E nessuno" riflett "si aspetta l'omicidio."
...
.
...
CAPITOLO 7.
...
.
...
Lo dir il tempo.
...
.
...
Erano trascorsi quattro giorni dall'arrivo di Gene Gill
sui litorali dell'isola Treekape. G.G. indossava eleganti
indumenti nautici, ma l'effetto era decisamente
guastato dal fatto che era zuppo, avvolto nelle alghe
e soprattutto morto.
La polizia supponeva che il suo cellulare fosse affondato
nelle profondit marine, ma le tracce delle sue
telefonate non erano scomparse altrettanto facilmente.
Il detective Oakwood aveva appena passato un'intera
giornata sul continente per esaminare i tabulati
telefonici e bancari del morto. I suoi superiori volevano
che il caso venisse risolto, e in fretta. "Ha idea
di quanti contributi abbia versato Dick Treekape alla
campagna del governatore?" gli aveva chiesto uno di .
loro picchiettandosi una matita sulle nocche come faceva
sempre quando era preoccupato.
Abbiamo analizzato le sue telefonate rifer Oakwood
a Miss Skattergoods. Aveva detto a tutti che andava
a Bar Harbor, ma non si trovava affatto a Bar Harbor.
Era in Canada.
L'ossuta giallista era avvolta in un ampio telo di spugna.
In Canada? Tariffe roaming mormor scuotendo
la testa. Poi si gir in direzione del laghetto chiamato
la Cava Nuda. Venga con me. Mi racconti.
Oh, no, no si affrett a dire lui. Ne parleremo pi
tardi. Dopo la sua... nuotata.
Non faccia l'idiota. Sono una vecchia signora.
"Precisamente" pens il detective.
Come vuole, timida verginella disse lei, poi si diresse
verso il tavolino al centro del giardino e prese
posto su una delle sedie di ferro battuto. Ho anch'io
un cellulare, sa.
Oakwood si sedette sul lato opposto del tavolino,
si sporse verso di lei e disse quasi in un sussurro: La
sera prima del ritrovamento del suo corpo, Gill ha fatto
una telefonata. Alle 21,17.
 un cellulare studiato appositamente per le vecchie
rimbambite prosegu imperturbabile Miss Skattergoods.
Perfino nel nome, Jitterbug...
Abbiamo rintracciato la chiamata disse Oakwood
alzando la voce come se fosse sorda.
Indignata, lei inarc un sopracciglio.
Era diretta proprio qui continu il detective a un
volume normale. Alla casa principale.
La vecchietta si drizz a sedere. Picchiett una sigaretta
spenta sul tavolino e guard Oakwood negli occhi.
Il che significa... disse lui.
Il che significa che G.G. ha chiamato Dick la sera
prima di morire.
G.G., l'ospite sfuggente. Quel giorno Dick si era recato
almeno tre volte al pontile, nella speranza che G.G.
fosse sul traghetto. Per tutta la giornata e la serata non
aveva fatto che aprire e chiudere il proprio cellulare,
controllando se fossero arrivati messaggi. Era entrato
in casa, aveva avvertito Tara, la cameriera, che avrebbe
potuto chiamare qualcuno. E quando G.G. aveva
chiamato, Dick non aveva detto nulla. Anche dopo il
ritrovamento del corpo, non aveva detto nulla.
Dick  un uomo molto riservato, non trova, detective
Oakwood? osserv Miss Skattergoods. E nella
mia esperienza, le persone riservate hanno qualche
segreto.
In quel momento, Alison era seduta scompostamente
a un tavolo di quercia vecchio e graffiato presso la
sede della Biblioteca e Societ Storica Treekape. Il palazzo
era una tozza struttura di granito costruita dai
Treekape nel Diciannovesimo secolo, un'era prospera
e popolosa. Grandioso ed esile al tempo stesso, era
uno degli edifici pi strani che chiunque fra gli artisti
ospiti avesse mai visto. Le dimensioni delle colonne
e dei bassorilievi a tema felino erano le stesse
di quelli della grande casa, ma il palazzo sembrava
stranamente rattrappito, una sorta di vecchio nano
eccentrico sovrastato da una cupola. A Alison piaceva
la luce polverosa che penetrava dalle finestre piccole
e alte. Le piaceva l'idea di quell'edificio sproporzionato
con i suoi intonsi, disorganizzati tomi di
storia locale. Era un luogo senza tempo e senza stile,
di libri morti e silenzioso isolamento. Perfetto per
il suo stato d'animo. E la sua idea di scrivere un moderno
Buddenbrook americano... Brillante. Se solo non
si fosse rivelata, come tutte le sue idee, molto pi impegnativa
del previsto.
"Perch non riesco mai a scrivere una storia semplice
ambientata in un luogo semplice? Popolata da sempliciotti?
Certe cose sono cos beatamente semplici. Perch
non questa? Un semplice crepacuore. Un semplice
desiderio. Semplice amore, semplice vendetta. Il semplicemente
sublime..."
Sfortunatamente, il Buddenbrook originale era tutt'altro
che semplice. Aveva l'attrattiva romantica della decadenza,
ma era una decadenza sottile. E riguardava
una famiglia. Le famiglie non erano mai semplici. E
poi c'era la ricerca in se stessa... Alison era circondata
da cartelline polverose e recalcitranti. Sospir. Adorava
la ricerca. Finch non vi si doveva dedicare. A quel
punto diventava cos... sonnolenta. Sonnolenta: la parola
stessa era invitante, soffice. Sonnolenta... l s che
c'era del sublime. Sublime... sonnolenza...
La testa le croll sul petto e Alison si svegli. Apr
un'altra scatola di ritagli del giornale locale, diventato
ormai poco pi di un bollettino: "The Treekape
Zephyr". Si figur un foglio di giornale che fluttuava
sopra l'isola, trasportato da uno zefiro gentile. Erano
gentili, gli zefiri? O erano pericolosi come i tifoni? Immagin
il corpo di G.G. che affondava in un mare gentile.
Che caldo faceva, in quella biblioteca. Che freddo
doveva essere stato l'oceano per G.G. Che silenzio regnava
l dentro. Che... sonnolenza...
Salve, collega disse una voce maschile che le suonava
conosciuta.
Alison si volt. Il professor McPherson torreggiava
sopra di lei.
Trovato qualcosa di interessante?
Negli ultimi cinquant'anni  stata una famiglia
molto riservata rispose in tono stanco. Ma s, c' un
vecchio diario che  finito su questi assurdi, disorganizzati
scaffali. Grid quasi le ultime parole, lanciando
uno sguardo significativo al bibliotecario, un ossuto
pensionato con occhialini dalla montatura metallica
che le rivolse un sorriso neutro.
In qualit di museo, la biblioteca conteneva anche
un certo numero di vecchi bauli, pennoni, fiocine, grosse
corde provenienti dalle imbarcazioni o dalle cave,
strani macchinari arrugginiti... Alison non aveva davvero
idea di quale fosse il criterio di raccolta. Al di l
di questo ammasso di tesori da soffitta, il bibliotecario
continuava a sorridere. I raggi del sole provenienti
dalla finestra a occidente creavano riflessi accecanti
sulle sue lenti. "Be'" pens Alison. "Parlare a voce alta
in una biblioteca: una sorta di paradiso."
Phear spost lo sguardo dalla donna al bibliotecario,
poi lo riport su di lei.
Sordo spieg Alison. Come una campana.
Una collocazione ispirata disse Phear in tono ammirato.
Ispirata! grid. Aveva trascorso un'enorme
percentuale della sua vita nelle biblioteche. La novit
di poter gridare era irresistibile.
Ora, per quanto riguarda il diario riprese Alison
appartiene a un vecchio caposquadra di una delle
cave. Accusa Arthur Treekape di aver avvelenato il suo
pastore tedesco durante la Grande Guerra. Con tutti
quei sentimenti antitedeschi...
S, s, il nome venne cambiato in pastore alsaziano.
Cane intelligente, il pastore tedesco. Ma l'aveva avvelenato
sul serio? Una cosa gliela posso dire: mi piacerebbe
tanto avvelenare quel cagnetto bastardo di Dick.
Non  un bastardo,  un Jack Russell lo corresse
Alison in tono pedante, ma si rese subito conto di quel
che aveva fatto. Oh, ma certo, lei lo sa perfettamente.
Sa tutto dei cani.
Phear accenn un sorriso spento.  vero ammise.
Ma lui lo fece?
Lui chi?
Arthur. Il padre di Dick. Avvelen sul serio il pastore
alsaziano?
Probabile. Ha visto quel suo ritratto in corridoio?
Un uomo orribile. Neg tutto, ovviamente, ma rivendic
il diritto di avvelenare qualsiasi cane fosse entrato
nella sua propriet. Poi licenzi il caposquadra.
Se non altro, non lo avvelen disse Phear.
Chi?
Il caposquadra.
Il caposquadra non aveva avvelenato nessuno.
No, intendevo... Phear esit, non sapendo pi bene
cosa intendesse. Lasciamo perdere. Ma  una buona
storiella, giusto?
Ha un suo fascino macabro e datato ammise Alison.
Potrei anche usarla. O lei. Potrebbe utilizzarla lei.
Forse disse Phear sfogliando distrattamente la
pila di giornali sul tavolo. Forse avrebbe potuto usare
l'aneddoto. Qualcosa avrebbe dovuto fare, e presto.
Lo sapeva. Non aveva pi molto tempo.
Alison guard risentita la schiena di Phear che si allontanava
verso gli scaffali. Perch gli aveva regalato
quella primizia?
Il sapere era potere, pens Phear rovistando fra i malconci
libri sulle mensole. Quantomeno, cos si diceva.
Nelle sue esperienze passate, tuttavia, non si era mai
dimostrato vero. Lui possedeva un vasto sapere. Era un
sapere arcano, magari, sulle feci canine nei grandi palazzi
dell'aristocrazia inglese e cose simili, ma era pur
sempre un sapere. E non si era mai tradotto in potere.
Ma questo particolare sapere, questo curioso, personale
sapere riguardo ai Treekape, era diverso. S, forse
avrebbe potuto usare la storia di Arthur Treekape e del
pastore alsaziano morto, ma non nel modo che pensava
Alison. Prese un libretto ingiallito. Era un'opera eccellente,
un classico fondamentale, il genere di libro che
avrebbe sempre voluto scrivere e non era mai riuscito
a fare. Il grande massacro dei gatti di Robert Damton.
Che magra figura facevano i suoi pedanti trattati in
confronto a quella leggibilissima storia intellettuale e
sociale della Francia premoderna...
Phear si fece scivolare il libro in tasca e pregust
il momento in cui si sarebbe raggomitolato sul letto
e avrebbe cominciato a divorarlo. Poi ricord che
il sapere  potere e torn a voltarsi verso Alison con
un'espressione pensosa e curiosa. Bene, per il momento
lasciamo stare gli scheletri canini disse nel suo tono
pi gioviale. Mi parli del suo affascinante progetto.
Cos'altro ha scoperto dei Treekape? Di questa nostra
decadente famiglia americana?
Alison si rischiar in volto. Parlare era sempre molto
pi soddisfacente che lavorare.
Di nuovo sola, ma ancora in giardino avvolta nel suo
telo di spugna, Miss Skattergoods fissava le rose in
fiore senza vederle, ripensando invece al momento
in cui il corpo sgraziato di G.G. era giunto a riva
insieme a quelli aggraziati delle foche. Rivide il fondo
ghiaioso e bagnato fra i due grandi scogli. La parete
di roccia che faceva da diga sorgeva a ovest, la zona
paludosa a est. Le acque agitate si erano riversate
nell'insenatura... Fiss le rose e pens: "Mi sta sfuggendo
qualcosa. C' qualcosa che non ricordo... Una
tale quantit di cose che non ricordo". Fece un verso
disgustato. C'era qualcosa, in Dick, in quel suo lontano
cugino dai capelli argentei, che non quadrava.
Qualcosa di strano.
"Cosa ricorda Dick?" si chiese. Era vecchio quasi
come lei. Quanto rammentava della propria giovinezza?
Rimase seduta a lungo, tornando con la mente al lontano
passato. Avvertiva sulla mano la sensazione dei
piccoli sassi lisci riscaldati dal sole. Li udiva cadere in
acqua o sbattere sulle rocce quando il suo lancio era
troppo corto. Accanto a lei c'era un ragazzino, un bambino
con la pelle bianca e i capelli biondissimi. Rabbrividiva
al vento che soffiava dal mare, poi lanciava un
sasso anche lui. Lei vedeva i suoi occhi che la fissavano.
Vedeva il sasso che volava nella sua direzione. Un
rivolo di sangue le scendeva sul viso. Ne poteva sentire
il sapore, un sapore ferroso e appiccicoso. Il bambino
scoppiava a piangere, spaventato. "Non temere"
gli diceva lei. "Non lo dir a nessuno."
Era successo davvero? si domand Miss Skattergoods.
Era un ricordo, o una scena di uno dei suoi libri?
Ne aveva scritti cos tanti. Trenta, secondo i calcoli
pi recenti. A volte la sua vita e le trame che aveva
ideato le si accavallavano nella memoria. Non sapeva
pi bene se quello che scriveva fosse nuovo e interessante
o semplicemente rubato a un altro libro. Nessuno
sembrava farci caso o rendersene conto.
"Pazienza" si disse con un'espressione assente. "Pazienza.
Lo dir il tempo. Lo fa sempre, alla fine."
E and a fare la sua nuotata.
Dopo essere rimasto seduto al sole insieme alla giallista,
Oakwood si sentiva assonnato. Per evitare di appisolarsi
alla scrivania della sua stanza, si alz e guard
fuori dalla finestra. Sul prato, il povero Spenser stava
avanzando praticamente in punta di piedi, se  possibile
avanzare in punta di piedi correndo. Stava palesemente
cercando di sparire prima che Carol, in arrivo
dalla spiaggia, lo avvistasse. Oakwood scoppi a
ridere. Si chiese cosa stessero facendo gli altri reclusi,
come aveva cominciato a chiamarli.
Una di loro, Heather, era seduta in terrazza e osservava
la medesima scena. Che uomo interessante, solido, robusto
era Spenser. Ma perch stava correndo? Heather
non aveva mai capito perch la gente corresse, nemmeno
da bambina. Che senso aveva? Camminare era pi
che sufficiente. A meno che non si avesse una fretta tremenda.
Ma lei non aveva mai una fretta tremenda. O
che non si fosse in tremendo pericolo, riflett. Ma lei
non era mai in tremendo pericolo. La sola idea di un
tremendo pericolo la confondeva, un po' come correre.
"Un tremendo pericolo?" si domand Heather osservando
la povera, disperata Carol che avanzava civettuola
sul prato. Che senso aveva?
E la giornata procedeva pigra.
Quando Miss Skattergoods fece ritorno dalla sua
nuotata contemplativa, indoss i pantaloncini da
basket e un'ampia camicia da uomo a righe bianche
e rosa. Appena usc dal cottage, vide che il detective
Oakwood la stava aspettando con una scacchiera
da dama.
 come al campeggio estivo disse lui dopo che ebbero
giocato qualche minuto in silenzio. Non c' niente
da fare.
Abbiamo tutti il nostro lavoro, detective. Perfino
la polizia.
Lui mosse la sua pedina e lei gliela mangi all'istante.
Ma non pu muovere in diagonale protest Oakwood.
Si pu se si bara. E io baro.
Oakwood stava sorseggiando una lattina di Moxie,
la bibita gassata della sua infanzia nel Maine. Era tornato
diverse volte sul continente, ma continuava a trovare
pretesti per ripresentarsi sull'isola. I media non
facevano pressioni, dando ancora per scontato che
la morte di Gill fosse stata accidentale. La figlia dello scomparso era un po' impaziente, ma si trovava in
Australia, a qualche oceano di distanza. Erano i pezzi
grossi del dipartimento ad avere la bava alla bocca,
sottoposti alle insistenze dell'amico di Dick, il governatore.
"Ebbene" si disse Oakwood "che sbavino
pure. Certe cose hanno bisogno di tempo. Tempo passato
a sorseggiare Moxie sferzati dalla brezza marina."
Ora mi dica dell'autopsia riprese la vecchia signora
interrompendo le riflessioni del detective. Era
ubriaco?
Mmh-hmm annu lui mangiandole tre pedine. Si
sentiva come un ragazzino, scottato dal sole e spossato,
come se da un momento all'altro potesse venirgli
voglia di coricarsi a leggere un fumetto.
Non mi stupisce disse lei.
Gi.
Botta in testa?
Mmh-hmm. Potrebbe averla picchiata contro il motoscafo,
o su uno scoglio...
Quello mi stupirebbe.
S? Oakwood bevve l'ultimo sorso della bibita e
rovesci la testa all'indietro guardando le nubi nel cielo
sopra di loro, simili a lunghe sciarpe.
S.
"Un giovanotto dolce ma un po' fiacco" pens la
vecchia signora guardandolo stiracchiarsi pigramente
sulla sedia. Lei non era fiacca, tutt'altro. L'omicidio
la interessava, risvegliava il suo istinto narrativo. Aveva
spesso usato omicidi reali come base per i suoi intrecci,
ma non le era mai capitato che un corpo venisse
comodamente depositato ai suoi piedi in maniera
cos invitante. Quant'era divertente!
Ripass mentalmente gli eventi della prima cena a
Treekape. Le cozze erano una delizia, cotte nel burro
e nel vino. Le ricordava nei minimi dettagli: il vapore
profumato d'aglio, il sapore dolce e persistente. E c'era
un ottimo pane da intingere nel sugo. "Insomma" si
riscosse "non  questo il punto, Skat. Qual  il punto?
Ah, s. La telefonata dal cellulare di G.G. al numero di
casa di Dick Treekape. Be',  decisamente rivelatrice,
giusto? Ma cosa rivela di preciso?" Ripens a Heather
che si recava nella "toilette delle signore", a Dick che
andava a prendere dell'altro vino, a Spenser che entrava
in casa, a Carol, Alison, Bonnie, al professore...
Picchiett con un dito il braccio del detective, che
stava ancora guardando le nubi e canticchiava sottovoce.
Lo picchiett di nuovo con una certa urgenza.
Potrebbe essere stato chiunque disse.
Mi scusi?
La sera prima del ritrovamento del corpo di G.G,
ognuno di noi  entrato nella casa principale. Prima o
poi, durante o dopo la cena, ci siamo passati tutti. Certo,
a rispondere al telefono potrebbe essere stato Dick,
ma anche Spenser, o Heather, o perfino la piccola Bonnie.
Mi dispiace tanto, giovanotto, ma potrebbe essere
stato chiunque!
...
.
...
CAPITOLO 8.
...
.
...
Un ago in un pagliaio d'odio.
...
.
...
La prolungata presenza del detective Oakwood stava
cominciando a suscitare ansie considerevoli nella residenza.
Gli ospiti si lanciavano occhiate furtive, bisbigliavano,
distoglievano gli sguardi. Oakwood veniva
costantemente preso da parte e sommerso di "indizi".
"Nel bosco c' una radura bruciata" riferiva Carol.
"Dick  curiosamente reticente riguardo al suo passato"
sussurrava Phear con aria insinuante. "Non mi
fido."
"Di notte sento cose" diceva Bonnie. "Rumori..."
Lui li ringraziava e ricordava loro l'esistenza dei bivacchi,
della riservatezza delle vecchie generazioni e
dei procioni che rovistavano fra i rifiuti. Ma un mattino
prima di colazione, quando Alison Left gli tese un'imboscata
al limitare del giardino e lo attir dietro un albero
dichiarando di avere "informazioni importanti",
Oakwood l'ascolt attentamente. Alison Left gli piaceva.
Sembrava meno egocentrica degli altri. Sempre un
po' assente, sempre a citare il suo Coleridge.
Non trovo pi il mio orologio. Alison lo guard
con espressione seria e preoccupata. E scomparso.
Svanito nel nulla.
A tavola Carol fece una rimostranza simile: erano
spariti tre tubetti di blu cobalto.
Il blu intenso che le piace tanto? domand Alison.
Non mi piace pi di qualsiasi altro colore.
Davvero? intervenne Miss Skattergoods. Non ha
un suo colore preferito?
Lei ha una parola preferita? ribatt Carol.
Phear diede immediatamente la colpa al cane. Dopo
tutto, aveva gi seppellito i guanti di Carol, lasciando
spuntare dal terreno due dita come altrettante bandierine.
Il professore li aveva visti quella mattina stessa.
Ho temuto che fosse un corpo inform Oakwood,
accalorandosi. Quel cane  un pericolo.
Miss Skattergoods si rivolse a Dick. Fossi in te, lo
farei sopprimere.
Heather smise il lavoro all'uncinetto e alz gli occhi.
Non sempre riusciva a contribuire alle argute conversazioni
degli altri artisti, ma stava cominciando ad abituarsi.
"Il temperamento artistico viene sempre a galla"
pens tornando alla borsa per pannolini che stava
preparando per il futuro nipotino (qualcosa di pratico,
non come un golfino che sarebbe immediatamente
diventato troppo piccolo). Lei non aveva figli, e forse
era meglio cos. Frida Kahlo aveva figli? No, non
ne aveva. Be' si rivolse audacemente a Miss Skattergoods
di sicuro sappiamo che la sua parola preferita
non  Tipsy!
Nel sentire il proprio nome, Tipsy si precipit da
Heather e si esib in un balletto sulle zampe posteriori.
Che talento! esclam Heather. Lavorava al circo?
Ma tu non sei me rispose serio Dick, rivolto a Miss
Skattergoods.
Ed  un peccato disse la cugina. Indic entusiasticamente
la casa, il giardino, la spiaggia, il mare increspato.
Se lo fossi, tutto questo sarebbe mio! Ma che
ci vuoi fare, non era destino prosegu. Quello che 
tuo, Dick Treekape,  tuo!
Oakwood vide che il volto di Dick si faceva tirato,
che i suoi occhi si socchiudevano appena e i pugni si
serravano. Come Miss Skattergoods in precedenza,
riconobbe in lui i segni della paura, e come Miss
Skattergoods se ne chiese il perch.
Eppure... La vecchia signora fece una pausa, perlustrando
il proprio regno immaginario con lo sguardo.
Eppure eccomi qui! Come si dice, "Mann tracht, und
Miss Skattergoods lacht": "l'uomo progetta e Miss
Skattergoods ride". Ci nonostante, Dick Treekape, io sopprimerei
quell'orribile animale. Si accese una sigaretta e
la spense subito nel tuorlo d'uovo. Immediatamente!
Dick fece un sorriso spento. La cara, simpatica Miss
Skattergoods disse, poi si conged con un piccolo inchino
e abbandon la tavola.
Miss Skattergoods si alz stiracchiandosi. L'incanto
dell'indolente colazione  stato spezzato osserv
in tono allegro.
Quando si furono alzati da tavola, Bonnie si diresse
verso la vecchia scuderia con l'intenzione di rovistarvi.
L'aria era cos dolce e il cielo cos azzurro, e vide un'allodola.
Subito si immagin G.G. chiuso in un sacco di
plastica nera a fissare il nulla, nessun azzurro, nessun
cielo, nessuna allodola. Cerc di scacciare via quel viso
stravolto, esanime, cereo dalla sua mente.
Nella scuderia, che era stata usata come un garage
dai Treekape, c'erano un furgoncino, una vecchia slitta
e una macchina sportiva arrugginita. Oltre ai veicoli,
c'era un mucchio di seducente paccottiglia, cos alto in
alcuni punti da raggiungere le travi del soffitto: pezzi
di legno e metallo, vecchie briglie, pneumatici, secchi,
coprimozzi, campanelli arrugginiti, cornici, slitte sfasciate,
gambe di tavoli. Il tesoro pi prezioso che aveva
trovato fino a quel momento era una serie di scampoli
di vecchi indumenti conservati in un antico baule
da viaggio con la scritta "Associazione del Maine nordorientale
per la cura e il mantenimento delle vedove
del mare indigenti". Povero G.G. Lui non aveva una
vedova. Meglio cos, d'altra parte, visto che non c'era
pi un'associazione che si prendesse cura di lei.
Rovistando in una catasta di nasse e stie, Bonnie
trov un pezzo di latta schiacciata. Era un frammento
gettato via un centinaio d'anni prima, con una forma
troppo strana per poter tornare utile a qualcuno... "Ma
a me servir" si disse.
Tornando verso il cottage, si ferm fuori dallo studio
dove Spenser si ritirava a suonare. La porta era aperta
e Spenser era, come al solito, seduto al pianoforte.
Bonnie passava spesso mentre lui pestava la tastiera
in modo poco promettente. La sua mancanza di considerazione
per gli altri la faceva infuriare. Non era il
padrone di quel posto. Com'era possibile lavorare con
quel fracasso? Faceva gi abbastanza fatica a concentrarsi.
Ma poi, quasi senza rendersene conto, attraverso
la barriera della propria rabbia ud qualcosa di diverso.
Qualcosa di nuovo. Qualcosa di bello. Qualcosa
di musicale. Qualcosa di eccitante.
Quando Spenser smise di suonare, Bonnie era ancora
in piedi sulla soglia dello studio.
Spenser! esclam. E quello cos'era?
Quello rispose Spenser, scribacchiando furiosamente
sul pentagramma  il miglior brano che abbia
mai scritto. A essere sinceri,  l'unico bel brano che abbia
mai scritto. Il lamento di Linda, adesso ho capito. Non
 la povera Monica.  Linda, il centro di tutto  Linda
Tripp. La tragedia della fiducia vista dalla prospettiva
opposta. E come il Faust al contrario, povero Faust...
E la musica riprese.
Bonnie lasci la porta aperta per sentire le note del
piano di Spenser, poi si dedic al suo cantiere in miniatura.
La minuscola casa che stava costruendo, con
i suoi muri malconci e il suo tetto di carta catramata,
aveva un aspetto triste e solitario, proprio come lei sperava.
La sollev all'altezza degli occhi e sbirci all'interno.
In un angolo del salotto c'era un divano con le
molle sfondate. In realt non aveva davvero le molle
sfondate, anche se Bonnie aveva cercato di ricrearle con
una paglietta per le pentole, ma sembrava proprio imbarcato.
E il tavolo di quercia con la lampada era delizioso.
C'era addirittura un microscopico cerchio lasciato
sul tavolo da un piccolo, piccolissimo bicchiere
immaginario. (Era un bicchiere d'acqua? si domand.
Forse uno di scotch da quattro soldi.) C'era una poltrona.
Un tappeto. Un caminetto. Doveva ancora finire la
camera padronale e usare il pezzo di latta schiacciato
per il soffitto della cucina, dopodich si sarebbe dedicata
alla stanza dei bambini. "Poveri piccoli" si disse
con una scintilla dispettosa nello sguardo "che brutto
posto in cui crescere."
Mentre Bonnie tagliava la latta con un paio di grosse
cesoie, Heather pass davanti alla finestra. Probabilmente
era andata a pulire la spazzola e sistemare
il cassetto delle camicie da notte, pens Bonnie con
un sorriso mentre le cesoie tagliavano di netto il pezzo
di latta.
Anche Carol stava lavorando bene, quel pomeriggio.
Si trovava alla cava, davanti a una grande tela montata
su un cavalletto, vibrando quasi per l'intensit con
cui faceva scorrere il pennello avanti e indietro, tracciando
spessi, lucenti strati di blu cobalto. Il fatto che
qualcuno le avesse rubato i colori non aveva pi importanza.
E chi se ne fregava di G.G.? Se l'era meritato.
E Spenser? Spenser avrebbe dovuto cavarsela da
solo. Contava soltanto quel momento, con la luce screziata
che danzava sull'acqua, i tordi sasselli che cinguettavano
e la roccia calda e solida su cui si trovava.
Nel mezzo della cava galleggiava un enorme tronco
d'albero. Che importanza aveva se Miss Skattergoods,
nuda come mamma l'aveva fatta, vi si era arrampicata
sopra e stava muovendo freneticamente le zampe
da gallina cercando di restare in equilibrio e ridendo
come una matta? Non ne aveva. Il colore era tutto ci
che importava, il colpo di pennello.
Uuuh! grid Miss Skattergoods cadendo in acqua
dal tronco.
Carol continu a dipingere.
Spenser prosegu febbrilmente a lavorare anche dopo
il suono del campanello della cena. Heather ud il campanello,
poi la musica e pens: "Un canto di sirena!". Si
avvicin. Quel giorno non aveva lavorato bene. La sua
autobiografia di ceramica era arrivata alla terza media,
ma l'argilla non aveva fatto nulla di ci che lei le aveva
chiesto. Era come un sugo di carne venuto male. Granuloso,
acquoso, pastoso. L'adolescenza era un'et cos
difficile, anche quando la si ripensava in ceramica. La
musica era un sollievo. Qualcosa di arioso e immateriale
che non dovevi per forza ricordare, che non ti si
appiccicava alle mani, che non ti si rapprendeva sulle
scarpe, che non collassava nel forno, che non andava
in mille pezzi sul pavimento.
Heather si blocc. Era sleale con la ceramica e con
l'autobiografia. Eppure quella musica...
Buss alla porta aperta dello studio di Spenser.
Cena? chiese.
Va' pure avanti rispose Spenser. Io resto qui con
Linda.
Aragosta bollita disse Heather. La luce del pomeriggio
entrava obliqua dalla finestra, illuminando
le mani di Spenser che si muovevano sulla tastiera.
Pannocchie di granoturco aggiunse Heather in tono
invitante.
Spenser era combattuto. Il pezzo migliore che avesse
mai scritto o l'aragosta bollita?
Tenendo Heather per mano, facendole dondolare il
braccio avanti e indietro per l'eccitazione, Spenser attravers
il prato verdeggiante con il portatile e la cartella
con gli spartiti sotto l'altro braccio. L'aria proveniente
dal mare portava con s il suono delle onde, la
nota delicata e monocorde di una boa lontana, il profumo
dei pini. Aprendo e chiudendo nervosamente
la borsetta da cui non si separava mai, Heather attese
davanti alla porta del cottage mentre Spenser posava
le proprie cose sul letto e si cambiava la camicia. Lo
guard attraverso la zanzariera, notando il suo petto
muscoloso e glabro come la testa.
Che posto magnifico! esclam lui.
Heather ne convenne in silenzio, finch Carol non
li raggiunse e prese l'altra mano di Spenser. Non per
G.G., ovviamente aggiunse Heather. Santo cielo, fa
un po' treschino: penso che andr a prendere un cardigan.
E batt in ritirata.
Adoro quando dici "santo cielo"! le grid dietro
Spenser.
Bonnie li guard dalla terrazza, distraendosi momentaneamente
dall'immagine del cadavere di G.G.
che veniva trasportato dalla marea. Spenser sembrava
cos felice. Spenser lo sconfitto, Spenser l'imbronciato.
Sei davvero bella disse lui a Bonnie salendo in terrazza
con Carol, che non gli mollava la mano. La vecchia
ha proprio ragione.
Bonnie cerc di sorridere. Il cadavere continuava a
rotolarle avanti e indietro nella mente.
Brutta strega disse Carol.
A me  simpatica ribatt lealmente Bonnie. Era
di gran lunga la pi giovane della compagnia a eccezione
di Tara, che era al primo anno di universit e si
era presa un semestre di pausa allo scopo dichiarato
di infastidire i genitori, entrambi professori di sociologia.
Ogni tanto Bonnie si sedeva fuori dalla cucina a
fumare una canna insieme alla cameriera, e lo trovava
piacevole. Dopo la scoperta del corpo di G.G. aveva
goduto di breve fama, ma ora Miss Skattergoods era
l'unica fra gli ospiti che le prestasse la minima attenzione.
Carol, invece, la snobbava. Per fortuna, si disse
Bonnie. Not che Carol artigliava ancora la mano di
Spenser. Povero Spenser. Se non altro, Carol non portava
i guanti rossi. Aveva chiaramente una cotta per
lui. Ce l'aveva anche Heather: non riusciva a nasconderlo,
nemmeno sotto quel suo finto sorrisetto da virtuosa.
Be', anche gli appiccicosi e i vanesi e gli insipidi
possono sognare, pens Bonnie sentendosi vecchia
e piena di cinica e vissuta saggezza.
Ud Dick, o "In Quanto Scrittore" come avevano cominciato
a chiamarlo alle sue spalle, domandare a Alison
come andavano le ricerche sulla sua famiglia. C'era
forse qualcos'altro fra loro? Magari se lo stava immaginando.
Bonnie temeva di aver cominciato a immaginare
anche altre cose, passi e ombre in agguato in quel
bellissimo posto, sotto il benigno sole al tramonto e il
cielo gentile, prima del mare infinito e dei sussurri delle
onde sui grandi scogli. E quel tintinnio, quasi ogni notte.
Erano le medagliette del cane? Era un sogno? Aveva
sempre troppa paura di scendere dal letto, troppa paura
di guardare fuori dalla finestra, troppa paura di vedere.
Il mondo  bello disse Spenser a nessuno in particolare
quando furono tutti in terrazza. E noi siamo
fortunati ad abitarlo.
Carol inarc le sopracciglia con aria sospettosa.
Heather le scocc un'occhiata indagatrice.
Bonnie ripens per l'ennesima volta al corpo esangue
e gonfio di G.G. e le venne voglia di piangere.
Giusto disse Miss Skattergoods. Tutto sommato.
Al termine di una cena condita con burro a profusione,
alcuni degli artisti andarono a lavarsi le mani e
la faccia mentre gli altri si sedevano sul prato a bere e
a guardare il sole che calava su Phear, intento a svolgere
il suo allenamento a intervalli.
Posso parlarle in privato? bisbigli il detective, e
Miss Skattergoods fu ben lieta di spostarsi in sala da
pranzo con il suo bicchiere di vino.
Oakwood le si sedette di fronte. Infil la mano in tasca
e ne estrasse la fotocopia di un pezzetto di carta su
cui era stato scribacchiato qualcosa.
Questa  la copia di un biglietto che abbiamo trovato
nel portafoglio di Eugene Gill spieg. Non ho potuto
mostrargliela prima perch abbiamo dovuto autenticarla,
tradurla... E sinceramente ho dovuto chiedere
il permesso ai miei superiori.
Non amano le vecchie signore? Sono in pochi ad
amarle, oramai. Perfino in Cina...
Che cosa ne pensa? la interruppe lui, temendo che
si imbarcasse di nuovo, come aveva fatto a cena, in
una dissertazione sui vantaggi del culto degli antenati.
Be' disse lei in tono grave ...
S? ...?
Piccolo. Prese un paio di grossi occhiali da lettura
rossi dalla tasca dei pantaloncini. E... Sollev il foglietto
alla luce e lo scrut.  in latino.
Il detective Oakwood annu spazientito. S. Spectator
fastidiosus sibi molestus. Ma lei che ne pensa?
"Spectator spectatoris, sostantivo maschile disse
Miss Skattergoods. Chiuse gli occhi. Se ricordo bene
continu riaprendoli e scoccando un'occhiata di sfida
al detective e ricordo bene... badi, sono sempre stata
molto brava in latino, ai miei tempi era obbligatorio
anche per noi ragazze... se ricordo bene, "spectator" significa
"osservatore" oppure... Fece una pausa a effetto,
poi concluse in tono deliziato e lezioso: ... oppure
"critico".
Ho pensato la stessa cosa disse Oakwood, e l'aveva
pensata davvero, dopo aver consultato un dizionario
di latino online e un professore del Bates College.
A scuola il detective aveva studiato lo spagnolo, non
il latino, e senza grandi risultati. "Il critico esigente
crea problemi a se stesso" o qualcosa di simile? chiese
senza menzionare il professore o il dizionario online.
Be', G.G. era di sicuro un critico esigente.
Che ha avuto un problema.
D'altra parte, "fastidiosus" pu anche significare
"odioso" riprese Miss Skattergoods e G.G. era
decisamente odioso. Bene bene, questo imprime una svolta
interessante alla vicenda. Certo, potrebbe essere un
motto che portava sempre con s. Per darsi un po' di
tono, capisce, un tono maligno.
 questo che pensa? domand Oakwood.
Oh, no. Io penso che qualcuno lo stesse minacciando,
e lei?
Il che fa sembrare l'incidente sempre meno accidentale.
S conferm Miss Skattergoods. "Spectator fastidiosus
sibi molestus. "Il critico odioso o esigente crea
problemi a se stesso." Ma qualcuno sembra aver dato
una spintarella ai problemi.
Oakwood annu. Avevo gi i miei sospetti, ovviamente.
Nei casi di annegamento come questo bisogna
sempre considerare la possibilit che ci sia sotto
quello che noi chiamiamo un "foul play", un crimine.
Ma a questo punto temo non ci siano pi dubbi.
Omicidio disse Miss Skattergoods guardando con
espressione cupa fuori dalla finestra. Che sventura.
Che sventura ripet che lo odiassero cos in tanti. 
come un ago in un pagliaio d'odio.
Oakwood scosse la testa. Stiamo diventando sentimentali,
Miss Skattergoods?
Sa disse lei fissandolo da sopra gli occhiali da lettura
adoro l'espressione "'foul play". Indica semplicemente
una palla uscita dal campo, giusto? O un colpo
sotto la cintola. Ma il suono, le associazioni... "Foul",
un termine che significa malsano, inquinato, puzzolente,
disgustoso... E "play", una parola cos allegra e infantile,
tutta sorrisi e riccioli biondi al sole. Oh, s, detective,
devo proprio ammetterlo, l'adoro.
...
.
...
CAPITOLO 9.
...
.
...
La morte viene.
...
.
...
Spenser de los Angeles stava scrivendo la prima bella
musica della sua vita. Carol Grey si dedicava ai suoi
dipinti monocromatici con crescente eccitazione. Bonnie
aveva finito di costruire la casa in miniatura e se
la portava dietro dappertutto, fotografandola in ogni
possibile ambientazione. Alison Left sembrava soddisfatta
delle ricerche sulla famiglia del loro anfitrione, i
Treekape. Il professor McPherson faceva lunghe, pensose
passeggiate con.un libro in mano. Perfino Dick,
il padrone di casa, si chiudeva ogni giorno a scrivere
nello studio della grande casa.
Il lavoro non veniva affatto trascurato, anzi, era diventato
quasi una fuga, un ritiro degli artisti dal loro
ritiro per artisti. Perch era anche vero che Treekape
aveva cessato di essere un benevolo isolotto di squisita
bellezza e serenit ed era diventato un luogo disagevole,
isolato ed esposto nel vasto, indifferente oceano del
sinistro e dell'inaspettato. A causare quel cambiamento
era stata una semplice notizia. "Penso che dovreste
sapere che non sto pi indagando su un annegamento
accidentale" aveva detto il detective con l'aria da ragazzo,
e gli artisti riuniti avevano tirato un sospiro di sollievo
al pensiero della sua partenza, finch Oakwood
non aveva aggiunto: "Ora sto indagando su un omicidio".
Era stato commesso un assassinio, e i residenti
avevano preso a guardarsi le spalle e a rimpiangere
che le pittoresche porte dei cottage, con i loro antiquati
chiavistelli, non fossero dotate di serrature. Una delle
prevedibili conseguenze era proprio il fatto che si
mettessero a lavorare con rinnovata lena.
"Annegher nel lavoro" pens Spenser, pentendosi
subito della parola "annegare".
"Mi seppellir di lavoro" pens Bonnie, pentendosi
subito della parola "seppellire".
Ma questo fu ci che fecero: annegarono, si seppellirono
di lavoro, sperando di dimenticare che Eugene
Gill era finito annegato e sepolto.
Lavoravano tutti, tranne Miss Skattergoods. Lei
sembrava semplicemente poltrire, con un thermos in
mano e uno dei suoi numerosi strani cappelli in testa.
Chiacchierava con chiunque le si avvicinasse, dormiva,
curiosava.
"Se solo si sedesse a scrivere uno dei suoi stupidi
gialli" pens Carol mentre si recava a dipingere alla
Cava Nuda. "O andasse ad affogare il cane, invece di
limitarsi a parlarne." Qualsiasi cosa che potesse tenerla
occupata e lasciare in pace lei nel suo delizioso rifugio
privato. Carol risal la collina, attravers la pineta,
super le betulle e usc sotto il sole improvviso e accecante
della cava, alla luce del primo pomeriggio riflessa
dallo specchio d'acqua.
Con grande sollievo di Carol, Miss Skattergoods non
c'era. In quel momento stava varcando le portefinestre
della grande casa, entrando in biblioteca. Reggeva in
mano il thermos pieno di spremuta d'arancia fresca e
un filo di gin. Era una giornata calda e bisognava pure
idratarsi, si disse bevendo un sorso. Perlustr le pareti
con lo sguardo, poi il piano della bellissima, vecchia
scrivania. Niente. Soltanto qualche stampa di uccelli
costieri dalle zampe lunghe che proteggevano i loro
nidi. Anche Dick stava proteggendo qualcosa, Miss
Skattergoods ne era sicura. Ed era un gran bel nido, il
suo. Cos'era che stava proteggendo? Il nido? Da chi?
E in che modo era minacciato?
Perch non c'erano foto di famiglia? si domand,
non per la prima volta. Percorse il corridoio e guard
il grande ritratto di Arthur, il padre di Dick. L'unica
foto dei Treekape in tutta la casa. Arthur la fissava di
rimando, solenne, sospettoso, sdegnoso. Un po' come
Dick, eppure completamente diverso. Il naso di Dick
era lungo e sottile, il mento scolpito, la bocca un sorriso
affettato, laddove la fotografia appesa al muro mostrava
un uomo dai lineamenti grossolani e marcati e
dagli occhi grandi e sporgenti.
Miss Skattergoods chiuse i suoi, di occhi, e cerc di
ricordare Arthur Treekape. Lo chiamava zio Arthur?
Le era simpatico? Era passato troppo tempo. Era passato
troppo tempo per tutto. A volte era cos difficile
ricordare. Ma idee perdute, parole perdute, ricordi
perduti... di solito ritrovavano la via di casa come gatti
randagi. "Gatto" pens. "Gatto." Le rammentava qualcosa.
Le rammentava quello che aveva scordato. Forse,
se si fosse trattenuta abbastanza in quel corridoio
silenzioso, appollaiata sulle sue sottili gambette come
uno degli uccelli delle stampe di Dick, sarebbe riuscita
a ricordare di che si trattasse.
Alison stava percorrendo a piedi gli ottocento metri di
strada fino alla biblioteca. Quant'era diverso da New
York, si disse. Una stradina stretta e tranquilla, la luce
screziata del sole, i gabbiani che volteggiavano nel
cielo. E poi il paesino: poche case sulla collina che sovrastava
il porticciolo, gi da High Street fino a Front
Street, svolti a sinistra e trovi il piccolo supermercato,
la pizzeria, il ferramenta, l'ufficio postale e la strana
biblioteca di granito, una miniatura rattrappita di casa
Treekape. Alison grid un saluto al bibliotecario sordo
e sorridente, i cui occhialini tondi scintillavano alla
perenne luce del sole, e apr la scatola di corrispondenza
che stava studiando.
"C' qualcosa di strano" pens sfogliando le lettere.
"C' qualcosa di strano" pens Carol sulla riva della
Cava Nuda.
 sbagliato disse Heather mentre Spenser la spingeva
con forza contro la parete del suo cottage, baciandola.
Ops! Ho sbagliato stanza esclam Phear, e Bonnie,
che era distesa sul letto e stava fissando vacua il soffitto,
si volt verso di lui un po' sorpresa. Demenza senile?
Ma era sbagliato giudicare un anziano, anche se
in quel momento le faceva male la testa.
Phear fece ritorno in camera sua e chiuse la porta. Tir
fuori il suo taccuino segreto, quello che teneva chiuso
a chiave in valigia. "Mi sono sbagliato?" vi scrisse.
Miss Skattergoods si allontan dal ritratto dello
zio Arthur e si ferm sul prato, abbagliata dal sole.
Guard Dick affaccendato sul suo motoscafo rosso.
"Quell'uomo ha qualcosa di strano" si disse. "Di molto
strano."
Dal suo motoscafo, spugna in mano, Dick Treekape
la guard accendersi una sigaretta, sfilarne un'altra
da dietro l'orecchio, accenderla con quella che aveva
in bocca e fissarlo. Cos'aveva da guardare? E se
avesse causato altri problemi? L'inconveniente di
G.G. era gi stato fin troppo. Perch era cos strana,
quella vecchia?
Lei continu a fissarlo con una sigaretta in ciascuna
mano, poi le lasci cadere entrambe sull'erba e le
schiacci. Brutto vizio disse ai mozziconi contorti
come se stesse sgridando il cane. Pessimo!
Alison fissava affascinata qualcosa all'interno della scatola,
fra un foglio di carta ingiallita e una busta marroncina.
Che cos'era? Lo sollev con cautela: un orologio
antico con il cristallo incrinato. Un orologio in una
scatola d'archivio? Doveva essere scivolato dal polso
di chi aveva archiviato le carte, anni, decenni prima.
Era bellissimo. Un magnifico manufatto. Lei ne aveva
uno identico. Ma... era il suo! Il suo Hamilton, l'orologio
scomparso!
Il mio orologio! esclam. L'ho ritrovato!
Lo sollev con un gesto trionfale. Il bibliotecario non
alz nemmeno la testa dal suo libro.
Alison fece scorrere un dito sulla ragnatela di incrinature
sul vetro. Doveva esserle caduto mentre rovistava
nella scatola. Il suo bellissimo Hamilton d'epoca.
Il suo orologio preferito, regalo dell'amato, defunto
marito. Doveva essere caricato ogni giorno, e tutte le
mattine le faceva pensare a lui. Le ricordava tutto ci
che aveva perduto. "Essere amato  tutto ci di cui
ho bisogno" recit piano "e chi amo l'amo davvero."
Tocc la piccola corona dentellata, la sent ruotare
come sempre fra le dita, e si mise all'ascolto del suono
antiquato delle minuscole rotelle che muovevano altre
minuscole rotelle, del sottile e rassicurante ticchettio.
Ma non ud nulla. I meccanismi giravano a vuoto,
le lancette non ticchettavano. Il suo bellissimo orologio
era rotto.
Come poteva essersi sfondato il cristallo su un soffice
letto di vecchie buste e missive? E, pensandoci bene,
come poteva aver fatto cadere l'orologio in quella scatola
tre giorni addietro, quando era sparito, se l'aveva
presa e aperta solo il giorno prima?
Alison si abbandon sullo schienale di legno della
sedia, reggendo con delicatezza l'orologio sul palmo
e ripensando al passerotto ferito che aveva raccolto
da bambina e che poi le era morto in mano. C'era
perfino del sangue, schizzi di sangue di passerotto sul
cinturino, volute rosse e sottili, una delicata calligrafia
da passerotto.
Alison si rese conto, come se si stesse osservando
da una grande distanza, di aver smesso di respirare.
Si sent venir meno. Si costrinse a inspirare ed espirare.
Avvicin il cinturino agli occhi. Minuscole lettere
rosse formavano una frase, una frase in latino: "Tempus
obit mors venit".
Carol, nel frattempo, stava sistemando il cavalletto.
Continuava ad avvertire che c'era qualcosa che non
andava nel suo idilliaco rifugio, e odiava quella sensazione.
"Probabilmente  solo la mancanza di Miss Skattergoods"
si disse. "Non sei abituata al silenzio. Goditi
la libert e la solitudine, goditi l'assenza della Matta
di Treekape." Estrasse diligentemente pennelli, tavolozza
e colori, ma non riusciva ad allontanare quella
strana sensazione.
Fu soltanto un'ora dopo, quando si sedette sulla riva
rocciosa del laghetto e svit il tappo della sua bottiglietta
d'acqua, che ne vide la causa. Mentre era in piedi, era
rimasta nascosta dall'ombra e dai rami del salice piangente,
ma da quella nuova angolazione non la si poteva
non vedere. Tracciata con il suo stesso colore blu
cobalto, una grossa scritta copriva una roccia: le lettere
tondeggianti, scritte in un carattere fumettistico, lettere
blu profilate di smalto per le unghie rosso, formavano
la frase: "Hora fugit rapide lethumque invadit inermes".
Si ritrovarono tutti in terrazza, impauriti, ostili, silenziosi.
"I reclusi" pens tetramente Oakwood.
Che cosa sta succedendo? domand finalmente
Alison guardando nervosamente gli altri. Che cosa
significano questi... messaggi?
Nessuno le rispose. Si udiva soltanto il ronzio delle
zanzare. Il grido di un gabbiano nel cielo. Il martellio
incessante del mare.
Okay disse Oakwood. Esaminiamo i fatti, d'accordo?
Si rese conto che era una tipica frase da piedipiatti.
Ma cos'altro si poteva fare se non esaminare i fatti,
se cos li si poteva chiamare?
Dick annu nervosamente. I fatti ripet. Reggeva
un vassoio di ostriche un po' come un supplice, riflett
Oakwood. Come se la sua generosit e l'offerta
dei frutti del mare avessero il potere di far scomparire
i problemi.
Temo che i fatti non mi piacciano disse Carol.
Dopo tutto, erano il mio colore e il mio smalto per le
unghie, ho riconosciuto la tinta... Vi fu un mormorio
generale di assenso: il rosso acceso era inconfondibile.
Per cui mi fanno schifo, i fatti.
Se non altro sappiamo che non  stato il cane disse
Bonnie.
Ah! sbott Phear, palesemente poco convinto.
Ma cosa significa? ripet Alison.
 il mio? La mia scritta? esclam Carol.
Cosa le fa credere che sia sua? domand il detective
Oakwood.
Oh, per l'amor del cielo esplose Carol, posando
violentemente il bicchiere di vino sul tavolo. Visto?
Lo sapevo: gi cominciamo con l'atteggiamento sospettoso...
Voleva solo chiedere cosa significava intervenne
Bonnie. Giusto, Carol?
 quello che ho detto, no?
Alison aveva ficcato l'orologio in mano a Miss Skattergoods.
La vecchia signora lo esamin attentamente
da dietro gli occhiali da lettura. Significa: "Il tempo
muore, la morte viene" disse. Pi o meno.
Bonnie si sentiva male. In quel posto la morte sembrava
essere dappertutto. Arrivava a riva con la marea.
Tintinnava, tuonava e scriveva in latino.
"Hora fugit rapide lethumque invadit inermes" recit
Carol tirando la manica dell'anziana giallista come
una bambina viziata. "L'ora fugge rapida", quella
parte  chiara...
"Il tempo muore"? stava ripetendo Alison, sinceramente
sconcertata e turbata. Non ha senso.
Ah, perch la mia ha senso? chiese Carol. Tutta
questa storia  insensata...
Al contrario disse Miss Skattergoods in tono grave.
Temo proprio che per qualcuno abbia senso.
Ma che significa "lethumque"? insistette Carol,
quasi sbuffando di impazienza.
Significa "morte", cara rispose Miss Skattergoods.
Significa "morte".
"Hora fugit rapide lethumque invadit inermes."
"L'ora fugge rapida e la morte soggioga gli inermi."
Quando gli uomini di Oakwood ebbero finito di fotografare
la scena, Dick incaric i gemelli giardinieri di
cancellare la scritta, ma loro riuscirono soltanto a versare
i detergenti tossici nelle acque pure della cava, e Miss
Skattergoods, a cui l'avvertimento in latino non dava
alcun fastidio, li cacci via. Chiese a Carol un tubetto di
grigio e copr lei stessa le parole, in piedi nel laghetto.
Chi era stato? Le impronte rilevate attorno alla cava
erano quelle che ci si sarebbe aspettati di trovare. Carol
Grey, Miss Skattergoods, P.E. McPherson, Dick Treekape,
Spenser de los Angeles, Bonnie Myrtle, Alison Left, perfino
la timida Heather Kelly: tutti erano andati a fare il
bagno alla cava. E per quanto riguardava il messaggio
che Alison aveva trovato, improbabilmente tracciato
sul cinturino del suo orologio, chiunque poteva essere
sfuggito alla sorveglianza del bibliotecario sordo e distratto
per depositare l'orologio nella scatola d'archivio.
"Tempus obit mors venit."
Poteva essere stato chiunque. "Il tempo muore, la
morte viene." Ma, chiunque fosse stato, aveva avuto cura
di non lasciare impronte sull'orologio o sulla scatola.
 interessante che lo stesso giorno siano stati rubati,
seppelliti e riesumati gli orribili guanti rossi di Carol
Grey fece notare Miss Skattergoods al detective. Che
riposino in pace.
Non crede che sia stato il cane a seppellirli? domand
Oakwood. Pensa che qualcuno li avesse indossati
per scrivere i messaggi? Sono abbastanza grandi.
Forse  stato O.J. Simpson.
Guanti da cocktail disse l'anziana signora in tono
sognante. Non avrei mai immaginato di rivederne
un paio.
I messaggi sono molto morbosi. Oakwood cerc
di riportarla all'argomento della discussione, come gli
capitava spesso di dover fare. Molto minacciosi. Ma
perch? Per quale motivo uno qualsiasi di loro dovrebbe
minacciare gli altri?
Quando lo sapremo, sapremo chi  l'assassino.
Pensa che le cose siano collegate?
La selezione naturale potr anche essere casuale,
caro il mio detective, ma l'omicidio lo  di rado. E tre
minacce di morte in latino... Non  necessario essere...
be', essere me per vedere i collegamenti.
Oakwood fece un respiro profondo. Okay disse
dopo un minuto. Cominciamo con il primo messaggio,
il biglietto nel portafoglio di Gill.
"I critici sgradevoli si scavano la fossa da soli." Tradotto
approssimativamente.
La fossa di Gill era liquida, riflett Oakwood, ma
qualcuno gli aveva dato una mano a scavarla. Chi? Sua
moglie  morta. L'eredit  andata tutta alla figlia, che
vive in Australia e al momento della morte del padre
non si trovava nemmeno nello stesso continente. Il testamento
era immutato da dieci anni.
Dunque i soldi non ci portano da nessuna parte
concluse Miss Skattergoods. Non mi sorprende. C'
un che di vendicativo in questo omicidio, non trova?
Tutto questo macabro latino. Il tono da "la fine  vicina"
dei messaggi. Dev'esserci un collegamento, e il
collegamento dev'essere uno degli artisti ospiti della
residenza. Il movente non sembra la cupidigia, ma la
vendetta. E a ucciderlo dev'essere stato uno di noi. Le
brillavano gli occhi. Uno qualsiasi di noi.
Una delle vittime della vittima? Non star insinuando
che una persona possa uccidere per una stroncatura.
Non ne sono sicura disse lei in tono pensoso. Capisce,
non ne ho mai ricevute.
...
.
...
CAPITOLO 10.
...
.
...
Qui succedono cose terribili.
...
.
...
Al di l del piccolo pontile, protetta da una lunga, sottile
penisola, si estendeva una baia perfetta per le gite
in canoa. La vecchia giallista era languidamente abbandonata
sullo schienale di una canoa di legno laccato.
Dietro di lei, il detective Oakwood pagaiava sentendosi
un po' come uno degli schiavi di Cleopatra, se Cleopatra
fosse stata una lesbica ottantenne con un'enorme
maglietta di Jimi Hendrix.
La pala della pagaia si immergeva con uno sciabordio
musicale, mettendo in fuga le libellule dai corpi
luccicanti. Oakwood ud il rumore raschiante prodotto
dal tappo a vite del thermos di Miss Skattergoods.
Parlando del diavolo disse la vecchia signora. In
lontananza, Oakwood scorse Dick che percorreva il
pontile e saltava sul suo motoscafo rosso, seguito dal
cane con addosso un giubbotto salvagente arancione.
Ma non ne stavamo parlando osserv. E lei non
pensa che Dick sia il diavolo, vero?
C' qualcosa di sospetto, nel mio caro cugino Dick.
Pensieroso, Oakwood pilot la canoa verso Dick e
il motoscafo rosso. Dick Treekape era un personaggio
importante nel Maine, e per questo il detective stava
gi subendo pressioni affinch si sbrigasse a chiudere
il caso. Quelle ingerenze erano di certo sufficienti
a fargli provare avversione per Dick, ma non c'erano
elementi per sospettare di lui.
In realt non mi fido di nessuno di loro aggiunse
Miss Skattergoods. Tranne che della piccola Bonnie.
Gi, la ragazza innocente e lentigginosa di cui Miss
Skattergoods sembrava essersi invaghita. Se lo sarebbe
meritato se Bonnie si fosse rivelata la mente di quella
vicenda di morte e di inganni.  la sola ad avere sentito
tuonare, quella notte disse Oakwood. L'unica.
Ora erano seduti uno di fronte all'altra sulla canoa, e
si lasciavano trasportare dalla corrente. La brezza soffi
il fumo della sigaretta di Miss Skattergoods sul viso del
detective. Che genere di tuono si sente in una notte
serena? prosegu lui. Attraverso il velo di fumo osserv
Dick. Probabilmente era solo il mare. Era agitato,
quella notte. Luna piena... Allontan il fumo agitando
una mano. Sta inquinando l'aria fresca del grande
Stato del Maine disse in tono irritato alla giallista.
Sciocchezze decret Miss Skattergoods.
Inquinamento nel cielo sereno. Tuoni nel cielo sereno.
Se solo il suono che Bonnie aveva udito quella
notte, il tuono nella notte senza tuoni, se solo la fonte
di quel suono fosse stata facile da identificare come la
sigaretta della vecchietta, pens Oakwood guardando
Dick che avvolgeva le cime della barca e si affaccendava
sul motore. Altro inquinamento.
Inquinamento...
Tuono...
All'improvviso prese a remare come una furia verso
riva. La canoa si aren sulla spiaggia e Oakwood
gett a terra la pagaia.
Venga con me disse. Presto, presto, coraggio!
Attravers a passo rapido il prato verso il cottage di
Bonnie, tenendo per mano Miss Skattergoods e trascinandosela
dietro. Giunto davanti alla finestra, si blocc.
Ho un'idea disse.
Sua madre sarebbe fiera di lei comment Miss Skattergoods
in tono palesemente irritato. Non era riuscita
a chiudere bene il thermos, e una macchia appiccicosa
di gin e spremuta d'arancia si stava espandendo
dalla tasca a tutta la gamba dei pantaloncini.
Oakwood indic il pontile. Guardi disse. E ascolti
bene.
Dick ora era al timone del motoscafo. Si ud un suono
stridente, seguito da un breve brontolio e subito dopo
da un ruggito che sovrast lo scrosciare delle onde: un
rombo tonante.
Ah, capisco! sussurr eccitata Miss Skattergoods
mentre il motoscafo rosso si staccava dal pontile e scivolava
sull'acqua e il rombo si perdeva quasi immediatamente
in lontananza. Guard il detective Oakwood,
aspir una boccata profonda dalla sigaretta, pieg
la bocca e soffi il fumo verso sinistra. Il tuono!
esclam. Il genere di tuono che si sente in una notte
serena.
Phear aveva allungato le sue sedute di allenamento
al punto che, quando non si aggirava ansimando con
il cane che gli mordeva i talloni, sembrava semplicemente
esausto. Percorreva avanti e indietro il prato e
la spiaggia, il perimetro della casa e del gruppo di cottage,
saliva e scendeva lungo i sentieri nei boschi. Era
dappertutto, una sentinella con le guance rosate e le
camicie a maniche corte chiazzate di sudore.
"Eccoti qui, Dick!" pens durante una camminata
del dopocena. Dick stava sistemando le sedie in terrazza.
Ogni cosa sembrava perfetta, bilanciata, in pace
con la natura e accogliente per lo spirito elevato e le
forme flaccide dell'essere umano.
Oh, s, Dick Treekape aveva un gran bel posto. Oh,
s, Dick Treekape lo condivideva con il resto del mondo.
Ma c'erano altre cose che Dick Treekape aveva fatto,
cose segrete che Phear avrebbe potuto condividere
con il resto del mondo.
Phear si ferm accanto alla finestra della cucina, apr
il libro che aveva in mano e si addoss alla fresca
parete di granito della casa. Il maledetto cagnaccio l'aveva
seguito e lo stava guardando.
Phear sapeva che non c'era modo di sottrarsi a quella
faccenda, che doveva restare a Treekape e andare fino
in fondo. Ma era stanco, e si sentiva molto solo. Le cose
che aveva saputo e quelle che doveva ancora scoprire
lo separavano dagli altri. Se solo avesse potuto allontanarsi
da quel posto e dimenticare tutto ci che vi era
successo. Sentiva la mancanza di sua moglie Ying, ma
anche se fosse fuggito da quell'isola dimenticata da Dio
non l'avrebbe trovata a casa. Ying era a Victoria da sua
madre, dalla sua sgradevole madre, che per quanto si
agitasse e protestasse era ormai in fin di vita. Phear era
indifferente alla morte della vecchia se non per le sofferenze
che avrebbe causato a Ying, la sua povera, cara
Ying, che aveva gi perduto il padre e il fratello. La sua
piccola sposa bambina, la sua brillante studentessa, la
sua musa. Non le aveva detto dove sarebbe andato n
perch. Era il suo modo di proteggerla. Lei lo credeva
in ritiro in Nuova Scozia. Non le aveva mai mentito
prima d'ora, ma cos'era una bugia in pi in quella
pesante coltre di menzogne di cui si era ammantato?
Era stato fin da subito un progetto folle e disperato.
E adesso? Peggio che disperato. Phear si diresse verso
il mare, osservandolo. Odiava il mare. Vi succedevano
cose terribili. Cose che ti tormentavano e che trasformavano
la vita in qualcosa di oscuro e crudele.
Cambi direzione all'improvviso e and a sbattere
contro Oakwood. Che cosa ci faceva l il detective? Lo
stava seguendo? Lo super con un saluto che era poco
pi di un grugnito.
Oakwood lo guard allontanarsi. Un uomo goffo, il
professor McPherson. Concentrato su ci che faceva fino
a sfiorare la cecit. Le sue orbite e passeggiate energetiche.
La sua dedizione alla storia sociale di un animale
nei cui riguardi era tutt'altro che socievole. I suoi bermuda
scozzesi, le sue calze spaiate (una cammello, l'altra
marrone), le sue scarpe nere eleganti. "Dev'essere terribilmente
miope" pens il detective. Lui era presbite,
qualcosa che considerava pi di una semplice questione
fisica. Gli piaceva l'idea di vedere lontano, e sorridendo
mentre osservava la ritirata del professor McPherson
prov un moto d'orgoglio per la propria abilit.
L'intuizione che aveva avuto riguardo al motoscafo
e al tuono, per esempio. Aveva guardato Dick avvicinarsi
al motore e all'improvviso aveva capito: i motori
dei motoscafi da corsa producono un rombo simile
al tuono. Qualcuno era uscito con quel motoscafo
la notte in cui Gene Gill era stato assassinato, e prima
era passato davanti al cottage di Bonnie con le chiavi
della barca. Le chiavi avevano tintinnato. Il motore
aveva tuonato. Erano i suoni che aveva udito Bonnie:
le chiavi, il motore e la persona che era uscita in mare
per incontrare e uccidere G.G.
Nella luce intensa del pomeriggio settembrino il
detective Oakwood si prepar a rifare le sue domande,
gli stessi interrogativi alle stesse persone. Svuoti le
tasche, poi le svuoti di nuovo, poi rovesci i pantaloni
e li scuoti, poi controlli nel cassetto. Era la sua tecnica.
Funzionava quando cercava un biglietto da dieci dollari
smarrito, ed era abbastanza efficace anche nel lavoro.
Si spinse fino al limitare del prato, dove cominciava
la spiaggia. Vide Bonnie distesa bocconi sugli scogli
bagnati, intenta a fotografare qualcosa: la sua piccola
casa di bambola.
Bonnie si alz e spost la casetta sul prato, accanto
ai piedi del detective. Le dispiace? domand accovacciandosi
e cominciando a scattare.
Oakwood mosse i piedi con fare impacciato.
Ottimo, ottimo, non smetta disse lei.
Non ricorda altro? domand lui, continuando a
muovere i piedi e sentendosi un po' stupido. Di quel
giorno? Della notte prima?
No rispose Bonnie. Solo quel tintinnio. Non riesco
a togliermelo dalla testa. E il tuono. Lo sento ancora,
il tintinnio. Lo sogno ogni notte. Vorrei che fosse stato
tutto un sogno.
Sollev la casetta per mostrarla al detective. All'interno
c'era la minuscola figura di un uomo pallido e
gonfio, vestito con un maglione blu e bianco, pantaloni
bianchi e una sola, piccola microscopica calza bianca,
disteso in un intrico di alghe verdi.
Lo riconosce? domand ansiosa. Ho portato il corpo
in casa, non so perch. Mi  sembrato giusto farlo.
Molto... "Molto cosa?" si chiese Oakwood. Molto
bello disse poi.
Grazie! Il maglioncino l'ha fatto Heather.
Oakwood si allontan con una sensazione di disagio.
Bonnie sentiva ancora il tintinnio? Stava diventando
morbosa. Di sicuro, c'era un che di morboso nella
minuscola riproduzione dell'annegato, con la sua scia
di sottili alghe di lam verde.
Il detective trov Carol Grey alla cava, dove ancora
una volta non aveva potuto fare a meno di tornare.
Era in piedi davanti a una grande tela coperta di un blu
grumoso, e nel vederlo gli rivolse un sorriso civettuolo.
Salve, intrepido detective. Nessun altro corpo, spero?
Aveva in mente qualcuno?
Oddio, no. La sola idea di un corpo alla Cava Nuda
mi d il voltastomaco, e, mi creda, ne ho gi visti fin
troppi. Perch devono tutti fare il bagno nudi? Dov'
l'attrattiva? Non sar venuto anche lei a fare un tuffo
al naturale, spero.
Oakwood rivolse un'occhiata bramosa allo specchio
d'acqua, poi torn a spostarla su Carol. Aveva conosciuto
ragazze come lei, anche se Carol era forse il caso
pi estremo. Di solito erano le vittime dei delitti, non le
colpevoli. Ma poi ramment le parole di Miss Skattergoods:
"Chiunque di noi" aveva detto. "Uno qualsiasi."
Perch me lo chiede di nuovo? domand Carol
quando il detective torn a interrogarla sulla notte
prima della scoperta del corpo di G.G. La sua espressione
ammiccante si trasform in una smorfia risentita.
Lei mi offende.
La donna cominci a muovere i grossi piedi avanti
e indietro, come una cavalla infastidita dalle mosche,
pens Oakwood in modo poco carino. Ma perch era
improvvisamente cos nervosa, cos circospetta, al punto
da distogliere lo sguardo?
Pura e semplice routine disse lui. Ed era vero: era
la sua routine.  sicura di non aver udito nulla?
E cosa dovrei aver sentito? scatt lei. Aveva smesso
di dipingere, e inizi a strofinare con furia la tela
con uno straccio.
Porte che si aprivano e si chiudevano? Una zanzariera
che sbatteva?
Ah, capisco. Fece una risata un po' troppo forte.
Non sapevo di doverle dire che sono andata in bagno...
e non ho visto nessuno.
No?
Nessuno ripet lei. Lo fiss negli occhi e insistette
in tono petulante: Assolutamente nessuno.
Oakwood la lasci, una sagoma proiettata sullo sfondo
sgargiante del cielo. "Chi sar di preciso questo nessuno?"
si domand.
Trov Heather che lavorava a maglia in giardino.
Non sono uscita si affrett a dire lei non appena
ud la sua prima domanda. Lo guard allarmata dal
basso. Gliel'ho detto, ero in camera mia. Sono rimasta
tutta la notte in camera mia.
Giusto. Oakwood scrisse qualcosa sul suo taccuino.
Cosa sta scrivendo? Che ero in camera mia?
Sorrise. "S" pens. " precisamente quello che sto
scrivendo. "In camera mia." Non "in camera": "in camera
mia". Se dovete proprio mentire, gente, fareste meglio
a ripassare i fondamentali." Ma Oakwood era abituato
a udire menzogne. Spesso indicavano semplicemente
diffidenza nei riguardi della polizia. Nessun rumore?
domand. Un tuono, per esempio?
Tuono? Heather lo guard con aria vacua, poi disse:
Ah, i tuoni... ma certo. Molti tuoni. Moltissimi.
Stava nascondendo qualcosa, e non se la stava cavando
granch bene. D'altra parte, tutti sembravano
nascondere qualcosa.
Quando Alison Left disse che aveva preso un sonnifero
e non aveva udito nulla, Oakwood prov quasi
sollievo. Una risposta senza ambiguit.
Dorme male? domand.
Incubi disse lei. Incubi terribili, grotteschi. Lei non
fa mai brutti sogni, detective? Li far per forza. Vede
cos tanta morte nel suo lavoro, giusto? Spero che qui
non ci siano altri problemi...
Sembrava sinceramente impaurita. No, no, Mrs
Left la rassicur lui. Sto solo mettendo qualche puntino
sulle i.
Ah. Bene. E la prego, mi chiami Alison. Non ho mai
assunto il cognome di mio marito, e il "Mrs" mi sembra
sempre bizzarro. Come mia madre. Anche se suppongo
di essere ormai vecchia come lei.
Oakwood scoppi a ridere.
Insomma, sa cosa intendo concluse lei.
So benissimo cosa intende rispose lui, e part alla
ricerca di Spenser.
Ho sentito russare la vecchia disse questi. Sembrava
proprio un tuono, lasci che glielo dica. Porte?
Forse. Non ricordo di preciso. Ma c' una cosa...
Mi dica.
Be', vede... mi sono alzato per andare in bagno. A
cena avevo bevuto molto. Forse ho sbattuto una porta.
Quelle zanzariere... No, non ho idea di che ora fosse.
Ma il fatto  che non ero solo. Ho visto qualcun altro.
Qualcuno diretto verso la casa principale.
Chi era?
Non lo so, detective. Non avevo le lenti a contatto.
Ho visto solo una persona di schiena. Maschio, femmina?
Non ne ho idea.
"Non ne ho idea". "Nemmeno io" pens Oakwood
percorrendo il lungo corridoio dell'edificio di granito.
Si ferm a guardare l'imponente fotografia di Arthur
Treekape, il minaccioso genitore di Dick. Poi, sotto il ritratto,
su una grossa credenza decorata, scorse un polveroso
vaso di cristallo. Nel vaso c'erano tre chiavi con
un portachiavi a forma di motoscafo rosso. Chiunque,
pens, avrebbe potuto prenderle. Le sollev con una
penna a sfera e le scosse leggermente. Un sonoro tintinnio
echeggi nel lungo corridoio.
Era ancora eccitato per la scoperta delle chiavi e stava
cercando Miss Skattergoods quando incapp nel
professor McPherson, appoggiato alla parete esterna
della casa con un libro in mano e lo sguardo perso
a oriente. In quella direzione era gi buio, ma alle
sue spalle c'era un meraviglioso tramonto. Che strano
individuo.
Il tramonto  dietro di lei osserv Oakwood.
Come Alice B. Toklas rispose Phear. Sedeva sempre
dando le spalle al panorama.
"Strano individuo" pens di nuovo il detective, e
cominci a interrogarlo.
Ah, s, ho sentito una porta che si apriva e si chiudeva
conferm il professore.
Perch non me l'ha detto prima?
Lei non me l'ha chiesto disse sorpreso. Mi ha
chiesto se avessi sentito qualcosa di insolito. Una porta
che si apre e si chiude non ha niente di insolito. Si sporse
in avanti con fare confidenziale e bisbigli: Una delle
donne che andava in bagno. Mia moglie si alza sempre
nel bel mezzo della notte, non so se mi spiego. Grazie
al cielo,  un problema che io non ho. Torn ad assumere
un tono normale: Mi sono riaddormentato subito.
Erano circa le tre, mi sembra. Tuoni? No, no, certo
che no. Era una notte serena, di luna piena. Bellissima.
Davvero? La mattina dopo c'era una gran nebbia.
Non ho il controllo sull'andamento del tempo,
detective.
"Questo no" pens Oakwood. "Ma se non sei sceso
dal letto, come fai a sapere com'era il cielo, tu e la
tua luna piena?"
Dormo con le persiane aperte continu McPherson
come se gli avesse letto nel pensiero. Da sempre.
Per un attimo Oakwood ebbe la sensazione che il
professore si stesse prendendo gioco di lui, ma sembrava
cos bonario, con quei suoi capelli bianchi e quelle
sue guance colorite.
Conosce bene il latino, professore?
Altri messaggi apocalittici? domand Phear turbato.
Che strano...
No, per il momento nessun altro messaggio.
Bene. Meglio cos. Be', il mio latino  ancora passabile.
Sono abbastanza vecchio da averne scordato un
bel po', ma anche da averlo imparato bene. Fece un
sorriso orgoglioso. Quei messaggi sono molto allusivi,
non trova? Davvero molto arguti.
Trova? A me sembrano solo sinistri e confusi disse
il detective.
Phear parve riflettere. Bene, bene disse dopo un
minuto.
Che cosa sta leggendo? domand Oakwood. 
un bel libro?
Il grande massacro dei gatti rispose Phear.
"Che idea allegra" si disse Oakwood. "Un massacro."
Un'opera eccezionale. Ma a lei, detective, consiglierei
il romanzo di Dick Treekape. Mi pare di capire
che non l'abbia ancora letto. ,
No, non l'ho letto replic il detective, imbarazzato.
E si chiese come facesse a saperlo quel pancione
con i suoi bermuda scozzesi cascanti.
...
.
...
CAPITOLO 11.
...
.
...
Prigionieri in paradiso.
...
.
...
Alla Treekape Artists Colony regnava la tensione.
Un uomo era annegato, e quello che sulle prime era
sembrato un tragico incidente si era rivelato qualcosa
di molto peggio. Per una persona normale l'omicidio
 impensabile, e almeno in questo i sette ospiti
di Treekape erano abbastanza normali. Fra loro si aggirava
un detective con le sue domande. Il direttore
della residenza, il raffinato e talentuoso autore e filantropo,
sembrava teso e ansioso. I residenti si guardavano
chiedendosi: "Chi di noi  stato?". Carol Grey,
donna calcolatrice e sarcastica, trascorreva sempre
pi tempo da sola alla cava abbandonata, dipingendo
le acque scure e profonde del laghetto. Che cosa
significava? Il professor McPherson svolgeva il suo
strano allenamento con un'energia quasi convulsa. I
suoi andirivieni sul prato tradivano forse una frenesia
alla Lady Macbeth? Spenser de los Angeles usciva
dal suo studio soltanto per i pasti, che consumava
con il medesimo gusto che aveva mostrato fin dall'inizio.
Flirtava, quasi per un riflesso condizionato, con
qualsiasi donna gli si sedesse accanto. La sua noncuranza
era un segno di innocenza e dedizione all'arte
o dell'indifferenza alla morte tipica dell'individuo
sociopatico? Come potevano saperlo? E Bonnie, cos
traumatizzata dalla scoperta del corpo di Gene Gill,
era davvero ingenua come pareva nella sua lentigginosa
disperazione? Alison Left sembrava distratta
come sempre, ma come facevi a sapere cosa pensasse
un'altra persona? O cosa facesse? O avesse fatto?
Heather procedeva nella sua autobiografia di ceramica
con l'arrancante ineluttabilit di un mulo. Ma
tutti avvertivano che nascondeva qualcosa. E Miss
Skattergoods. Cosa avrebbero dovuto pensare di lei?
Era una vecchia bizzarra, la giallista: si era lasciata
finalmente coinvolgere da uno dei suoi intrecci? Era
tutto cos improbabile, cos poco plausibile, ma d'altra
parte lo era anche l'omicidio. Nessuno di loro sapeva
cosa pensare degli altri. La tensione aleggiava
come una nebbia putrida mentre gli artisti lavoravano,
mangiavano pesce e lasciavano che l'aria umida
carezzasse le loro guance scottate dal sole. Il detective
Oakwood li osservava osservarsi l'un l'altro. Si
aggirava fra di loro come uno dei gatti di granito che
decoravano la facciata della casa principale: furtivo,
silenzioso, inopportuno.
 intollerabile borbott Spenser a colazione vedendolo
avvicinarsi dalla spiaggia.
Come essere nella boccia di vetro dei pesci disse
Heather. Un tempo avevo un pesce rosso chiamato
Glitz. Lo trovavo un nome molto arguto. E morto.
Indigestione.
Grazie per l'importantissima notizia disse Carol
alzandosi e spazzolando via le briciole dalla gonna
plissettata da scolaretta.
Su, su fece Alison.
La sua presenza ci mette molto a disagio disse Bonnie
quando il detective le si sedette accanto.  come
se ci stessero spiando. Ci sentiamo in imbarazzo.
Gli altri si mossero nervosamente sulle sedie, eccetto
Carol che si allontan a passo rapido.
Mi spiace disturbarvi disse Oakwood, cercando
di non lasciar trasparire il disprezzo che provava e
non riuscendoci del tutto. D'altra parte, sto indagando
su un omicidio.
Quando potremo andarcene? domand Phear.
Quando lo dir io rispose Oakwood con un sorriso.
Prigionieri in paradiso disse Miss Skattergoods
riempiendosi il piatto di pancake. Io ci sto!
Dopo che gli altri si furono allontanati per dedicarsi al
loro lavoro, Miss Skattergoods convinse Oakwood a
giocare a croquet. Piant i paletti e le porte e sistem
le palle, porgendo al detective una mazza gialla. Le
piace il giallo, vero? A me piace il verde. Chini sulle
corte mazze, cominciarono a discutere del caso. Se il
ricordo di Bonnie relativo alle porte che si aprivano e
chiudevano era preciso, qualcuno doveva essere uscito
da uno dei cottage intorno alle tre del mattino. Il momento
del rientro era meno preciso: un'ora o due dopo.
Ma, chiunque fosse, avrebbe avuto di sicuro abbastanza
tempo per impadronirsi del motoscafo di Dick,
andare a prendere G.G. sul continente, ucciderlo e fare
ritorno all'isola disse Oakwood, guardando rotolare
la propria palla un centimetro a sinistra della prima
porta e procedere per altri tre metri.
Gli altri occupanti del cottage di Bonnie siamo io,
che stavo dormendo, Carol, che dice di essere andata
in bagno e di non aver visto "nessuno", e Spenser,
che ammette di essere uscito e di aver visto "qualcuno".
Miss Skattergoods colp la sua palla e manc anche
lei la porta.
Non potrebbe aver visto Carol? domand Oakwood.
E forse lei ha visto Spenser e sta cercando di proteggerlo,
anche se non riesco davvero a immaginarmi
Carol Grey che protegge qualcuno.
Oakwood era d'accordo. Carol era una che incombeva,
non che proteggeva. Fra l'altro osserv a sbattere
la zanzariera potrebbe essere stato qualcuno proveniente
dall'altro cottage e diretto in una delle vostre stanze.
Intende dire in quella di Spenser, giusto? disse la
vecchietta, raccogliendo la propria palla e sistemandola
in una posizione pi vantaggiosa. Da me, purtroppo,
non c'era nessun altro. Heather sostiene di essere
stata in camera "sua", il che ovviamente suggerisce
che si trovasse da tutt'altra parte, cos come la scritta
"Non disturbare" ricamata a mano. L'accessorio perfetto
per la mogliettina che va in giro a spassarsela.
Sviscerarono le singole ipotesi mentre Oakwood cercava
inutilmente di domare la sua palla ribelle e Miss
Skattergoods barava. A entrare nel cottage poteva essere
stata Heather. O Alison. O McPherson.
Miss Skattergoods ripose l'attrezzatura da croquet
e prese una racchetta da volano. Carol somiglia molto
a Oscar Wilde con la parrucca bionda, non trova?
Chiunque di loro avrebbe potuto prendere il motoscafo,
suppongo.
E non dimentichi Dick.
Oh, no ribatt lei, facendosi improvvisamente seria.
Non ho dimenticato Dick.
In camera sua, dopo pranzo, Miss Skattergoods abbandon
la partita di poker online e osserv le volute
di fumo della sigaretta. Qualcuno era uscito in barca
alle prime ore del mattino. Qualcuno aveva scritto
a G.G. un messaggio intimidatorio in latino. Doveva
essere la stessa persona che aveva lasciato le altre due
minacce in latino, una a caratteri cubitali sulle rocce
della cava abbandonata, l'altra all'interno del cinturino
di orologio. Perch? Perch non su carta come
il primo? Perch non in inglese? La natura bizzarra,
quasi feticistica dei messaggi la turbava. Chi del loro
piccolo gruppo avrebbe potuto scriverli? Bonnie era
sicuramente troppo giovane per escogitare frasi cos
morbose in latino. Heather era troppo stupida, stupida
come una gallina, e Carol non era molto meglio
di lei. Spenser? Possibile, ma non sembrava il suo stile.
Era plausibile che le avesse scritte Alison, ma perch
avrebbe dovuto? E perch avrebbe dovuto farlo il vecchio Phear? Perch avrebbe dovuto farlo uno
qualsiasi di loro?
Ma qualcuno l'aveva fatto.
Qualcuno aveva minacciato G.G., e ora minacciava
tutti loro. E se il triste destino di G.G. era in qualche
modo significativo, la minaccia era molto concreta.
Miss Skattergoods torn a guardare lo schermo del
computer e vide che il giocatore di turno aveva rilanciato.
Guard con un sospiro il suo sette e il suo due e
lasci. Da fuori giunse il canto di un tordo beffeggiatore.
Cantava ormai ininterrottamente da ventiquattro ore:
la notte, il mattino, il pomeriggio. Come faceva a ricordare
tutte quelle canzoni? Perch cantavano di notte,
i tordi beffeggiatori? Non dormivano mai? La natura
sapeva essere terribilmente innaturale. Quel dannato
uccello non aveva la cognizione del tempo.
La cognizione del tempo. Miss Skattergoods ripet
mentalmente l'espressione, incuriosita. Sarebbe stato
un buon titolo? O erano parole che avrebbe dovuto ricordare
per qualche altro motivo?
Si alz e usc in giardino con il romanzo di Dick.
"E non dimentichi Dick" aveva detto Oakwood. No,
non l'avrebbe fatto. Era solo che a volte faticava a
ricordarsene.
Quando riprese a giocare, vinse subito un bel piatto
da nove dollari grazie a una prima mano con asso e
re. Poi torn a dedicarsi alla sua ricerca: Internet era
una benedizione per vecchiette e ficcanaso, e lei era entrambe
le cose. Gli scrittori, artisti e musicisti ospiti di
Treekape erano menzionati in svariate pagine. Nessuno
di loro era davvero famoso, a eccezione ovviamente
di lei stessa, ma la lista di risultati era molto lunga.
"Nessuno riesce pi a vivere nell'anonimato" riflett
tristemente, poi digit il proprio nome e lesse un articolo
di diversi anni prima che parlava di lei. "Che foto
orribile" pens. "Ma a dire il vero dicevo alcune cose
davvero intelligenti..."
Oakwood vide Dick che ormeggiava il motoscafo al
pontile. Malgrado fosse nato e cresciuto nel Maine, il
detective si sent improvvisamente fuori posto sullo
sfondo dell'acqua verde screziata di bianco e del cielo
pomeridiano, come un vecchio mobile nel bel mezzo
di un prato curatissimo. Dick, invece, sembrava vigoroso,
aristocratico e a proprio agio mentre legava le
cime e si dirigeva a grandi passi verso casa con il berretto
in tasca, i capelli argentei piacevolmente arruffati
dalla brezza e il cane che gli saltellava dietro. Il detective
lo segu, sentendosi un po' un cane anche lui:
per quanto accelerasse, restava sempre qualche passo
pi indietro.
Dick si ferm davanti alla porta di casa, la apr e invit
Oakwood a entrare. Il suo fu un gesto educato, ma
il detective non riusc a non avvertirne l'imperiosit.
La notte prima del ritrovamento del corpo esord
quando si furono seduti. La stiamo ripercorrendo.
Lei ha guardato McPherson dalla finestra e poi  andato
a letto?
Ho portato il cane in spiaggia per qualche minuto,
intorno alle undici. Lo faccio spesso. Poi siamo rientrati
in casa. Sembrava tutto perfettamente normale
finch il mattino dopo sono stato svegliato da Bonnie,
povera ragazza. Temo sia ancora sotto shock.  diventata
un po'... gotica, non trova?
Nel corso della notte non ha sentito nulla? Ne  assolutamente
sicuro?
Nulla, detective. Mi dispiace di non poterle essere
pi utile.
 sicuro di non essere pi uscito di casa?
Chiedo scusa, detective Oakwood, ma sta forse mettendo
in dubbio le risposte che le ho gi dato?
In quel momento qualcosa, nella voce di Treekape,
nel suo tono fin troppo controllato, port Oakwood a
mettere fortemente in dubbio le sue risposte.
Sto solo mettendo i puntini sulle i disse.
Molto lodevole osserv Treekape versandosi da
bere. Per lei niente? Ancora in servizio, suppongo.
Di nuovo, molto lodevole. Come le ho gi detto, non
sono pi uscito di casa. Non ho visto nessuno. Non ho
sentito nulla. E non voglio uno scandalo, Oakwood.
Ho lavorato troppi anni alla creazione della Treekape
Artists Colony per farmela distruggere da Gene Gill.
Un uomo maleducato ed egoista anche da morto. Voglio
che la questione venga risolta. Si alz e attese che
Oakwood lo imitasse. Questo  un luogo tranquillo,
detective, un rifugio. Non posso tollerare altri scandali.
Avete uomini a sufficienza? Se c' qualche problema,
posso chiamare il governatore.
Era una minaccia, e Oakwood la percep come tale.
Inclin la testa e alz gli occhi su Treekape. Qualche
anno fa ha avuto un problema disse in tono misurato
e neutro.
Treekape distolse gli occhi. Quel ragazzo. Nessuna
risonanza a livello nazionale, grazie a Dio.
Uno scrittore?
S. Lee Stone.
Che bel nome per un autore. Oakwood odiava il
proprio nome, specialmente Lyndon.
Matrimonio misto, capisce disse Treekape.
Il detective non lo stava ascoltando. Era occupato a
dolersi del proprio orribile nome. Era stato chiamato
cos in onore di Lyndon Johnson, e gi questo bastava.
Esisteva forse un altro essere umano che avesse preso
il nome di Lyndon Johnson, un uomo che sollevava
i beagle per le orecchie, che conduceva le riunioni
seduto sul gabinetto, che bombardava a tappeto i villaggi
vietnamiti? No! Ma, come se non bastasse, il suo
nome ricordava quello di due alberi, "linden" e "oak",
tiglio e quercia.
Chiss? prosegu Treekape consultando l'orologio.
Forse avrebbe scritto qualcosa di buono.
Oakwood aveva letto il rapporto. Lee Stone. Venticinque
anni. Era uscito in barca, ma poi il tempo era
cambiato e nessuno l'aveva pi rivisto vivo. La corrente
aveva trasportato il corpo sul continente. Non aveva
avuto molto tempo per godersi il suo bel nome virile.
Una tragedia.
Treekape gli aveva aperto la porta. Le tragedie succedono
disse. Bisogna andare avanti, detective.
Le tragedie succedono? E quell'uomo era un autore
importante? D'altra parte, una banale e portentosa
insensibilit non era un crimine.
Un'ultima cosa disse Oakwood fermandosi sulla
soglia. A qualcuno, quella notte,  parso di vederla
uscire di casa con una bottiglia di vino in mano. Mi
chiedevo solo se avesse notato qualcosa di sospetto,
di strano...
Temo proprio che quel qualcuno si sia sbagliato, detective.
Quella notte non sono uscito di casa con una
bottiglia di vino, come le ho gi detto cinque minuti fa.
E il suo motoscafo. Lo usa qualcun altro oltre a lei?
No, mai. Gli ospiti hanno a disposizione una canoa,
una barca a remi e alcuni kayak. Il mio motoscafo?
Treekape fece un sorrisetto soddisfatto. Quella barca 
il mio unico lusso. La posso toccare solo io. Buonanotte,
detective. Spero che dorma meglio di quanto sembra
aver fatto il mio doppelgnger in quella notte fatale.
Oakwood si ritrov sull'altro lato della porta chiusa.
Percorse il corridoio, sconcertato dal fracasso che le
sue scarpe facevano sul pavimento di granito, e si ferm
davanti alla grande fotografia in posa di Mr Arthur
Treekape, defunto padre del direttore, che fissava
severo chiunque passasse. E, ogni volta che passava,
Oakwood si fermava a guardarlo meravigliato. I capelli
lisci e chiari erano divisi da una scriminatura laterale.
Gli occhi leggermente sporgenti erano serissimi, la bocca
serrata. "Tu non sei di sicuro il doppelgnger" pens
il detective guardando quel volto duro, rotondo, carnoso.
"Non somigli affatto al tuo aristocratico figliolo."
Oh, salve lo salut passando il professor McPherson.
Cosa ci fa qui?
Ma prima che Oakwood potesse rispondere e fargli
la stessa domanda, il professore era scomparso.
Il detective usc nel fresco del pomeriggio con un certo
sollievo. Doveva parlare con la sua vecchia signora.
Aveva molte cose da dirle. La trov sullo scoglio
che sovrastava l'insenatura dove era stato ritrovato il
corpo di Gene Gill. Stava sorseggiando qualcosa che
odorava decisamente di gin, e parve lieta di vederlo.
Non le spiace prendere appunti, vero detective?
esord porgendogli matita e quaderno, e subito dopo
prese a dettare come se si stesse rivolgendo alla sua segretaria.
 molto pi utile per lei spieg dopo qualche
minuto perch cos sar in grado di leggere la sua
stessa calligrafia, ed  molto meglio per me perch mi
consente di rimuginare in libert.
Se Miss Skattergoods fosse stata semplicemente Miss
Skattergoods, il detective Oakwood le avrebbe fatto notare
che era lui ad aver bisogno di rimuginare in libert.
Ma Miss Skattergoods era Violet Shawn Dunston nella
sua incarnazione letteraria, e il detective Oakwood
considerava un onore annotarne le rimuginazioni. Lui
avrebbe potuto rimuginare pi tardi, quando non fosse
pi stato alla presenza e all'ombra della giallista che
ammirava da una vita.
Il mio unico ricordo di quella notte  di aver reclutato
la graziosa Bonnie per la passeggiata all'alba e di
essere andata a nanna disse lei. Decisamente ubriaca.
Mi sono addormentata all'istante. Sveglia alle cinque,
fresca come una rosa. Sono fatta cos. Per lei  inutile,
detective, visto che non ho altri dettagli succosi da aggiungere
al racconto, ma per me, alla mia tenera et,
 una benedizione.
Oakwood annu. Guard l'insenatura sotto di loro,
invasa dalle acque calme e silenziose. Lentamente, nel
corso della giornata, l'acqua si sarebbe ritirata, svuotandola
e lasciando soltanto un ricordo di s sul fondale
bagnato. Poi la marea sarebbe salita di nuovo, e il mare
sarebbe tornato a premere contro gli scogli all'imboccatura,
spingendo e crescendo fino a riversarsi come
un torrente, lo stesso torrente che aveva trasportato il
corpo di G.G.
Curioso, come la natura abbia un proprio orologio
osserv.
Miss Skattergoods lo guard, improvvisamente seria.
Ha fatto una considerazione importante gli disse.
Be', s, la natura  profonda in molti modi.
Oh, al diavolo la natura fece lei. Bevve una lunga
sorsata dal thermos.  il tempo, capisce.
Tempo per cosa? chiese Oakwood.
Ma Miss Skattergoods non rispose. Sembrava improvvisamente
distante. Con un filo di voce, quasi fra
s, come se lui non ci fosse nemmeno, disse:  tutta
una questione di tempo.
...
.
...
CAPITOLO 12.
...
.
...
Preso presissimo.
...
.
...
Il detective Oakwood trascorse la mattinata in camera
sua a esaminare i contenuti di diverse grosse buste recapitategli
il giorno prima. Sedeva alla piccola scrivania,
originariamente una toletta, circondato da mobili
di mogano riccamente intagliati e con un ventilatore
puntato direttamente in faccia. Aveva sentito la voce
che si era sparsa fra gli artisti, alloggiati nei loro pittoreschi
ma soffocanti cottage, riguardo a un impianto
di condizionamento segreto presente nella casa principale,
ma di sicuro la cosa non valeva per la sua stanza.
Il caldo si raccoglieva ogni giorno nei pesanti tendaggi
e vi si tratteneva immobile per tutta la notte.
Il detective si sporse verso la finestra aperta, ma fuori
non faceva pi fresco. Per quale motivo, si chiese, Gene
Gill si era recato in Canada il giorno prima di essere ucciso?
Le tracce telefoniche mostravano la sua presenza
in un paese costiero, dove per nessuno ricordava
di averlo visto. Che si sapesse, non c'era alcun collegamento
fra lui e quella localit. Il suo staff sapeva che
stava preparando un servizio su Dick Treekape e sulla
residenza per artisti (perch gli piaceva celebrare le celebrit)
nonch un pezzo investigativo di cui non voleva
parlare (poich provava ancora gusto a prendere
di mira una persona famosa quando trovava qualcosa
di abbastanza scandaloso). Ma non aveva detto a nessuno
che sarebbe andato in Canada.
Oakwood guard il professor McPherson che camminava
impettito, impegnato nel suo allenamento.
Lo faceva leggendo, e di tanto in tanto si fermava per
guardarsi in giro e poi tornava a immergere il naso fra
le pagine, facendo avanti e indietro fra la terrazza e la
pineta. McPherson era canadese. C'era un collegamento?
Ma non c'era alcuna prova che conoscesse G.G., n
che quest'ultimo avesse mai chiamato tramite il proprio
cellulare, l'apparecchio di casa o quello dell'ufficio
il numero dell'abitazione di Phear a Montreal. Il
professore non era mai nemmeno stato vittima di una
delle devastanti stroncature del critico.
Oakwood prese un fascio di fogli dalla scrivania.
C'era la recensione di un film con due attrici quarantenni
che G.G. aveva ribattezzato "La battaglia dei bargigli".
C'era un'altra donna, un'illustre poetessa di una
certa et, che veniva definita una "megera ciarlatana".
Gli uomini non venivano trattati molto meglio: la pi
celebre conduzione di un famoso direttore d'orchestra
era stata ribattezzata "McMahler". Ma i nomi degli ospiti
della residenza erano stati confrontati con quelli delle
vittime delle recensioni di G.G., e non era stata trovata
alcuna corrispondenza. D'altra parte, i nomi non
erano sempre ci che sembravano. Bastava pensare a
Violet Shawn Dunston, la giallista il cui vero nome era
Skattergoods. C'erano nomi d'arte come il suo, c'erano
nomi nuovi, c'erano nomi da nubili e da sposate.
Oakwood osserv Bonnie Myrtle che percorreva il
sentiero dalla spiaggia alla scuderia. Lei, quantomeno,
era troppo giovane per avere un passato. Ma gli altri...
Bonnie stava andando a rovistare nella scuderia. Di
nuovo. Vi tornava sempre pi spesso: frugava fra le
vecchie confezioni di sementi, le nasse, i bauli pieni di
coperte da campo tarmate, gli stivali da equitazione, i
vecchi pneumatici, le biciclette Raleigh arrugginite degli
anni Cinquanta, una sacca militare colma di tovaglie.
Dick odiava la scuderia; ci entrava soltanto per
parcheggiare il furgoncino, ma le aveva dato il permesso
di curiosare e sgraffignare. Le coperte da campo
erano state tagliuzzate e trasformate in minuscole
copertine per i letti della sua casa in miniatura, le
tovaglie bianche erano diventate piccole lenzuola. Le
altre, quelle a fiori, erano rinate come fodere. La sacca
di tela era stata cannibalizzata e ridotta a una borsa
grande come l'unghia di un pollice, e Bonnie era particolarmente
fiera del cordoncino e degli anelli della
chiusura, difficilissimi da realizzare.
Nella scuderia c'era una piccola soffitta che Bonnie
aveva in programma di esplorare per la prima volta.
Aveva scoperto una scala, vecchia ma di legno solido,
e vi si arrampic per dare un'occhiata. Per un istante
le parve un brutto sogno, uno degli incubi che la stavano
tormentando da quando aveva visto il cadavere
di Gene Gill sulla spiaggia. Ma il tanfo acre di polvere
e muffa era troppo reale per essere un sogno. E
lo scheletro, un piccolo scheletro di felino, a giudicare
dalla forma e dalla lunga coda, era troppo concreto,
con ogni piccolo osso al suo posto.
Bonnie lo fiss a lungo. Le ossa giacevano sul pavimento
della soffitta, coperte da uno spesso strato di
polvere e illuminate da un raggio di sole che penetrava
da una piccola finestra. Il gatto era disteso su un fianco
come un filetto esotico, un'ossuta sagoma felina in
un polveroso fascio di luce, come gli ossari di Roma in
cui i monaci sistemavano i loro predecessori a formare
squisite ruote e raggiere. Bonnie allung la mano come
a voler accarezzare il gatto che un tempo le aveva contenute.
"Povero micio" pens. "Sei salito fin quass a
morire in pace, con grazia, disteso come una regina."
Fu allora che, sotto la polvere, vide un perfetto cerchio
di corda; fu allora che vide il cappio.
Ondeggi sulla scala, poi ritrov l'equilibrio. Vide
che il cappio girava attorno a quello che un tempo
era stato il collo del gatto. Alz lo sguardo e lo fece
scorrere sul resto della corda appesa a una delle travi
fino al punto in cui si era consumata e infine spezzata.
Sembrava la scena di un suicidio, se non fosse
stato per il fatto che i gatti non si uccidevano. I gatti
non si impiccavano con cappi impeccabilmente annodati
attorno al collo. Qualcuno, molti anni prima,
aveva ammazzato quel gatto e l'aveva lasciato l in
soffitta, dove nessuno l'avrebbe mai trovato. L'aveva
lasciato l a marcire. Quello scheletro non era affatto
una regina: era la vittima dimenticata di un orribile,
bizzarro delitto.
Bonnie scese dalla scala, prese il suo zaino e torn davanti
alle ossa; le raccolse una dopo l'altra, staccandole
senza alcuno sforzo, e le ripose delicatamente nello
zaino. Sono venuta a liberarti sussurr. Ti dar una
vera sepoltura. Poi scese, rimise la scala dove l'aveva
trovata e pos lo zaino sul cofano di una vecchia Daimler
rossa a due posti che se ne stava tutta triste nella
scuderia, come un giocattolo abbandonato. Lo guard
per qualche istante, poi ne estrasse delicatamente
un ossicino bianco. Lo sollev alla luce che si riversava
all'interno dalla porta. Era cos delicato, cos bello.
Salve disse all'improvviso una voce allegra. Un'ombra
cal su di lei. Sulla soglia della scuderia si era parato
il professor McPherson.
Oh fece Bonnie. Compariva sempre cos, di punto
in bianco. Era snervante. "Dovrebbe avere un campanaccio
al collo" pens irritata "come una mucca."
E qui cos'abbiamo? Phear allung la mano verso
l'ossicino. Un ricordino lasciato dai gufi? Ma  un
po' troppo grosso per essere un topo. Un ratto, forse?
Sento decisamente puzza di ratto, in questo posto. Le
restitu l'ossicino con una risata. Un ratto Treekape.
C' qualcosa che dovrebbe vedere disse il detective
Oakwood a Miss Skattergoods.
Aveva portato con s le sue buste, e ora la condusse
in sala da pranzo e sparse le fotocopie dei ritagli di
giornale sul tavolo. Lei socchiuse gli occhi, poi estrasse
gli occhiali da lettura e disse: Sa, ho svolto anch'io le
mie ricerche. Le recensioni di Eugene "G.G." Gill provocano
un miscuglio di divertimento e disgusto.  un
uomo intelligente e caustico. Demolisce le sue vittime
con un'allegra freschezza di linguaggio, una rabbia
quasi amabile, ma alla fine  tutto cos vacuo, non trova?
Una tale quantit di talento, energia, ragionamento
e senso dell'umorismo: tutto sprecato per scavare la
stessa fossa per ogni singolo, malcapitato cadavere. Il
nichilismo  spaventosamente noioso, temo concluse
con un sospiro. Anche quando non lo .
Aveva cominciato a piovere ma da fuori penetrava
ancora una luce argentea, e Miss Skattergoods si avvicin
alla finestra con uno dei ritagli, tratto da un giornale
di cinque anni prima. Guard la fotografia di un
uomo grasso e sorridente che reggeva un bicchiere di
martini. Ma guarda,  G.G. disse. Socchiuse gli occhi
e studi la figura sfocata al suo fianco, una persona
alta e con le spalle larghe in un ridicolo abito da cocktail.
E questa...  Carol Grey!
Carol Grey ripet Oakwood. A braccetto di un
uomo che giura di non aver mai conosciuto.
In biblioteca, Alison Left tolse l'ennesima scatola d'archivio
dagli scaffali. Non sapeva pi cosa stesse cercando,
n pensava a cosa avrebbe potuto trovare. L'idea di
Dick Treekape e della sua famiglia, che quando stava
programmando la sua permanenza a Treekape le era
parsa un diversivo interessante, non riusciva pi a catturare
la sua attenzione. Niente ci riusciva pi. Le sembrava
tutto irrilevante. Non trovava una definizione migliore.
Ormai vedeva il libro che aveva in programma di
scrivere come un malinconico capriccio: curiosare nelle
esistenze altrui per distrarsi dall'infelicit della propria.
Le era sembrata una buona idea, con l'aggiunta
di un po' di natura del Maine. Non era il Lake District,
ma Coleridge e compagnia non sarebbero rimasti delusi
dalla bellezza delle acque, dei cieli e degli alberi sussurranti
dell'isola Treekape. Be', forse sarebbe riuscita a
cavarne qualcosa. Alison apr svogliatamente la scatola,
sapendo che non vi avrebbe trovato nulla. Era come
se la famiglia Treekape fosse stata cancellata dagli archivi
cittadini allo stesso modo in cui, dopo il divorzio,
suo zio aveva ritagliato la faccia della moglie da tutte
le foto dell'album del matrimonio, lasciando parenti
e amici a conversare con un frastagliato spazio vuoto.
Prese la fotografia di un peschereccio naufragato sugli
scogli dopo una tempesta. Si chiamava Billie. "Chi era
Billie?" si chiese. "Una moglie? Un'amante? Un beagle?"
Diede una scorsa a una serie di foto della costruzione
della scuola, un edificio di granito dalle proporzioni strane.
Come ogni altro palazzo pubblico sull'isola, era al
tempo stesso grandioso e insignificante. Tir fuori altre
immagini ingiallite. La scatola sembrava contenere soltanto
fotografie degli anni Trenta. Ecco il ricevimento annuale
della chiesa congregazionalista, ecco la parata del
Memorial Day. Ed ecco l'immagine di un giardino che
sembrava familiare. Alison la studi per qualche istante.
Era il giardino del suo cottage alla residenza per artisti,
ma la foto era stata scattata prima che venisse realizzata,
quando lo spazio era ancora privato. I cottage, gli studi
non c'erano ancora. Si potevano scorgere la scuderia
sullo sfondo e l'oceano sul versante opposto. E quanto
era bello il giardino, invaso da folti cespugli di rose e
glicini drappeggiati su pergole che non esistevano pi,
e al centro un grosso gatto addormentato.
Ma c'era qualcosa... Posso prenderla in prestito?
url Alison al bibliotecario. Lui non alz gli occhi dalla
copia di Robinson Crusoe. Bene, allora la prendo, grazie
grid di nuovo Alison senza ottenere risposta. Ignaro,
l'uomo volt pagina. Prima di infilarla nel suo quaderno,
Alison guard affascinata la fotografia del giardino.
Strano come le cose, per esempio quel giardino, potessero
essere cos diverse e al tempo stesso uguali. Il tempo
cambiava davvero qualcosa, alla fine?
Quando si alz, pronta ad andarsene, rimase sorpresa
nel vedere il professor McPherson intento a esaminare
una fiocina nella sezione museale.
Non mi ero accorta che ci fosse anche lei disse.
L'aveva vista mentre prendeva la foto?
Ha finito le sue ricerche? domand lui.
C'era una punta di sarcasmo in quel "ricerche"?
Oppure era lei a essere paranoica? Negli ultimi tempi
aveva notato una crescente tendenza alla paranoia.
Ma poi guard il professore, con la camicia abbottonata
male, i soffici capelli bianchi, il gioviale pancione,
la sua espressione seria e interrogativa, e rise. Per il
momento s.
Ma lui aveva gi sepolto il naso nel tascabile che si
portava sempre dietro e non rispose.
Miss Grey ha proprio la memoria corta disse Miss
Skattergoods riponendo il ritaglio sul tavolo.
E il nostro amico Spenser ha proprio un caratteraccio
osserv Oakwood posando un'altra fotografia sul
tavolo. Era una foto segnaletica.
Ossignore... mormor lei guardando l'espressione
torva del musicista. Be', sta molto meglio con la testa
rasata, non trova?
Questa foto risale alla stessa sera di cinque anni
fa in cui fu scattata l'altra. La stessa sera, e lo stesso
luogo, in cui Spenser venne arrestato per aggressione.
Ah! esclam Miss Skattergoods. Be', qualsiasi
cosa avesse fatto a Carol Grey, poveretto, sono sicura
che fosse giustificata.
Ma la vittima non era Carol Grey obiett Oakwood
leggermente turbato.
Oh fece lei in tono quasi deluso. Be'...
Era Gill.
Gill sbott spazientita. Quell'idiota. Non per mancare
di rispetto ai defunti, ovviamente. Guard torva
la foto segnaletica. Quali velenose schifezze aveva
scritto su Spenser, passabile compositore di passabili
opere? Ma mi sembrava avesse detto che G.G. non
aveva mai recensito Spenser de los Angeles.
 proprio questo il punto. G.G. non aveva mai recensito
Spenser de los Angeles: aveva recensito Spenser Drudger.
Il compositore ha cambiato nome anni
fa, probabilmente proprio a causa di quella stroncatura
della sua opera. Dovrebbe leggerla. La definisce
"drudgery", una faticaccia.
Miss Skattergoods rise suo malgrado. Non mi stupisce
che Spenser l'abbia steso.
Ma il motivo non era ci che G.G. aveva detto di
Spenser continu Oakwood, compiaciuto di sorprenderla
con un'altra informazione nuova. Era quello
che G.G. disse a Carol Grey. Spenser difese il suo buon
nome, se cos si pu dire: difese il suo onore.
Miss Skattergoods inarc le sopracciglia. Ma davvero?
G.G. le aveva dato della... Oakwood si blocc in
preda a una timidezza da scolaretto.
La vecchia signora scoppi a ridere. Cinque lettere?
chiese come se stessero giocando a sciarada.
Erano a un festival d'arte in Italia riprese Oakwood
ignorandola.  la serata di chiusura, sono tutti alticci.
G.G. comincia con gli insulti, Spenser gli d un pugno
sul naso e G.G. chiama i carabinieri, o come ci
chiamiamo da quelle parti.
"Bravo ragazzo, questo detective Oakwood" pens
lei. Molto collaborativo. Eccellenti risorse. Condivideva
le sue informazioni, si era dimostrato degno di fiducia.
Avrebbe dovuto parlargliene? Avrebbe dovuto
riferirgli che stava cominciando ad avere dei sospetti
riguardo al suo cuginetto Dickie?
Bene disse invece. Ora sappiamo chi proteggerebbe
la nostra Carol Grey. E perch.
Il primo giorno sull'isola, Spenser de los Angeles
ha fatto commenti molto ostili nei riguardi di G.G., e
ha ammesso di essere uscito dal suo cottage durante
la notte... Per il detective, i conti cominciavano a
tornare. Spenser odiava Gene Gill. Per come la vedeva
Oakwood, non era un motivo sufficiente a uccidere.
Ma Gill l'aveva anche fatto finire in galera, e forse
quel pugno sul muso bianco e grassoccio del critico
era stato cos piacevole da volerlo ripetere.
Spenser avrebbe potuto facilmente rispondere alla
telefonata di Gill prosegu. Bene, Gill chiede che lo
si vada a prendere. Sta arrivando dal Canada, giusto?
Perder l'ultimo traghetto, e arriverebbe troppo presto
per il primo del giorno dopo. "Sar l alle due del mattino,
a dopo" aggiunse in una scadente imitazione del
vocione televisivo di G.G. Potrebbe essere stato Spenser.
Ha detto di essersi mosso dal suo cottage. Ha dovuto
farlo, giusto? Perch ha visto qualcun altro, e quel
qualcuno potrebbe aver visto lui. Cos l'ha preceduto.
Ottima mossa, distogliere i sospetti prima che qualcuno
ti possa accusare. Spenser penetra in casa, prende
le chiavi, sale a bordo del prezioso motoscafo di Dick e
va a prendere G.G. Va a prenderlo e a scaraventarlo in
mare. Poi torna sul continente, ruba il Boston Whaler
ormeggiato vicino all'imbarcadero, lo traina al largo
e quindi lo abbandona per dare l'impressione che sia
stato lo stesso G.G. a prenderlo. Ma com' riuscito a
fargli scrivere quel Post-it?  l'unico tassello del puzzle
che non combacia...
Oakwood si rese conto che la vecchia giallista non lo
stava ascoltando. Aveva posato le mani sul tavolo, allargando
bene le dita, e le stava guardando con attenzione.
Ha notato le unghie di Spenser? chiese dolcemente
quando lui smise di parlare.
No.
Deve farlo, detective. S, deve proprio farlo.
Prima che Oakwood potesse ribattere, si ud una
voce dalla terrazza. Salve, gente!
Oakwood alz gli occhi di scatto dalle mani rugose
dell'anziana donna e vide il professor McPherson
in tuta da ginnastica verde. Era rosso in volto e senza
fiato, come sempre. Entr dalla portafinestra e si sedette
al tavolo da pranzo.
Oakwood si affrett a raccogliere foto e ritagli e a
infilarli nelle due grosse buste gialle. Ma non si ferma
mai, professore?
Preso presissimo disse Phear.  bello sedersi.
Fece un sospiro soddisfatto e sorrise. Mi piacerebbe
vedere un album di foto, e a lei? domand a Miss
Skattergoods guardando gli scaffali di libri agli angoli
della sala da pranzo. Con lei e Dick da piccoli.
In questa casa non sembrano apprezzare molto le
istantanee, vero? disse Oakwood. Anche lui avrebbe
voluto vedere una foto di Miss Skattergoods da giovane.
Un po' come in quella di Dracula comment l'anziana
donna. Non so cosa pensasse delle istantanee,
ma da lui non c'erano specchi.
I due uomini la guardarono.
O forse li aveva, non ricordo bene. Ma non gli sarebbero
serviti a niente.
Bonnie pass l'intera giornata e quella successiva al lavoro
sulle minuscole ossa del felino. Ecco fatto, micio
disse finalmente posando sul tavolo l'ultimo prodotto
delle sue fatiche. Visto? Dallo scheletro del gatto assassinato
aveva gi ricavato tre scheletri umani in miniatura,
e con questo facevano quattro. Sorrise. Ne
mancano solo altri quattro.
...
.
...
CAPITOLO 13.
...
.
...
Io ti temo.
...
.
...
Il vento stava aumentando, e Dick and a controllare
il suo motoscafo. Tipsy correva davanti a lui, sollevandosi
sulle zampe posteriori e cercando di mordere
la pioggia. Dick guard le gocce rimbalzare sul telone
di protezione, vide la barca danzare sul mare increspato.
Controll una, due volte la cima che si tendeva
dalla prua alla galloccia sul pontile. Ascolt i gemiti e
i cigolii della barca. Rimase l a lungo, lo sguardo fisso
sul mare grigio e agitato mentre il cane uggiolava,
stufo di acqua e vento. La pioggia gli colava sul viso;
si asciug gli occhi con il dorso della mano. La barca
era sballottata dalle onde, una chiazza rossa e brillante
nella confusa nebbia di mare e cielo piovoso.
"Solo, solo, tutto, tutto solo, io solo sopra un mare
immenso!" recit una voce alle sue spalle.
Era Alison, sovrastata da un enorme e sgargiante
ombrello da golf. Dick cerc di sorridere. La ballata del
vecchio marinaio era una poesia tremenda. Gli faceva
accapponare la pelle.
Alison si accorse dell'accoglienza ambigua. Quell'uomo
era terribilmente snob, ma era quasi magnifico, nella
sua cerata gialla con il cappuccio rovesciato all'indietro
dal vento, i capelli argentei e bagnati e il viso cos... delineato,
ecco l'aggettivo giusto. Delineato. Definito. In
confronto, la sua faccia sembrava volgare, grossolana,
poco evoluta. Senza riflettere, Alison afferr la cima
pi vicina, ne sciolse il nodo e lo rifece, ma poi not
l'occhiata nervosa di Dick. Fece una risata e aggiunse:
"Con dolore spettrale volgevano il viso e con gli occhi
mi maledivano".
Malgrado l'ombrello - davvero, era come reggere un
ombrellone da spiaggia o una canadese -, Alison era
fradicia. Le sue scarpe erano fradicie. I suoi piedi erano
fradici. Le sue gambe erano fradicie. Sapeva di essere
goffa e trasandata, al contrario di Dick, cos perfettamente
incorniciato dal cielo mosso, dalla pioggia
argentea che cadeva quasi orizzontale tra i refoli di
vento. In piedi accanto al suo velocissimo, elegantissimo
motoscafo. Senza mollare la presa sull'ombrello,
Alison disse qualcosa di carino sulla barca. Lui ne andava
cos palesemente fiero.
Questa barca  il mio unico lusso disse Dick. Temo
di essere molto protettivo nei suoi riguardi.
"S, s, il suo unico lusso. Insieme a un maniero su
un'isola, a una notevole collezione di vini, a un cane viziato,
a uno spazio in cui ospitare, nutrire e far lavorare
noi poveracci. Il suo unico lusso!" Alison si crogiol in
un momento di riscatto e superiorit. E adesso lui arrossiva,
ne era sicura. Ebbene, lei poteva anche essere bassa
e ordinaria (cosa di cui in realt non era affatto convinta),
ma se non altro non arrossiva d'amore per una barca.
L'ha chiamata come il suo libro osserv leggendo
la scritta bianca smaltata a poppa, L'attimo del giorno.
Poi gli porse l'ombrello (era assurdamente pesante,
di certo non gli avrebbe dato fastidio reggerlo, anche
se lo faceva sembrare il portinaio di un grande albergo)
e senza averne avuto davvero l'intenzione slacci
il telo, lo scost e sal a bordo. Dick la ripar con l'ombrello,
tendendo il lungo braccio. Alison si guard intorno
sul grazioso ponte laccato. Arrotol una cima
sciolta. Ecco fatto... I miei, di libri, hanno titoli orribili.
Orribili per una barca, quantomeno. S'immagini
un motoscafo chiamato Memorie: un romanzo.  il titolo
del mio libro sui Treekape. Non posso certo chiamarlo
semplicemente I Treekape, giusto? Come I Buddenbrook?
Dick guardava le pozzanghere di acqua piovana che
si stavano formando sulla sua bellissima barca. Ma cosa
voleva da lui questa gente? Memorie: un romanzo? Era
un'indecenza. Quello di Alison non sarebbe stato n
un libro di memorie n un romanzo. Un album di ritagli
di una famiglia altrui, un pastiche di ricordi dei
Treekape e imitazioni manniane di terza categoria. Se
ci rifletteva, in realt gli artisti non gli piacevano, di
qualsiasi genere fossero. Erano... sciocchi. Tese la mano
libera come ad aiutarla a scendere, ma il sottotesto non
era tanto il desiderio di rendersi utile, quanto la volont
di allontanarla dalla sua barca.
"Permalosetto" pens Alison prendendo la sua
mano e balzando sul pontile. Come avrebbe detto
Miss Skattergoods.
Cosa posso fare per lei? le chiese Dick nel suo tono
educato e formale da albergatore mentre rimetteva a
posto il telo. Spero non ci siano stati problemi mentre
ero fuori.
No. Niente del genere.
Bene, bene. Scocc un'occhiata furtiva alla poppa
della barca. Un lembo del telo si era staccato e stava
schioccando al vento.
No, ma... ho una sorpresa per lei disse Alison timidamente.
Una cosa che ho trovato.
Molto bene. Dick stava strattonando il telo ribelle,
ripetendo fra s: Il mio unico lusso, il mio unico lusso....
Ho trovato una cosa ripet Alison alzando la voce
per catturare la sua attenzione. Magari era un po' sordo.
Era pi giovane di Miss Skattergoods, ma non era
pi un ragazzo. "D'altra parte non lo sono neanch'io"
pens, e come sempre aggiunse: "anche se non dimostro
la mia et". Qualcosa... dal suo passato.
Dick si volt di scatto e la fiss. Non voleva sorprese,
specialmente dal suo passato. Chiedo scusa?
"Si  drizzato in tutta la sua altezza" not Alison.
"Come il personaggio di un romanzo, un personaggio
che ha appena subito un'offesa. Davvero molto
buddenbrookiano."
Il suo passato ripet. Qualcosa dal suo passato.
La barca schiaffeggi l'acqua. Dick continu a fissarla
con gli occhi azzurri socchiusi, unendo le sopracciglia
inarcate in un cipiglio ostile.
"Santo cielo" pens Alison. "A quanto pare abbiamo
toccato un tasto delicato." Be', non esattamente il suo
passato...
Dick si umett le labbra gi bagnate, spost lo sguardo
sul cielo grigio ardesia e fece inconsapevolmente
ruotare l'ombrello, creando un vortice di gocce attorno
a Alison. Non not n il cielo n l'ombrello. "Questa
donna  innocua" si rassicur. "Innocua."
Oggi  piena di misteri, ragazza mia disse tornando
a voltarsi verso di lei.
Con un sorriso vago, Alison inclin la testa e gli
scocc un'occhiata scettica. Era un gioco? E lei avrebbe
giocato? Perch no? Quantomeno per un po'. Qualcosa
del passato che lei ha fatto suo disse.
Dick ripet le sue parole: Qualcosa del passato che
ho fatto mio. Cerc di mantenere il controllo. Andava
fiero del proprio autocontrollo. Senza autocontrollo,cosa restava? Pezzi sparsi, confusione senza senso.
Ma perch aveva invitato questa donna a Treekape?
Non faceva altro che ficcare il naso nella sua famiglia,
nella sua storia. Ah fece un indovinello.
Alison pens che Dick non avesse affatto l'aria di
chi gioca. Poi si corresse. Certo che aveva l'aria di chi
gioca: aveva l'aria di chi sta perdendo.
Cominci a tremare nel vento. Era bagnata fradicia.
L'ombrello era inutile, come tutto ci che dovrebbe
proteggere. Si sent all'improvviso scoraggiata, infreddolita
e bagnata e scoraggiata. Che senso aveva
tutto questo? Voleva solo rientrare.
Lasciamo perdere gli indovinelli disse stringendosi
le braccia al petto per mostrare quanto avesse freddo.
 l'attimo sbagliato del giorno. Era una battuta
assurda, ma la divertiva.
Malgrado la pioggia battente, non appena ebbe pronunciato
quelle parole Alison si accorse del cambiamento.
Dick era diventato una maschera di paura e di rabbia.
Si volt verso il motoscafo e lo fiss a lungo. Quando
torn a rivolgersi a Alison, chiese: Le piacerebbe fare
un giro sul mio unico lusso?.
Sta scherzando? esclam lei, voltando lo sguardo
verso quella che era diventata una vera bufera. "Io ti
temo, vecchio marinaio" soggiunse poi con una risata
poco convinta.
"E io temo te" mormor lui. D'accordo, sar per
un'altra volta. Accenn un sorriso, poi prosegu quasi
fra s: Capisco... dopo quello che  accaduto a G.G...
anche se oggi non c' pericolo... ma abbiamo tutti i nostri
albatros morti attorno al collo, esangui e pesanti... e
posso capire come il povero G.G. sia divenuto il suo....
Ora fu Alison a fissarlo.
Oh, mi dispiace disse lui nel vedere la sua espressione.
Immagine indelicata. Grottesca, in verit. Certo,
quella poesia... Per ripeto, lasciamo stare, anche se
lei  un'ottima marinaia, vero? Niente affatto vecchia,
tra l'altro aggiunse con un inchino. Aveva assunto di
nuovo i suoi modi da gentiluomo e possidente. Ma
vedo che per lei la mia barchetta  una novit.
Alison cominci a tremare visibilmente.
Dick le prese il braccio come se fossero a un t danzante
e cominci a ricondurla verso i cottage. Ma se 
evidente che ha il piede marino disse in un tono sommesso
che era quasi un sibilo a terra deve fare pi attenzione,
ragazza mia.
Lei non disse nulla.
Dick si ferm davanti al cottage. Alla prossima
puntata?
C'era un velo di minaccia nel suo tono? O soltanto
di disprezzo? Oppure era lei che si stava immaginando
tutto? "Io ti temo, vecchio marinaio." Il verso le torn
in mente senza bisogno di evocarlo. "Io ti temo."
A proposito concluse Dick porgendole il grosso e
vistoso ombrello detesto quella poesia odiosa.
Il giovane detective e la vecchia giallista erano diretti
verso la terrazza sotto la pioggerella serale che seguiva
il diluvio. Miss Skattergoods era riparata da un berretto
da camionista e da una cerata rossa, il detective da
un ombrello nero con una stecca piegata.
Dick Treekape non  quello che sembra disse Miss
Skattergoods.
 molto vanesio convenne Oakwood. E arrogante.
Molto diverso dall'artista caritatevole che mi ero
immaginato.
Non  quello che sembra ripet lei, come se le sue
parole fossero state messe in dubbio.
Oakwood resistette alla tentazione di ribattere: "E
allora chi ?". Il trasporto e la fiducia che provava per
la sua musa e mentore erano intermittenti. Per la maggior
parte del tempo, lei lo usava come un amanuense.
Quando aveva qualcosa da dire, era qualcosa di imperscrutabile.
Era arrogante come Dick Treekape poteva
soltanto sperare di essere. La sua vecchietta era incostante
ed esigente, caratteristiche che il detective non
aveva preso in considerazione nell'iniziale entusiasmo
per la sua partecipazione alle indagini.
Be', nessuno di noi lo  borbott.
Permalosetto osserv lei divertita, come se avesse
intuito i suoi pensieri. Ma sto finalmente leggendo
il romanzo di mio cugino Dick, ed  giunto il momento
che lo faccia anche lei.
Imbronciato per il rimprovero, Oakwood sal la scalinata
accanto a lei. Bonnie era distesa bocconi sui gradini
bagnati e scivolosi, intenta a fotografare la sua piccola,
macabra creazione. Oakwood prov la tentazione
di fermarsi e suggerirle di ripararsi dalla pioggia. Era
incosciente come una bambina. Ma Miss Skattergoods
lo stava incitando a proseguire, affondandogli un dito
nella schiena.
Ti prenderai un accidente, cara disse allegra superando
Bonnie a passo di marcia.
Bonnie non li ud nemmeno. Attraverso il mirino velato
di pioggia della macchina fotografica, osservava
la minuscola scena che aveva creato: una casetta meticolosamente
decrepita, le cui logore stanzette mostravano
un minuto disordine. Ah, ma dov'erano i suoi
abitanti? Nel cimitero l fuori! Giacevano sepolti sotto
otto lapidi di granito: otto piccoli scheletri tristemente
vestiti di sbiaditi tessuti d'epoca. Su ciascuna lapide
era stata incisa la microscopica, elegante scritta FELIX.
La mia piccola famiglia di gatti sussurr. Un sorriso
per l'obiettivo.
Poi raggiunse gli altri all'interno e pos casa e cimitero
aggiunto sulla credenza.
Molto appetitoso disse Carol.
Sono i miei Felix spieg Bonnie. Come Felix il
gatto. Nove vite, tranne che ce ne sono solo otto. Come
noi. Fece scorrere lo sguardo sulla tavola imbandita,
cercando di decidere dove sedersi. Erano pericolose,
le acque attorno al tavolo. Carol la detestava e andava
evitata. Heather l'annoiava e andava evitata. Carol
odiava Heather e si sedeva sempre il pi lontano possibile
da lei. Cercava sempre di mettersi vicino a Spenser,
il quale cercava di sedersi accanto a Heather. Era
difficile, aveva scoperto Bonnie, trovare il giusto equilibrio.
Vicino a capotavola? Nel mezzo? Vide un posto
libero fra Miss Skattergoods e il detective Oakwood e
agguant lo schienale della sedia una frazione di secondo
prima del professor McPherson.
Felix significa "fortunato" osserv lui.
Ho usato l'osso che ha visto anche lei. Non era di
ratto, professore. Era di gatto. Ho trovato lo scheletro
nella soffitta della scuderia. L'ho usato per creare piccoli
scheletri umani. Indic eccitata le lapidi del suo
cimitero sulla credenza, ciascuna con l'incisione FELIX.
E li ho vestiti. Hanno ricevuto tutti una sepoltura
appropriata.
Buon Dio disse Carol.
I gatti perdono troppo pelo, e poi rovinano i mobili
osserv Heather. Certo, gli si possono sempre togliere
gli artigli.
Era seduta accanto al detective. Oakwood le rivolse
un'occhiata, poi guard Spenser sul lato opposto del
tavolo e infine Carol. Quell'uomo aveva gusti eclettici.
Miss Skattergoods aveva ruotato quasi del tutto il collo ossuto e stava osservando la famiglia Felix di Bonnie.
Vuole dare un'occhiata all'interno? chiese Bonnie.
Oh, grazie, piccola Bonnie, penso proprio di s.
Si alz, scost la sedia e fiss la casa e il cimitero
annesso.
Ma guarda! Hai messo un minuscolo tordo beffeggiatore
sull'albero! Molto ingegnosa.
Grazie disse Bonnie.
Un brindisi! propose a un tratto Dick Treekape,
balzando in piedi e levando il bicchiere.
Alla famiglia Ossadigatto? bisbigli Carol a Oakwood.
All'invenzione! declam Dick. Che possa regnare
a lungo!
Miss Skattergoods, seria in volto, propose un altro
brindisi. Alla verit disse tetra. Alla verit.
La verit? pens Spenser. La verit era tragica. No,
era patetica. No, no, era traboccante di flaccido, maleodorante
sentimentalismo. Bastava guardare Monica
e Linda. Cosa c'era di vero in ci che aveva fatto Linda
Tripp? La sua rivelazione della verit era stata il culmine
del falso. Spenser stava scrivendo la musica per
la trionfale chiamata di Linda alla stampa. Il suono del
telefono era in la minore, lacerante, tremante, ripetitivo,
malvagio. "Quand' che la verit  falsa?" si era
domandato Spenser sedendosi al piano. "Quand' che
la luce del giorno  il buio della notte pi buia? Ogni
volta che Linda Tripp fa una telefonata."
Oggi ho trovato la foto di un gatto disse Alison.
Aveva un cappio al collo? chiese Bonnie.
Vi fu un silenzio imbarazzato.
Perch il mio ce l'aveva. Il mio gatto, quello che ho
trovato, era stato impiccato. Si mise a piangere. Il
mio povero micio, tutto solo in soffitta... Ormai stava
singhiozzando in modo incontrollato.
Sapete, sto leggendo un libro meraviglioso intervenne
Phear come se non stesse accadendo nulla di strano.
Non ve ne ho parlato? Il grande massacro dei gatti,
di Robert Damton. Be', anch'io ogni tanto ho bisogno
di distrarmi dai cani, e poi  un classico...
Insomma, professore, non mi pare proprio il momento
protest Heather prendendo un fazzoletto dalla
borsa e porgendolo a Bonnie. La ragazza singhiozzava
pi forte che mai, malgrado sia Spenser sia Alison si
fossero messi a carezzarle la testa e le tenessero la mano.
E invece io penso proprio che lo sia. Il professor
Damton parla delle esecuzioni dei gatti nella Francia
premoderna. Durante celebrazioni, processioni e occasioni
simili. In alcuni casi li mandavano al rogo. I gatti
venivano associati alle streghe, ovviamente, ma altre
volte li impiccavano.
Miss Skattergoods distolse lo sguardo da Bonnie e,
mentre lo spostava sul professore, not Dick. Era in
piedi alla finestra e sembrava in preda a un malore,
pallido come un cadavere.
Era una comune espressione culturale di...
D'altra parte intervenne lei non siamo nella Francia
premoderna. Fiss il cugino e aggiunse: Giusto,
Dickie?.
...
.
...
CAPITOLO 14.
...
.
...
E i giochi, come si dice, sono fatti.
...
.
...
Miss Skattergoods e Oakwood sedevano al buio in giardino,
scacciando le zanzare e guardando le lucciole.
Miss Skattergoods stava sorseggiando il suo gin & tonic
prenotturno, e il ghiaccio nel bicchiere alto produceva
un allegro, leggero suono estivo. Stavano parlando
dei "Quattro Messaggi", come li chiamava lei pensando
che sarebbe potuto diventare un buon titolo. C'era
il Post-it che G.G. aveva lasciato all'imbarcadero prima
di essere ucciso, il foglietto trovato nel suo portafoglio
con la minacciosa massima in latino, la minacciosa
massima in latino tracciata sul cinturino dell'orologio
d'epoca di Alison e per finire la minacciosa massima
in latino dipinta sulla parete rocciosa della Cava Nuda.
Miss Skattergoods era sicura di essere ormai vicina a
una spiegazione dei tre messaggi in latino, ed era certa
di aver gi trovato quella del Post-it. Ascoltava docilmente
in silenzio il giovane detective, senza prestargli
particolare attenzione e aspettando il momento giusto
per chiarirgli le idee.
Mettiamo a livello puramente ipotetico che sia stato
Spenser stava dicendo Oakwood. Si trova nella
casa principale quando squilla il telefono. Risponde.
 G.G. che chiede che lo si vada a prendere quella sera
stessa sul continente. Scorgendo l'opportunit di
vendicarsi su colui che non solo ha stroncato la sua opera,
ma che anni prima l'ha fatto finire in una prigione italiana,
Spenser ruba le chiavi del motoscafo di Dick e
salpa per il continente. E fin qui tutto bene. Si spiegano
il tuono, causato dal motore della barca, il tintinnio
delle chiavi e la telefonata. Ma a questo punto arriviamo
al Post-it. "Oh, salve, G.G. Le spiace scrivere
un breve messaggio su un Post-it? Dopo averla annegata
ed essere tornato a rubare un Boston Whaler per
fingere che sia stato un incidente, vorrei lasciare qui
questo biglietto scritto da lei, tanto per rendere il tutto
pi verosimile. Non le dispiace, amico mio? Ehi,
grazie mille."
Silenziosa e imperturbabile, Miss Skattergoods bevve
un sorso dal suo bicchiere.
Ma la calligrafia sul Post-it era sicuramente di G.G.
riprese Oakwood. E la data era la stessa dell'omicidio.
 molto strano.
No disse Miss Skattergoods. Il messaggio non 
strano. Il messaggio  un dato di fatto. La cosa strana
 che  impossibile, come ha detto lei stesso, che a
scriverlo sia stato Spenser. Perci dobbiamo concludere
che non  stato lui. Non  stato Spenser a lasciare
quel Post-it. Ma il biglietto  stato lasciato da chi  andato
a prendere G.G. Perci, caro, non  stato Spenser
ad andare a prendere G.G. "Ah!" dir lei. "Un sillogismo,
Miss S.!"
No, no... Oakwood non riusciva mai a ricordare
di preciso cosa fosse un sillogismo, e non avrebbe mai
chiamato "Miss S." la vecchia giallista.
E potrebbe esserlo. Ci nonostante, non  stato
Spenser a prendere quel motoscafo.
Ma quella notte  uscito dal suo cottage.
Oh, s,  uscito. Ma le unghie, caro. Le ho gi accennato
alle sue unghie.
Gli agit le dita sottili davanti agli occhi, una sigaretta
infilata fra l'indice e il medio.
Il fumo passivo  pericoloso quanto quello attivo,
sa borbott lui.
E molto meno piacevole!
Oakwood alz il mento e inspir ostentatamente una
profonda boccata d'aria pura. Be', in tal caso il problema
del Post-it si ripresenta con tutti loro.
Ah! esclam Miss Skattergoods agitando di nuovo
la sigaretta. Ma vede, detective, c' anche Dick.
Oakwood ascolt il sommesso ronzio delle zanzare,
il tintinnio del ghiaccio nel bicchiere di Miss Skattergoods,
il sussurro del mare sugli scogli. Non vedo
in che modo sia diverso dagli altri. Dal punto di vista
del biglietto.
Il punto di vista del biglietto? Miss Skattergoods
ridacchi. Be', detective, io ci ho riflettuto a fondo,
dal punto di vista del biglietto e da altri. Sorrise con
la sigaretta che le penzolava dalle labbra.  tutto molto
semplice.
Oakwood fece un grugnito sarcastico.
Dick non ama parlare del suo passato riprese Miss
Skattergoods. L'ha notato? L'ha detto diverse volte.
Molto comodo.  mio cugino, ma non si ricorda affatto
di me. Non mi aveva nemmeno riconosciuta! Non
rammentava il mio nomignolo! C' una sola spiegazione,
detective, e penso che lei sappia qual .
Ha una pessima memoria?
Ma la vecchia giallista si era fermata solo per una
pausa a effetto, non per avere risposta. Dick Treekape
concluse non  Dick Treekape. Dick Treekape  un
impostore!
Oakwood guard rattristato la sua vecchietta. Sembrava
che sulla sua testa si fosse fatto le unghie un gatto.
Il gatto morto di Bonnie, magari. Gli abiti parevano
provenire dallo scatolone di scarti dell'Esercito della
Salvezza. L'accento apparteneva a un'altra era, cos
come il suo senso di superiorit. Era arrogante e turbolenta,
curiosa, smemorata, imprevedibile. Era anche
una lontana cugina di Dick Treekape, il direttore
della Treekape Artists Colony. Si era offesa perch lui
non l'aveva riconosciuta all'istante, e cos aveva deciso
che si trattasse di un impostore.
Una volta che si accetta questo, detective, ogni elemento
va al suo posto.
Una volta che si accettava l'idea che uno degli uomini
pi ricchi e rispettati dello Stato fosse un ladro d'identit?
In quel caso ogni elemento andava al suo posto?
E quale posto era? Il posto della fantasticheria e delle
forzature narrative? La sua giallista aveva scritto
troppi gialli.
Quello che non capisco disse  perch non si sia
presentata subito a Dick.
E lui perch non l'ha fatto?
 evidente che non si ricordava di lei.
Be', io mi ricordo di lui, questo  certo. Era un bambino
malvagio.
Quando fu l'ultima volta che lo vide? domand
Oakwood sospettando gi quale sarebbe stata pi o
meno la risposta.
Io avevo dieci anni e lui cinque. Ora ne ho ottantuno
rispose lei in tono fiero. Dunque settantanni fa.
Settantuno precis il detective, non riuscendo a
trattenersi.
Mente sulla propria et, capisce. In tutti gli articoli.Se la abbassa di quattro anni. Ridicolo. Gli uomini
sono molto pi vanesi delle donne, non lo scordi mai.
Io sono gi stata su quest'isola, detective, anche se molto
tempo fa, e ricordo ancora il malvagio cuginetto che
mi tir un sasso in testa. Ma quest'uomo non si ricorda
di me. Non lo trova strano?
Oakwood non lo trovava strano. Per quanto lo riguardava,
Miss Skattergoods era indimenticabile, ma
si stava parlando di un bambino di cinque anni.
Non  lui, ecco perch non ricorda. Non  Dick. 
qualcuno che ha preso il suo posto. Furto d'identit!
La vecchia signora annu energicamente. Oh, s, bisogna
fare attenzione alle ricevute. E agli estratti conto
bancari. Scosse la testa al pensiero della perfidia
che regnava nel mondo. L'Associazione Pensionati
ha inviato un bollettino informativo. Spero che lei
usi un distruggidocumenti, giovanotto. E se si pu rubare
un'identit qui da noi, pensi come sarebbe facile
farlo a Timor Est, o dovunque Dick abbia passato
tutti quegli anni. Questo impostore, questo tizio che
non riconosce nemmeno sua cugina, avr incontrato il
vero Dick laggi, nel Gabon o nella Guyana. Non dimentichi
che per cinquantanni Dick non ha pi messo
piede negli Stati Uniti. Poi eredita una fortuna, dieci
anni fa, alla morte di quel vecchio bastoncino di pesce
rinsecchito di suo padre. La casa era praticamente abbandonata.
Nessuno ci era rimasto dopo la sua morte.
I giovani avvocati non avevano mai visto il vero Dick.
E cos l'impostore torna e rivendica l'eredit. E cosa fa
a quel punto? Fonda una residenza per artisti fuori dagli
schemi? Scrive un romanzo? Le sembra logico, detective?
Dopo settantanni senza aver scritto una sola
parola? A me no.
Oakwood si domand a voce alta cos'avesse a che
fare quella bizzarra teoria con l'omicidio di G.G.
 tutto nel Post-it, capisce rispose lei.
Lui recit il messaggio: "9/7. Non ho tempo di
aspettare il prezzo della libert!".
Un po' affettato, non crede? E assurdo, con quel
sette col trattino all'europea. Be', mio giovane e
americanissimo amico, in quel biglietto c' qualcos'altro
di affettato.
La scelta delle parole? L'allusione a Andrew Jackson?
Oakwood era ancora gongolante per aver riconosciuto
la seconda parte del messaggio e averne saputo
indicare la fonte. Il prezzo della libert, l'eterna
vigilanza, Andrew Jackson... Ma palesemente non era
ci che intendeva Miss Skattergoods.
La data, caro.
Il sette settembre. Il giorno dell'omicidio.
Sette settembre negli Stati Uniti, ma nove luglio in
Europa e nella mente di un uomo che mette il trattino
sul sette! Gli fece un sorriso trionfale.
Ma...
Perch G.G. avrebbe scritto un biglietto in luglio
su una barca che aveva intenzione di rubare in settembre?
Perch il testo non riguardava affatto la barca.
Fece un'altra pausa a effetto e sorrise di nuovo. Era
un messaggio ricattatorio.
Incroci le braccia, soddisfatta di se stessa.
Non ho tempo di aspettare! Il prezzo della libert!
riprese. Dick Treekape, o l'uomo che dice di essere
Dick Treekape, era ricattato. E chi lo stava ricattando?
G.G., naturalmente. G.G. lo sapeva! Doveva
averlo scoperto mentre rovistava in cerca di scandali
per il servizio su Dick. Aveva scoperto che Dick era
un impostore, e poi... aveva cominciato a ricattarlo. In
teoria sarebbe dovuto venire sull'isola per realizzare un
servizio, ma il vero motivo del suo arrivo erano i soldi
che si stava facendo dare per mantenere il segreto.
Se avesse rivelato che Dick non era Dick, Dick, chiunque
egli sia, avrebbe perso tutto. Tutto quello per cui
si era dato da fare. La sua reputazione di scrittore e filantropo
culturale, quel grande mausoleo di una casa,
i soldi... la sua nuova vita.
Andiamo, Miss Skattergoods protest Oakwood.
 tutto un po' inverosimile.
Lo  anche il delitto, detective.
Era vero, ammise Oakwood. Quantomeno a suo
modo di vedere. Per quante scene del delitto avesse
visto, per quanti mariti infuriati o mogli abbandonate
o amici ubriachi avesse smascherato, era sempre
uno shock.
La notte del delitto, G.G. ha telefonato alla casa
principale riprese Miss Skattergoods. E a prendere
la chiamata  stato Dick. Chi altri avrebbe potuto rispondere
a un telefono non suo? Sarebbe stato un gesto
arrogante. Io di sicuro non lo farei mai. E lei?
Oakwood scosse la testa. Nemmeno io disse, pur
non potendo fare a meno di ricordare che era stata la
stessa Miss Skattergoods a insistere sulla possibilit
che fosse stato uno degli altri a rispondere.
Quella notte Dick esce in barca prosegu lei. Il
tintinnio udito da Bonnie non  importante, ma il cosiddetto
tuono s. Il tuono, come lei ha brillantemente
dedotto, era il suono del motore del motoscafo. Dick
salpa, va a prendere G.G. e lo fa bere, se gi non era
ubriaco. Ci spiega la bottiglia di vino con cui  stato
visto. Probabilmente era un liquore, altro che vino.
Quella Tara non sa distinguere una bottiglia di vino da
una d'acqua minerale... E per finire, Dick stende Gill
con un colpo di remo e lo spinge fuoribordo.
Oakwood scosse di nuovo la testa, stavolta meravigliato
dall'accuratezza della ricostruzione della sua
vecchietta, ma non disse nulla, continuando ad ascoltare
affascinato il racconto.
E l nel mare profondo, nel buio della notte, lascia
annegare il vecchio, brillo G.G. riprese lei in tono
grave, scandito, quasi teatrale. Poi Dick, o chiunque
egli sia, torna al porticciolo e mette in bella vista all'ormeggio
del Boston Whaler il biglietto ricattatorio ricevuto
in luglio, ben sapendo che la data sarebbe stata
invertita. Prende la barca, la lascia andare dove sa
che si schianter sugli scogli e i giochi, come si dice,
sono fatti.
Rimasero seduti fianco a fianco, Oakwood pieno di
ammirazione per Miss Skattergoods e Miss Skattergoods
con sentimenti molto simili riguardo a se stessa.
Il tintinnio non era dovuto alle chiavi soggiunse.
Le chiavi sulle prime mi avevano messo fuori strada,
perch il motoscafo si accende con un semplice tasto.
Ho controllato. S, s, grazie, sono un tipo meticoloso.
Ma Bonnie ha sentito qualcosa. Ha udito il tuono e il
tintinnio. E ora lo sentir anche lei.
Si alz dal muretto di pietra e si allontan nel buio.
Oakwood la segu nella pineta che separava la casa
principale dagli alloggi degli artisti, dove lei si lasci
allegramente cadere su un tappeto pungente d'aghi
di pino.
Da qui si vede disse come se fossero a teatro.
Si vede cosa?
Esattamente ci che vedr.
E cos rimasero seduti, attenti e silenziosi, osservando
il giardino mentre calava la sera. Il tordo beffeggiatore
cominci a cantare e un petalo di rosa si stacc
dai grossi fiori e cadde davanti a loro.
Heather aveva disposto quattro piastrelle di ceramica
sul letto. Sarebbero andate a circondare il soffione
della doccia, e riproducevano alcune scene fondamentali
del suo primo anno al college, anche se la gamba
di Maggie, la sua grande nemica che era uscita per un
mese con Bradley prima che lei riuscisse a mettere fine
alla faccenda, sembrava un po' un amo da pesca. Per
un istante pens a Bradley. Lui non avrebbe capito tutto
ci che lei aveva fatto in quel luogo in quanto artista;
non era un artista, quindi non si poteva pretendere
che comprendesse. Ma appoggiava il suo lavoro e
le sue ambizioni, com'era giusto che facesse, poich la
borghesia dovrebbe sempre sostenere le arti. Era il suo
mecenate. Heather risistem le piastrelle in modo da
far spuntare la gamba storta di Maggie dalla sua testa,
si concesse una risatina cattiva e le rimise rapidamente,
delicatamente in ordine. Forse, si disse, era giunto
il momento di tornare dal suo mecenate. Le cose, in
quella residenza per artisti, erano molto pi complicate
di quanto si sarebbe mai aspettata. Nessuno le aveva
detto che gli artisti si assassinavano a vicenda. Nessuno
l'aveva avvertita che certi artisti erano forti e virili.
Nessuno le aveva spiegato che certi altri artisti potessero
essere possessivi nei riguardi di quelli forti e virili
e guardare male i colleghi.
Heather ripose le ceramiche. Pul con cura la sua
spazzola. Applic lo smacchiatore su una camicetta.
Consult l'orologio, regalo di Bradley per il loro decimo
anniversario. S, presto sarebbe rientrata a casa e
tutto sarebbe tornato alla normalit. Ma ora era il momento
di vivere come l'artista che era. Si infil in bocca
una mentina, poi, con il cuore che le tambureggiava
nel petto come spesso le accadeva in quel luogo, usc
furtiva dalla porta, stando bene attenta, questa volta,
a non sbatterla.
La luna era splendente, e Carol poteva distinguere senza
fatica il sentiero del giardino. Il chiarore diafano sarebbe
penetrato anche nel bosco, illuminandole la via.
Dal punto in cui era poteva vedere il mare, il riflesso
della luna gonfio e indistinto sull'acqua, le onde che
lo percorrevano. Alla cava, il riflesso avrebbe galleggiato
sulla superficie perfettamente liscia. Carol sospir.
Era una ragazzona goffa e inelegante in una vestaglia
di chiffon con i volant, ma la luce era morbida
e il buio ancora pi morbido, e in quel momento Carol
Grey era bella.
Oakwood la osservava sbalordito. Il suo cuore si intener.
Carol era rimasta al buio a guardare mentre la
sua rivale, la compiaciuta ceramista, l'improbabile sirena
dell'Ohio, scivolava nel cottage di Spenser. Aveva
osservato la scena con un coraggio da soldato e poi
era scomparsa nel bosco, diretta come ogni notte alla
Cava Nuda.
Sta bene? bisbigli Oakwood. Perch sta andando
lass con questo buio? Non vorr...
Carol? No, no.  l'unico momento in cui  disposta
a fare il bagno nuda: in segreto, di notte. Secondo Miss
Carol Grey, nuotare al naturale  puerile e volgare. Ma
alla Cava Nuda diventa irresistibile, sa.
Oakwood ripens all'espressione dolente di Carol e
sper che la nuotata notturna potesse consolarla. Spenser
era stato il suo cavaliere. Aveva picchiato un uomo
per lei. Era stato arrestato per lei. E ora andava segretamente
a letto con una tracagnotta qualsiasi, e per giunta
un'artista inferiore. Povera Carol.
I puritani sono dei cretini stava dicendo Miss Skattergoods.
I puritani e gli ipocriti. A proposito, detective,
non l'ho mai vista fare il bagno.
...
.
...
CAPITOLO 15.
...
.
...
Guardare sotto ogni pietra.
...
.
...
A differenza di Miss Skattergoods, il detective Oakwood
non aveva un grosso bicchiere di gin a intrattenerlo
mentre aspettava in mezzo al bosco, n aveva la minima
idea di cosa stesse aspettando. Le zanzare banchettavano
sulle sue caviglie e le sue gambe. Sottili,
ronzanti, inquietanti, inutili creature. La stessa Miss
Skattergoods aveva cominciato a ricordargli una zanzara.
Oakwood stese le gambe davanti a s. Era stufo di
starsene seduto su un tappeto pungente d'aghi di pino.
In quel preciso istante ud un suono, un rumore di
passi. Miss Skattergoods gli mise una mano sul braccio
per intimargli di fare silenzio.
Un uomo avanz furtivo sul sentiero e scomparve
nel bosco, chiaramente diretto verso la casa principale.
A-ha! esclam Miss Skattergoods una volta che
li ebbe superati.
A-ha? ripet Oakwood. Mi sta sfuggendo qualcosa?
Mi era sembrata sicura che Spenser non avesse
a che fare con l'omicidio. Per via delle sue unghie,
ha detto.
Miss Skattergoods lo guard con aria pietosa. Se
avesse osservato le unghie di Spenser de los Angeles
come le ho consigliato di fare, si sarebbe reso conto che
 gravemente anemico.
Mi dispiace per lui, ma... Oakwood si gratt un'altra
puntura di zanzara sulla caviglia. Sotto i pini non
girava un filo d'aria. Gli unici a muoversi erano gli insetti.
Il detective si schiaffeggi il braccio, punto per
l'ennesima volta.
Aspetti bisbigli la vecchia signora. Gli rivolse un
cenno del capo, inarcando le sopracciglia e sgranando
gli occhi come se stesse incoraggiando un bambino
piccolo o un imbecille. O entrambe le cose, pens
Oakwood.
Udirono di nuovo lo scricchiolio degli aghi di pino,
poi il fruscio dei rami che venivano scostati. Spenser
riapparve sul sentiero lastricato, proveniente dalla casa
principale e diretto verso il proprio cottage. Oakwood
e Miss Skattergoods erano abbastanza vicini da vedere
cosa aveva in mano, e da sentirlo. Era un grosso bicchiere
colmo di ghiaccio. Ding, ding. Videro Spenser
portarsi il bicchiere alle labbra, prendere in bocca qualche
cubetto e masticarlo. Ding, ding, crock. Ding ding.
I suoni che Bonnie ha sentito quella notte! esclam
Miss Skattergoods quando Spenser fu entrato nel
suo cottage. Era Spenser. Esce ogni sera a prendere
il ghiaccio. Gli anemici sgranocchiano spesso il ghiaccio.
 un sintomo. Spenser lo nasconde perch  un
uomo sciocco e vanesio, come tutti in questo posto a
eccezione di Bonnie, che forse  sciocca ma di sicuro
non vanesia. Avevo i miei sospetti, capisce, e l'ho tenuto
d'occhio. Quasi ogni notte esce per la sua dose
di ghiaccio. Devo proprio dirgli di prendere un po' di
ferro. Sgranocchiare il ghiaccio non fa bene ai denti.
Oakwood si era reso conto che, mentre se ne stavano
accovacciati dietro i pini ad aspettare che Spenser
sgranocchiasse il suo ghiaccio, la notte si era fatta ancora
pi scura: una densa coltre di umidit senza pi
luna, senza pi aria, una notte in cui lo stanco cielo settembrino
sembrava essersi arreso al caldo nebbioso.
Poi si accorse anche che c'era qualcuno nel giardino.
Si ud un fruscio fra i cespugli, seguito da un passo
veloce e leggero.
Il detective e l'anziana signora si guardarono. Nessuno
dei due parl. I suoni provenivano dalla parte
pi lontana del giardino.
Si poteva distinguere una figura, ma non si capiva
chi fosse n cosa stesse facendo. La silhouette si abbass
di scatto e parve scomparire dietro il roseto che
la separava da loro.
Si ud un improvviso, violento parapiglia, poi un
sussurro rauco: Seat!.
Miss Skattergoods si alz e accese la sua torcia. Non
c' bisogno di agitarsi tanto disse rivolta alla figura
nel buio. Sono qui, caro.
Il cerchio di luce gialla illuminava il professor McPherson,
inginocchiato su una lastra di pietra nel mezzo
del giardino, accanto al tavolino e alle sedie. Appena
dietro di lui, il terrier scodinzolava stringendo fra
i denti il polsino del pigiama di Phear.
Beccato da un cane comment la vecchia signora.
Perfetto.
McPherson batt le palpebre nel fascio di luce della
torcia. Reggeva in mano un tubetto di colore e un
pennello.
Voi non capite disse. Non capite.
Il detective Oakwood usc dal buio e lo aiut a rialzarsi.
No replic. Non capiamo.
Parli per s disse Miss Skattergoods sedendosi su
una delle sedie di ferro. Si sfil con noncuranza una
sigaretta da dietro l'orecchio e l'accendino dalla tasca.
Sumus fumus" disse accendendo la sigaretta e fissando
il punto in cui Phear stava scrivendo col pennello.
"Siamo fumo"? chiese lui. Non ci avevo pensato.
No rispose lei. Ma avrebbe dovuto.
Si sedettero tutti e tre al tavolino, come se stessero
aspettando il t. O giocando a carte. O facendo una seduta
spiritica.
Sua moglie continu Miss Skattergoods in tono
gentile. Una bellissima ragazza, professore.
Phear la guard sorpreso. Lei conosce Ying? Nel
pronunciare quel nome, la sua voce si raddolc.
Miss Skattergoods sorrise. No, ma ho visto una sua
foto, sul giornale del suo paese natale. Una foto nuziale.
Ying Stone sposa Phillip Edmund McPherson. Bellissima
ragazza ripet. L'ho trovata in rete spieg a
Oakwood, rispondendo alla sua occhiata interrogativa.
Adoro gli annunci di matrimonio. Quasi quanto
quelli funebri.
Docile come una pecorella, di cui aveva letteralmente
l'aspetto con l'accappatoio di spugna bianca, il pigiama
e i lanuginosi, arruffati capelli bianchi, Phear stava annuendo
in risposta all'affermazione precedente. Ying
 bellissima, dentro e fuori.  la mia vita.
Ying Stone disse piano Miss Skattergoods. Un
nome interessante.
Oh, suo padre era inglese e sua madre cinese.
E vivevano in Canada, in un remoto paesello sulla
costa, vero? domand Miss Skattergoods. Lo stesso
da cui G.G. ha fatto la sua telefonata. Ying ci abitava
con i genitori. E con il fratello, Lee Stone.
Il detective Oakwood trasal. Lee Stone? Ma era il
ragazzo che...
S, detective, il ragazzo che rimase vittima di quel
tragico incidente in mare. Un giovane scrittore di talento.
Giovanissimo rispose Miss Skattergoods scuotendo
tristemente la testa e poi guardando Phear, il cui volto,
di solito colorito e rotondo, era pallido, lungo, grave.
L'annegamento di Lee fu un colpo molto duro disse
il professore. Per Ying fu un vero incubo. Lo adorava.
Ma poi, quando rimandarono a casa le sue cose,
non c'era niente. Il suo lavoro, intendo dire. Il computer
era vuoto: niente appunti, niente romanzo. Era
da un anno che stava scrivendo. Non c'erano carte n
quaderni. Era strano. Poi usc il libro di Dick Treekape.
E noi, ovviamente, lo leggemmo.
S,  stato proprio il romanzo a chiarirmi definitivamente
le idee spieg Miss Skattergoods. L'ho appena
finito. Sua moglie dovrebbe essere molto fiera
del fratello.
Di cosa state parlando? intervenne Oakwood. Prese
il tubetto di colore dalle dita di Phear, che lo stava
facendo ruotare nervosamente sul tavolino. Me lo dia.
 una prova. Di qualcosa.
C'erano troppi elementi nel romanzo, troppe coincidenze,
episodi dell'infanzia di Ying e di Lee. Dettagli,
capite? Minuscoli dettagli. Descrizioni. Della spiaggia,
della casa e...
Della meridiana concluse Miss Skattergoods.
Phear annu. La meridiana del libro era identica
a quella della casa in cui Ying e Lee erano cresciuti. E
poi c'era la massima...
Ah, giusto, la massima.
Quale massima? domand Oakwood sempre pi
esasperato. Massima di cosa?
La massima della meridiana.
Quale meridiana?
Insomma, detective Oakwood! La meridiana con
la massima.
Phear guard il giovane detective, intento a grattarsi
una puntura di zanzara rossa e gonfia sul braccio, ed
ebbe piet di lui. Nel Diciannovesimo secolo, e suppongo
anche prima, c'era l'uso di incidere una massima
sulle meridiane spieg. A quel punto erano ormai
diventate puramente decorative, come ornamenti
da giardino. E le massime, molte di esse, riguardavano
il passare del tempo.
Riguardavano la morte, una morte abbellita disse
Miss Skattergoods.
No, no, non tutte. Alcune esortavano a cogliere l'attimo,
a godersi la vita...
La morte insistette Miss Skattergoods.
Be', in ogni caso, le massime erano spesso scritte
in latino.
E immagino che la massima sulla meridiana con cui
era cresciuta la sua graziosa moglie fosse...
Gi. "Spectator fastidiosus sibi molestus.
Il messaggio che abbiamo trovato nel portafoglio
di G.G.! esclam Oakwood.
Lee era imprudente prosegu Phear in tono sommesso.
Era giovane. Era uscito in kayak col mare agitato,
poi era scoppiata una bufera, il mare si era ingrossato
e di punto in bianco l'aveva inghiottito. Un
ragazzo, scomparso cos.
La vecchia signora annu.  molto triste quando
muoiono i giovani. Che senso ha?  quello che ci si
chiede, vero?
Phear si accalor. Ma c'era pur sempre la sua
opera, capite? Lee ne aveva parlato a sua sorella, le
aveva detto di aver quasi terminato il romanzo. Fu
come se il libro fosse scomparso insieme a lui. Lee
era il figlio minore, capite. La luce della famiglia. La
madre non si  mai ripresa, e nemmeno mia moglie,
a dire il vero. Poi  uscito il romanzo di Treekape. 
stato un colpo tremendo. Ying era certa che fosse lo
stesso che Lee era venuto qui a terminare, ma non ne
avevamo le prove.  stato a quel punto che ho escogitato
il mio piano. Sarei venuto a Treekape. Avrei
trovato le prove. Avrei smascherato la truffa di Dick
Treekape. Avrei riscattato la memoria di Lee. E avrei
reso felice la mia Ying. Fece roteare distrattamente
il pennello fra le dita. Non ho ottenuto dei gran risultati,
vero?
Ha fatto del suo meglio rispose Miss Skattergoods.
Non tutti siamo tagliati per l'intrigo. Gli carezz la
mano con benevola condiscendenza. Come le  venuto
in mente di scrivere le altre massime in latino?
L'idea mi  piaciuta.  stato bravo.
Davvero? domand eccitato McPherson. La ringrazio.
Vi avevo sentiti parlare del messaggio trovato
sul corpo di G.G.
Durante uno dei suoi "allenamenti", suppongo
disse Oakwood confiscando il pennello.
Molto abile, professore osserv Miss Skattergoods.
McPherson l sorrise grato. Non appena ho udito
quelle parole, le ho riconosciute riprese. Ho capito
che G.G. doveva aver scoperto che Dick aveva rubato
il romanzo di Lee. Ho creduto di poterlo spaventare,
di poterlo stanare con quei messaggi sul cinturino
e alla cava. E stata un'idiozia.
Su, su! E stato lei a incitarmi a leggere il romanzo,
giusto? Non deve essere troppo severo con se stesso.
Phear e Miss Skattergoods sedevano insieme, due
anziani nel buio fragrante di un'opprimente notte settembrina.
Il mento di Phear era appoggiato sul petto,
appena sopra la pancia, le braccia gli penzolavano
flosce lungo i fianchi, i capelli bianchi erano incollati
sul volto sudato. Miss Skattergoods, scheletrica, dritta
come un fuso, con una piccola pigna fra i capelli, fumava
una sigaretta nel silenzio solenne.
"Spectator fastidiosus sibi molestus" mormor finalmente.
Sicch non era affatto una minaccia, ma solo la
classica, malinconica, censoria massima da meridiana.
"Non perdere tempo a guardare le meridiane, idiota di
un perdigiorno: stai sprecando del tempo prezioso."
Phear fece un piccolo verso di apprezzamento.
G.G. doveva averla trascritta dopo averla vista sulla
meridiana di casa Stone riprese Miss Skattergoods.
Mi sentivo cos stupido ad aggirarmi furtivamente
come uno di quei giovani attori americani sbott
Phear dopo un minuto. Come Tom Cruise...
Miss Skattergoods bevve una vigorosa sorsata dal
suo bicchierone. Figuriamoci l'assicur il professore.
Figuriamoci.
La colazione del giorno dopo si svolse in silenzio. Il
detective, ancora impegnato a decifrare la situazione,
alzava a malapena gli occhi dal suo piatto. Le pesche
erano mature e profumate ma nessuno lo disse, al contrario
di quel che accadeva di solito per tutto ci che
proveniva dalla cucina dello chef italiano. Spenser, la
miglior forchetta del gruppo, era distratto e picchiettava
le dita sul tavolo al ritmo di una sua composizione
interiore. Heather sembrava essere passata dalla preparazione
di una borsa per pannolini a quella di una
sciarpa verde oliva.
Ha avuto una crescita inaspettata, il nipotino? domand
Carol, ma senza convinzione. Poco dopo si conged
e si diresse alla cava per dipingere.
Bonnie si immagin un neonato in carrozzina completo
di cuffietta, barba di due giorni e sigaro. Come
un vecchio cartone animato cominci a dire, ma nessuno
la stava ascoltando. Nessuno ascoltava nessun
altro. Alison era ancora meno attenta del solito, e trascinava
la sua forchetta pulita avanti e indietro sulla
tovaglia. Dick ogni tanto le scoccava un'occhiata, tornando
poi a fissare la forchetta che anche lui stringeva
fra due dita facendola dondolare come un'altalena.
Siamo scesi dalla parte sbagliata del letto? chiese
Bonnie. Tanto vale che me ne stia con i Felix.
Forse sarebbe meglio, cara rispose Miss Skattergoods.
Era assorta anche lei, e stringeva le labbra picchiettandosi
la fronte con una delle matite che di solito
teneva dietro l'orecchio.
Mi sa che oggi non camminer annunci Phear.
Fa troppo caldo.
Era vero, e la temperatura aumentava di ora in ora a
mano a mano che il sole saliva nel cielo e l'aria si faceva
immobile e stagnante. "Questo spiega tutto" pens
Bonnie. Perfino Tipsy giaceva in silenzio all'ombra di
un albero, ansimando con la lingua fuori. Alison si alz
con un sospiro. Forse  davvero arrivato lo scirocco.
Morte nel Maine? disse Heather cercando di inserirsi
nella conversazione artistica. Aveva visto Morte a
Venezia. Era un film d'autore, un film straniero. Certo
che l'aveva visto. A Bradley non era piaciuto molto,
l'aveva trovato lento e frocesco, parole sue. Lei invece
l'aveva adorato, e sapeva cos'era lo scirocco. Ma
oggi non c' un filo di vento, santo cielo.
Alison non disse nulla, limitandosi a guardare gli altri
con il suo esangue distacco, che parve a tutti un po'
pi esangue e pi distaccato del solito, e se ne and
senza una parola o un cenno di saluto.
Una donna infelice disse Miss Skattergoods a Oakwood
quando anche gli altri si furono allontanati da tavola.
Il marito si  ucciso. Dev'essere stato un brutto colpo.
 sola da un bel pezzo, mi sembra.
Chi era il povero Mr Left?
Oh, non si chiamava Left. L'altro giorno lei mi ha
detto di aver mantenuto il nome da nubile.
Saggia decisione osserv Miss Skattergoods.
Oakwood rimase seduto a lungo, dopo che tutti se
ne furono andati e i piatti furono sparecchiati, con un
gomito sul tavolo e il mento posato sul pugno. Nomi,
pens. Nomi da nubili. La moglie di Phear era Ying
Stone, sorella di Lee Stone, il giovane che era morto
proprio l. Era per questo che Phear si aggirava furtivo
alla ricerca delle prove di un crimine. Non di un
delitto, ma di un tradimento: il tradimento di Dick
Treekape ai danni di Lee Stone, il giovane scrittore morto
tragicamente. "Stone": pietra. Guardare sotto ogni
pietra. "Left": il nome da nubile di Alison. I suoi genitori
erano di sinistra, e avevano cambiato il proprio
nome da Lefkowitz a Left in segno di protesta "pi o
meno contro tutto", gli aveva detto lei. Al momento
gli era sembrato un aneddoto divertente, ma ora il ricordo
lo turbava in modo incomprensibile. Le persone,
per, cambiavano nome di continuo. Spenser, per
esempio, era passato da Drudger a De los Angeles, e
chi poteva biasimarlo? E ovviamente, ancora oggi le
donne cambiavano spesso nome quando si sposavano.
Lasciavano ai genitori i loro nomi da ragazze. Left.
Left. Nomi da signorina...
Strano pensare a quelle donne, donne di mezz'et o
addirittura vecchie, sposate, divorziate, vedove, donne
i cui nomi, i nomi con cui erano nate, venivano definiti
"da signorina". Signorine. Una parola cos antiquata,
un'idea d'altri tempi, un anacronismo pedante...
E all'improvviso cap. Il nome da nubile di Alison
Left non aveva importanza. Era un altro il nome che
contava, un nome completamente diverso.
Oakwood si precipit in camera, chiuse la porta a
chiave e si tuff nei documenti sul suo computer. La
piccola scrivania era troppo bassa e la sedia troppo alta
per consentirgli di infilare le ginocchia sotto il piano. Si
sporse sopra lo spazio vuoto e si mise a pestare sui tasti.
Non era Left. Non era affatto Left. E non era Drudger,
o De los Angeles, o Grey, o nessuno dei cognomi degli
ospiti della residenza.
Le finestre erano aperte e il ventilatore gli soffiava
svogliatamente l'aria calda sul volto arrossato. Ud
Dick che chiamava Tipsy. Ud un aspirapolvere in corridoio.
Ud un gabbiano, un corvo e il cicaleccio irritato
di uno scoiattolo. Ud il ticchettio sommesso dei tasti
del computer. Ud il proprio stesso respiro.
Fu soltanto pi di un'ora dopo che drizz la schiena
dolente e alz il pugno al cielo, sussurrando un veemente:
S!.
Poi lesse ci che era apparso sullo schermo. Continu
a leggerlo a lungo. Quando torn a raddrizzarsi,
non alz il pugno al cielo in segno di trionfo.
Una mosca si lanci disperata contro la zanzariera
alla finestra. Lo schermo del computer si oscur.
...
.
...
CAPITOLO 16.
...
.
...
Il bambino crudele dai riccioli d'oro.
...
.
...
Una calda notte d'estate. Una quiete opprimente. L'aria
era densa come fango. Gli alberi erano come sospesi
nella calura, troppo oppressi per crescere, troppo scoraggiati
per morire. Perfino le stelle erano fioche e pesanti.
Alison risal il sentiero allontanandosi dalle onde
che si abbattevano con pigra, monotona regolarit sulla
spiaggia. Entr nell'afosa, soffocante oscurit del bosco.
Quando giunse alla radura, si rese conto che non
era pi ventilata del resto dell'isola. Era uguale, asfissiante
e silenziosa. Si sedette su una roccia e annus la
calura attorno a s. Terra umida ed erba floscia. Margherite
curve e sfiorite.
Una notte orribile, pens con il suo consueto gusto
per il drammatico, densa e gonfia e pesante e viziata,
in cui ogni ramoscello un tempo verde era morto
o in punto di morte, in cui l'irrisorio ciclo vitale di
ogni insetto finiva quasi prima d'iniziare. La natura
era davvero crudele e senza senso come un qualsiasi
essere umano, uomo o donna. Natura, uomo, donna:
uno pi crudele dell'altro, e il pi crudele di tutti
era il fato. Eppure il fato non esisteva nemmeno: non
c'erano donne antiche e mitiche che lo tessevano per
te. C'era solo il tempo, giorno dopo giorno dopo giorno,
fino al nulla.
Dopo aver trasfigurato il suo sudore e il suo fastidio
con il linguaggio alto della disperazione, Alison
si sent subito meglio. Si rilass nella grandiosit della
sua consueta tana esistenziale. Ud una rana (o era
un'anatra?) sguazzare piano sul versante pi lontano
della cava. Scacci un insetto con la mano. I suoi indumenti
erano intrisi di sudore. La vita era qualcosa
di vano. Ci nonostante, una nuotata non ci sarebbe
stata male. Ma non era l per divertirsi. Non era l per
galleggiare nell'acqua fresca e invisibile. Aveva qualcosa
da fare.
E nel buio si mise in attesa di Dick.
Dick era in ritardo all'appuntamento alla Cava Nuda.
Quel posto non gli piaceva, ma gli era parso sufficientemente
remoto per ci che doveva fare. Perch aveva
invitato Alison sull'isola? Era arrivata come un pirata
all'abbordaggio della sua vita. Com'era riuscita a scoprire
il suo segreto? Lui era stato cos attento. Cos abile.
Il cane gli zampettava accanto sul sentiero fangoso,
deviando nel folto delle felci e dei rovi, tornando
ansimante al suo fianco, stendendosi periodicamente
a terra per riprendere fiato. Quando raggiunsero le
rocce che circondavano la Cava Nuda fece un ringhio
basso, e Dick lo segu finch vide una figura seduta in
un silenzio assorto. Eccola, una donna di mezz'et che
avrebbe avuto bisogno di un nuovo taglio di capelli,
che recitava La ballata del vecchio marinaio, che aveva
scritto pochi romanzi sempre in bilico fra letteratura
e robaccia. Eccola, seduta leggera e silenziosa su una
roccia: la donna che avrebbe potuto rovinarlo.
Dick lo trovava profondamente ingiusto. Aveva lavorato
sodo per ottenere ci che aveva. Aveva trascorso
decenni all'estero, viaggiando, vivendo con pochissimo,
insegnando letteratura inglese a giovani ottusi
di ogni razza, religione e marca di scarpe da ginnastica.
E poi era arrivata Treekape, la residenza per artisti
che lui aveva creato dal nulla.
Salve disse a un tratto Alison, accorgendosi di lui.
Mi dispiace, sono in ritardo.
Davvero?
Il cuoco minacciava di andarsene. Sembra che Tara
abbia mangiato la pasta per i biscotti.
Tara? "Un altro cane?" si chiese Alison.
La cosiddetta cameriera le ramment Dick.
Ah, giusto. La ragazza con la felpa. Ha il suo bel
da fare, vero? chiese lei.
Il suo tono era indolente. Come poteva starsene l
seduta cos calma, quella strega vendicatrice che aveva
in pugno la sua vita?
 incredibile che abbia il tempo di scrivere.
Dick si sent montare il sangue alla testa. Forse gli
sarebbe venuto un infarto e tutti i problemi si sarebbero
risolti. Le pulsazioni erano assordanti. Si port una
mano alla tempia. Come faceva a saperlo, in nome di
Dio? Nessuno lo sapeva. Nessuno poteva saperlo. Era
stato attento a distruggere ogni traccia.
Come lo sa? le chiese. Come l'ha scoperto?
Una congettura? rispose lei sarcastica. Dick Treekape
era un albergatore. Un albergatore di lusso, certo, ma
pur sempre un albergatore. Come poteva avere il tempo
di scrivere alcunch? "Guarda com' nervoso" si disse.
"Bene. Se lo merita. Che resti pure in sospeso, girando
al vento come un impiccato." Quanto era stata poetica,
l'amministrazione Nixon...
Impossibile borbott Dick.
Alison si meravigli della propria indolenza. Alz
gli occhi sui lineamenti finemente disegnati di Dick.
Era davvero un bell'uomo. Ma alla resa dei conti, anche
i belli e di buona famiglia si rivelavano dei fetenti.
Si sentiva ubriaca. Lo era? Ogni cosa sembrava attutita,
irreale: il caldo, la cappa d'aria umida e irrespirabile,
il buio appiccicoso, quell'uomo alto con la mano alla
fronte e una smorfia di dolore sul viso. Lui non sapeva
cosa fosse il dolore. Il dolore era guardare l'uomo che
amavi girare lentamente al vento. Il dolore era guardare
tuo marito mentre si allontanava sempre pi da
se stesso e da coloro che lo circondavano, affondando
irrimediabilmente nelle malsane, vuote segrete della
depressione, abbandonando il suo talento e il suo spirito
e la sua gioia finch un giorno lo trovi impiccato.
E lui s che gira al vento.
E, per tutto il tempo, quella grassa e pallida creatura
su ogni pagina di ogni singola rivista, su ogni canale
di ogni singola televisione, con la sua voce e le sue
manine bianche, i suoi occhietti gonfi e malvagi, i suoi
inconfondibili giochi di parole, la sua untuosa, velenosa
presenza. Da qualsiasi parte lei si girasse.
Il giorno in cui Gene Gill aveva pubblicato la recensione
del libro, suo marito era uno scrittore nevrotico
che lavorava troppo e beveva troppo. Il giorno dopo
era un ubriacone distrutto, un relitto del passato, un
fallito rabbioso e impotente. In realt, non era accaduto
tutto in un giorno. Gli ci era voluto del tempo
prima di cominciare a vedersi come la figura che Gill
aveva spietatamente parodiato nel suo pezzo. Aveva
accettato la recensione come una profezia soltanto nel
suo avverarsi. Aveva preso a bere di pi e a scrivere di
meno. Poi aveva preso a bere sempre e a non scrivere
mai. Aveva preso a fallire e a provare rabbia per i suoi
fallimenti, fino a quando non ce l'aveva pi fatta. A
quel punto l'aveva lasciata sola, sola con la sua rabbia.
Scorgendo G.G. su quel pontile, Alison aveva visto
la possibilit di un ritorno. Un ritorno da suo marito.
Un ritorno alla rabbia di lui e un modo di esprimere
la propria. Nessuno poteva biasimarla. Aveva visto
quello che G.G. poteva fare, ci che aveva fatto. E
ora eccolo l, placido e porcino, in piedi su una barca,
al buio. Chi non l'avrebbe fatto? C'era il remo. C'era
lui. C'era il mare.
La vera domanda disse ora a Dick, improvvisamente
e sinceramente perplessa  come lei ci sia arrivato.
Ah fece Dick.
La sua fronte si rischiar all'istante, la mano scivol
in tasca, il volto assunse inconsapevolmente l'abituale,
noncurante espressione di superiorit. In effetti era stato
un piano brillante. Poteva comprendere l'ammirazione
di Alison. Ma in realt non c'era stato alcun piano,
non c'era "arrivato". Era proprio quello il bello.  stata
una cosa spontanea disse, e il ricordo lo fece sorridere.
Mi  venuto in mente cos, di punto in bianco.
Alison annu. S! esclam rianimandosi. Esattamente!
 questo che la gente non capisce, ma  cos che
succedono le cose! Un'idea. Niente di importante. Il barlume
di un'idea. E poi, tutt'a un tratto, un'occasione.
Un'occasione di vendicarsi, dopo tutti quegli anni.
Alison non l'aveva programmata. Si era semplicemente
trovata l, prima dell'alba. Partita da New York, aveva
guidato tutta la notte ed era arrivata al traghetto con
un anticipo di ore sulla prima corsa. E quasi nello stesso
istante era comparsa un'altra persona al volante di
un'auto a noleggio. Un uomo ubriaco, flaccido, rabbioso.
"Andiamo, perdio!" aveva detto l'uomo ubriaco, flaccido
e rabbioso. "Treekape o morte." Era scoppiato a
ridere, poi aveva slegato la cima di un Boston Whaler.
"Grazie, lei ha contribuito alla crescita culturale del suo
paese" aveva proseguito rivolgendosi al proprietario
assente del motoscafo e lasciandogli un Post-it che considerava
sufficiente e chiarissimo.
"Coraggio, tutti a bordo, levate l'ancora!" aveva
esortato Alison, che poco prima si era presentata senza
scorgere in lui la minima scintilla di riconoscimento.
Lei si era seduta a prua ed erano usciti nel mare
agitato della baia che separava l'isola dal continente.
Alison torn rapidamente al presente, alla Cava
Nuda, al caldo, alla notte e a Dick, seduto con la testa
fra le mani sulla roccia da cui lei si era alzata. Un'occasione
ripet. E, prima ancora di rifletterci fino in
fondo, l'ha fatto.
Una rana gracid. Un placido sciabordio si lev dalle
acque della cava. Un grillo solitario frin.
Non sono una persona violenta disse a un tratto
Alison, alzando la voce in tono accorato. Deve credermi!
Dick alz gli occhi su di lei. Perch non possiamo
dimenticare l'intero incidente?
Incidente? Alison rise. Quell'uomo  morto.
Io non c'entro niente! grid Dick balzando in piedi.
Ho solo visto il manoscritto sulla scrivania. Era l che
mi aspettava. Dopo tutti gli anni in cui vi avevo viziati
senza chiedere nulla in cambio, in cui vi avevo fatto
da baby-sitter... E all'improvviso un'occasione, come
ha detto lei. La mia ricompensa. Il mio premio. Me lo
sono guadagnato, quel romanzo. Che male ho fatto?
S, lui era morto. Un incidente. Un incidente e un'opportunit.
Perch non avrei dovuto approfittarne? A
lui cosa sarebbe servito? Ne avevo passate tante, e lui
era solo un ragazzo...
Un ragazzo? ripet Alison. Ma se avr avuto almeno
sessantanni...
Si fermarono entrambi, guardandosi.
Aspetti... Lei ha rubato il suo libro a un altro scrittore?
disse Alison mentre le parole di lui le si chiarivano,
e il suo tono sommesso non tradiva pi indolenza
ma meraviglia. Sul serio?
E lei ha ucciso G.G. disse Dick. Mio Dio.
Alison scoppi improvvisamente a ridere, e il cane
le si avvicin ringhiando. L'attimo del giorno? ...Vattene,
cane... L'ha rubato? Ah! Sferr un calcio al cane.
Credeva che io la stessi ricattando, e io ero convinta
che fosse lei a farlo... Sorrideva scuotendo la testa,
come se stesse apprezzando una buona battuta. Il motoscafo...
pensavo che lei sapesse tutto. Oh, l'ho temuta
per nulla, non  vero?
Dick si sedette su un masso e si copr il volto con
le mani.
S, ho ucciso quel serpente prosegu Alison, e smise
di sorridere. L'ho spinto dolcemente in acqua, era
cos ubriaco che non ci  voluto molto. Lui  caduto
fuoribordo e io sono tornata a terra, ho legato il Boston
Whaler, ho ripreso il Post-it e ho aspettato il traghetto.
E la notte che ho rubato quel gioiello del suo motoscafo...
che ridere, L'attimo del giorno, come il romanzo
che lei non ha scritto... sono tornata sul continente,
ho riattaccato il Post-it, ho trainato il Boston al largo
e l'ho lasciato andare. Le ho gi detto che G.G. aveva
lasciato cadere a bordo il cellulare prima che lo spingessi
in mare? Proprio cos. Ce l'avevo io, e l'ho usato
per chiamare casa sua. Ha risposto la segreteria e ho
riagganciato, ma l'effetto  stato quello di far credere
che G.G. fosse ancora vivo, giusto? Poi l'ho gettato in
mare. Ingegnoso? Certo. Ma  a questo punto che devi
avere un piano, giusto? Dopo... Per sempre, dopo...
La sua voce era diventata stridula, quasi isterica, e si
mescolava ai rapidi, penetranti latrati del cane.
Silenzio disse Dick, rivolto in apparenza a entrambi,
e tutti e due gli ubbidirono all'istante.
Dick cerc di riflettere. Era cos difficile. Si ramment
che non esistevano prove che non fosse stato lui a
scrivere L'attimo del giorno. C'era soltanto la congettura
di quella pazza. Chi le avrebbe creduto? Eppure... Lo
scandalo sarebbe stato sgradevole. Ma non c'era nessuna
prova. Nessuna. Quella era la cosa pi importante.
Aveva bruciato il manoscritto originale di Lee Stone.
Non appena Alison aveva annunciato di voler fare ricerche
su di lui e sulla sua famiglia, l'aveva portato nel
bosco e gli aveva dato fuoco. Non si poteva mai sapere,
con la casa piena di ficcanaso. Qualcuno l'aveva visto
uscire di casa quella notte, la notte in cui era stato
ucciso G.G... La notte in cui Alison aveva ucciso G.G.,
si corresse. Il detective gli aveva detto che era stato
visto mentre usciva di casa con una bottiglia di vino,
ma non era una bottiglia, era il manoscritto arrotolato
sottobraccio. Non avrebbe mai dovuto conservarle
tanto a lungo, quelle pagine incriminanti, ma in qualche
modo la loro presenza gli aveva sempre consentito
di dirsi che in realt non aveva fatto altro che farsele
prestare dal loro autore scomparso.
Ora, per, il manoscritto era sparito per sempre. Non
c'era pi pericolo. Alison non aveva nessuna prova.
In piedi alle sue spalle, anche Alison era immersa nei
propri pensieri. Tipico della sua vita. Perfino il suo pi
gran gesto di coraggio esistenziale era sfociato nella farsa,
e lei odiava la farsa. Odiava gli stupidi. Uno di loro
era seduto davanti a lei, il capo argenteo chino nella
contemplazione della propria stupidit. Alison allung
il braccio verso un mucchio di sassi. Granito. L'oro dei
Treekape. Ne scelse uno pesante e appuntito. Lo sollev
sopra la testa china di Dick. " come se stesse pregando"
pens guardandolo. "Pregando all'altare della
farsa. Ma questo non  uno scherzo, Dick Treekape."
Alz la mano ancora pi in alto.
Un'altra mano, una mano forte e bagnata, saett
fuori dal buio e afferr quella che stringeva la pietra.
Uscito dalle acque quiete della cava, il detective
Lyndon Oakwood si mise accanto a lei, una silhouette
spettrale e scintillante nella notte, silenzioso, serio e
nudo come un verme.
Fa caldo, stanotte disse.
...
.
...
Epilogo.
...
.
...
L'omicidio di Eugene Gill era stato risolto e gli artisti avevano lasciato la residenza, tornando alle rispettive case con un senso di sollievo e di importanza per quello di cui erano stati testimoni. Phear divenne l'eroe di sua moglie, e L'attimo del giorno, ripubblicato con la firma di Lee Stone e con una prefazione in cui il professor PE. McPherson descriveva la frode perpetrata ai danni del giovane autore scomparso, fece ancora pi sensazione. Dick scont una breve condanna in carcere, pag un'ingente sanzione pecuniaria e sub le derisioni della stampa, ma poco dopo strapp un lucroso contratto per scrivere la storia della sua truffa e un vantaggioso accordo per la versione cinematografica. Il ricavato sarebbe stato devoluto a un'istituzione benefica per le arti, e Dick era finalmente diventato un autore e, con la sua bella chioma argentea e i suoi modi da gentiluomo, una stella del circuito delle letture pubbliche.
Il detective Oakwood consider l'idea di scrivere un giallo, ma poi decise saggiamente che preferiva leggerli anzich scriverli.
E Miss Skattergoods? Miss Skattergoods rientr tutta soddisfatta nella sua casa di Pequod, Connecticut, dove attese con impazienza il ritorno di Lilian MacFarquhar, un'elegante e anziana signora sommersa di borse e sacche e sacchetti e valigie, che fece irruzione in casa, per quanto una persona cos carica di roba possa fare irruzione, e vide la donna amata che russava seduta sul divano con la testa riversa all'indietro e la bocca spalancata.
Skat! grid felice. Quanto mi sei mancata!
Miss Skattergoods apr gli occhi e chiuse la bocca.
Gett le braccia al collo di Lilian e ascolt contenta i racconti del suo viaggio in Amazzonia. Fango e pioggia, serpenti e delfini bianchi, guerriglieri, mitragliatrici, pappagalli e orchidee.
E tu? Ti ha accolto a braccia aperte, il tuo lontano cugino? Il bambino crudele dai riccioli d'oro?
No, temo di no. Era morto.
Dick Treekape era morto? Ma i giornali non ne hanno parlato?
Oh, no, il bambino dai riccioli d'oro non era Dick
Treekape, anche se potrebbe averli avuti, i riccioli d'oro.
Ma il bambino crudele dai riccioli d'oro non era lui.
Anche se potrebbe essere stato crudele. Non lo so. Non l'avevo mai visto in vita mia. Il bambino che ricordavo era suo fratello maggiore. Odiosa creatura. Era morto poco dopo che l'avevo conosciuto, mentre cercava di annegare un gatto nella Cava Nuda. Era per quello che Dick non ci andava mai. Il bambino crudele che non era Dick aveva anche impiccato un altro gatto, cosa che nella Francia premoderna sarebbe stata considerata divertente. Sicch, capisci, Dick non era un impostore, tranne che sulla pagina. Un impostore letterario...
Non so di cosa stai parlando, Skat. Sei riuscita a lavorare?
Be', c' stato un omicidio.
Sangue?
No. Ma un bel po' di alghe.
Devi metterci pi sangue, Skat, continuo a ripetertelo.
S disse Miss Skattergoods con una risata. Magari la prossima volta, cara.
...
.
...
FINE.